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Gianfranco Miccichè: in Sicilia il modello del Governo Draghi, cioè il Governo che sta massacrando Sicilia e Sud/ MATTINALE 480

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  • Quando nei giorni scorsi abbiamo scritto che Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci sono ‘in viaggio’ verso il centrosinistra ci hanno presi per matti. I fatti, però, ci stanno dando ragione  
  • Musumeci, il protagonista di scelte amministrative disastrose che hanno contribuito a esporre i boschi siciliani al fuoco, nominato dal Governo Draghi  commissario per l’emergenza incendi in Sicilia! Dobbiamo ridere o piangere?
  • La grande ammucchiata pro-Draghi proposta da Gianfranco Miccichè, disposto a tutto per di salvare la poltrona di presidente del Parlamento siciliano
  • Mario Draghi dalla Banca d’Italia a Palazzo Chigi sempre contro il Sud e contro la Sicilia. L’ultima sua bravata: i soldi del Pnrr di Sud e Sicilia regalati alle Regioni del Nord Italia! 
  • Il peggio della politica siciliana pronta a lavorare con Draghi per continuare a ‘incaprettare’ la Sicilia. E questa sarebbe la ‘classe dirigente siciliana’?  

Quando nei giorni scorsi abbiamo scritto che Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci sono ‘in viaggio’ verso il centrosinistra ci hanno presi per matti. I fatti, però, ci stanno dando ragione  

Elezioni siciliane del 2022/ Musumeci e Miccichè finiranno in un possibile listone per Draghi targato centrosinistra?“. Questo è il titolo del nostro MATTINALE dello scorso 24 Agosto. Qualche giorno prima, il 17 Agosto, avevamo scritto un articolo dello stesso tenore: “Elezioni regionali siciliane 2022: Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci ‘in viaggio’ verso il centrosinistra?/ MATTINALE 466“. Il nostro ragionamento è semplice: l’attuale presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e l’attuale presidente dell’Assemblea regionale siciliana sono in uscita dall’agone politico siciliano. Musumeci guida un Governo deludente, che nell’ultimo anno non ne ha indovinata una. Anche Gianfranco Miccichè è all’ultimo giro. Entrambi esponenti del centrodestra siciliano, sono ormai superati dalla storia. Entrambi si avvicinano ai 70 anni, il tempo in cui ci si occupa dei nipotini. Però non vorrebbero mollare. Entrambi vorrebbero riproporsi – Musumeci alla guida della Sicilia per un secondo ‘giro’, Miccichè alla guida del Parlamento siciliano per il terzo ‘giro’ (Miccichè è stato presidente dell’Ars nella legislatura 2006-2008 e nell’attuale legislatura). Entrambi non hanno il consenso popolare. Ma ci vogliono provare riciclandosi nel ‘Listone per Draghi’.

Musumeci, il protagonista di scelte amministrative disastrose che hanno contribuito a esporre i boschi siciliani al fuoco, nominato dal Governo Draghi  commissario per l’emergenza incendi in Sicilia! Dobbiamo ridere o piangere?

Quando il 24 Agosto abbiamo scritto della possibile presenza, alle elezioni regionali siciliane del prossimo anno di un ‘Listone per Draghi’ ci hanno preso per matti. Un nostro amico avvocato ha scritto su Facebook che bevevamo troppo vino. Oggi arrivano due notizie che confermano in piano le nostre intuizioni: la tragicomica nomina del presidente della Regione siciliana, Musumeci, da parte del Governo Draghi, di commissario per l’emergenza incendi in Sicilia, come se lui e il suo Governo – in testa gli assessori Tony Scilla e Toto Cordaro, titolati, rispettivamente delle deleghe all’Agricoltura e al Territorio e Ambiente – non fossero tra i responsabili politici di quasi 80 mila ettari di boschi andati in fumo questa estate (Incendi in Sicilia, Franco Calderone (ET): “Musumeci ha abbandonato gli operai della Forestale lasciando i boschi senza protezione”). Alla luce dei danni ai boschi dell’Isola che l’attuale Governo ha contribuito a provocare con scelte amministrativa sbagliate e disastrose, il Governo Draghi lo ha premiato: Musumeci commissario per l’emergenza incendi in Sicilia!

La grande ammucchiata pro-Draghi proposta da Gianfranco Miccichè, disposto a tutto per di salvare la poltrona di presidente del Parlamento siciliano

