Sul Titanic

Il Giallo di Caronia/ Se Viviana Parisi è morta il 3 Agosto come mai il corpo è stato ritrovato l’8 Agosto?

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  • Se Viviana Parisi è morta lo stesso giorno dell’incidente d’auto – il 3 Agosto – c’è ancora qualcosa da chiarire. Ma andiamo con ordine. Prima riassumiamo i fatti
  • 3 AGOSTO 2020
  • IL ‘BUCO’ DI 20 MINUTI
  • L’INCIDENTE IN GALLERIA
  • I TESTIMONI
  • IL LUMINOL
  • 100 KM L’ORA
  • IL TRALICCIO
  • IL CORPO DI GIOELE
  • LA RICOSTRUZIONE DELLA PROCURA DI PATTI
  • I RESTI DEL PICCOLO GIOELE
  • VIVIANA PARISI E I POSSIBILI PROBLEMI PSICHIATRICI
  • SE VIVIANA PARISI E’ MORTA IL 3 AGOSTO E QUESTO E’ PROVATO COME MAI IL SUO CORPO E’ STATO RITROVATO L’8 AGOSTO? C’E’ QUALCOSA CHE NON TORNA

Se Viviana Parisi è morta lo stesso giorno dell’incidente d’auto – il 3 Agosto – c’è ancora qualcosa da chiarire

La Procura della Repubblica di Patti, nella richiesta di archiviazione delle indagini sulle morti di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele avvenute nell’Agosto dello scorso anno mette un punto fermo: la donna e il bambino sarebbero morti il 3 Agosto, il giorno dell’incidente nella galleria lungo l’autostrada Messina-Palermo. E questo coincide con le immagini dei droni dei Vigili del Fuoco che, stando a un articolo de La Sicilia dello scorso anno, immortalerebbero il corpo della donna il 4 Agosto. A questo punto una domanda: siccome il cadavere di Viviana Parisi è stato ritrovato a circa 400-500 mentre dalla galleria dove è avvenuto l’incidente, com’è possibile che, per trovarlo, ci siano voluti 5 giorni? Con le tecnologie oggi disponibili il cadavere non avrebbe dovuto essere ritrovato in poche ore? Con questo articolo proviamo a ricostruire quello che può essere successo nell’Agosto dello scorso anno a Caronia, quando sono stati ritrovati i corpi di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele. Su questa vicenda abbiamo letto le interpretazioni dei consulenti della famiglia Mondello (Daniele Mondello, marito di Viviana e padre del piccolo Gioele). Mentre ieri abbiamo dato notizia della richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Patti. Oggi proveremo a ripercorrere questa vicenda, dando spazio alle tesi della Magistratura e dei consulenti degli stessi magistrati. Intanto cominciamo dall’inizio.

3 AGOSTO 2020

La mattina del 3 Agosto 2020, alle 9 e 30, Viviana Parisi esce dalla sua casa di Venetico con il bambino. Al marito dice che si recherà a Milazzo per acquistare le scarpe per il piccolo Gioele. Viviana non si recherà a Milazzo, ma proseguirà lungo l’autostrada Messina-Palermo. Alle 10 e 30 la mamma e il piccolo Gioele si trovano all’altezza