C’è da ‘sistemare’ anche il secondo ‘campione’ della grande politica siciliana: Gianfranco Miccichè, giù uomo forte di Berlusconi in Sicilia. Lui, Miccichè, sta cercando di auto-sistemarsi da sé. Ecco la sua dichiarazione che leggiamo sul quotidiano La Sicilia: “In un periodo di grave crisi sanitaria, economica e sociale, come quello che stiamo attraversando, il dialogo tra partiti di maggioranza e opposizione non può che fare bene. Nel mio ruolo di presidente dell’Ars e di commissario regionale di Forza Italia, cerco di tenere aperto il confronto politico. Non è un mistero che tifo per una larga maggioranza come quella che sostiene il Governo Draghi. Il confronto in Assemblea con le forze politiche – prosegue Miccichè – non può che essere sempre costruttivo. La Giunta regionale, specialmente di fronte alle risorse del Pnrr, non può non ascoltare le istanze che arrivano dai territori. Credo che sia necessario un maggiore dialogo tra Ars e Giunta regionale. Per il semplice fatto che in Assemblea sono rappresentati tutti i territori della Sicilia, mentre nel governo no. Ascoltare le istanze che arrivano dal Parlamento, secondo me, può essere di grande aiuto all’attività del governo. Non un fastidio”. Insomma, via libera a una grande ammucchiata dove tutta la vecchia politica siciliana si ritrova unita sotto le bandiere di Draghi, del Green pass, della terza dose del vaccino anti-Covid e dell’obbligo vaccinale per tutti, come in Cina e in Indonesia, alla faccia della democrazia.

Mario Draghi dalla Banca d’Italia a Palazzo Chigi sempre contro il Sud e contro la Sicilia. L’ultima sua bravata: i soldi del Pnrr di Sud e Sicilia regalati alle Regioni del Nord Italia! 

Si potrebbe parlare del ruolo svolto da Draghi sulla nave Britannia mentre Tangentopoli eliminava l’unica classe dirigente che ha avuto l’Italia nella storia della Repubblica, del ruolo di Draghi al vertice di quella Banca d’Italia che ha privato il Sud e la Sicilia di un sistema creditizio di riferimento (leggere la fine del Banco di Sicilia e della Sicilcassa), del ruolo di Draghi nelle vicissitudini del Monte dei Paschi di Siena (leggere soprattutto acquisizione della Banca Antonveneta da parte di Monte dei Paschi). In tutta la sua vita di banchiere Mario Draghi è sempre stato contro il Sud e contro la Sicilia. E da politico Draghi continua a penalizzare il Sud e la Sicilia. Miccichè parla del Pnrr: probabilmente non sa nemmeno che l’attuale Governo Draghi ha scippato i fondi del Pnrr che spettano a Sud e Sicilia per erogarli alle Regioni del Nord Italia. Per la cronaca, i 193 miliardi di euro del Recovery Fund sono stati assegnati all’Italia non perché l’ex premier Giuseppe Conte è stato bravo, come blaterano i grillini, ma sulla base di parametri oggettivi: ovvero il fatto che le Regioni del Sud Italia e la Sicilia, in termini economici e infrastrutturali, sono indietro rispetto al resto d’Italia. E che fa il Governo Draghi? Dà i nostri soldi – cioè le risorse finanziarie che spettano a Sud e Sicilia – alle Regioni del Nord: scelta che accrescerà il divario economico e infrastrutturale tra Nord e Sud Italia. Un capolavoro, quello fatto dal Governo Draghi! Certo, c’è un ricorso Bruxelles con questa ennesima porcata ai danni di Sud e Sicilia da parte di Roma, ma siamo arci-sicuri che Bruxelles farà finta di non capire. Del resto, cos’è l’Unione europea dell’euro se non un covo di massoni, affaristi e ‘banditi’?

Il peggio della politica siciliana pronta a lavorare con Draghi per continuare a ‘incaprettare’ la Sicilia. E questa sarebbe la ‘classe dirigente siciliana’?  

Pensate un po’: invece di andare a casa, visto che non ha più il consenso popolare, Gianfranco Miccichè, pur di salvare la propria poltrona, è disposto a dare vita in Sicilia “a una larga maggioranza come quella che sostiene il Governo Draghi”, cioè a lavorare con il Governo nazionale che sta ‘incaprettando’ il Sud e la Sicilia. E chi è il più importante partito che sostiene il Governo Draghi? Ovviamente il PD, partito anti-meridionale e anti-siciliano per antonomasia. Ci sarebbero anche i grillini, ormai praticamente scomparsi. A conti fatti, il Listone per le prossime elezioni regionali siciliane con il simbolo del Governo Draghi dovrebbe vedere assieme il PD, Miccichè, Musumeci con la maggioranza degli assessori della sua Giunta e i grillini in cerca d’autore? Volete i nomi e i cognomi dei politici siciliani disposti a consegnare la Sicilia a Draghi? Andate sulla rete e cercate chi sono i politici siciliani che, in queste ore, plaudono a Draghi e alle sue scelte di Governo ‘intelligenti’: poi fate due più due… Ecco il ‘grande progetto’ politico di Miccichè: proporre ai siciliani di sostenere un Governo nazionale che lavora contro la stessa Sicilia. E su che cosa si baserebbe il ‘successo’ politico del Governo Draghi? Nelle sue scelte ‘lungimiranti’ per contrastare la pandemia: il Green pass, la terza dose di vaccino e, soprattutto, l’obbligo vaccinale. Manca il finale, in realtà: ma il finale di questo contrasto alla pandemia da parte del Governo Draghi lo vedremo in Autunno e in Inverno.

 

 

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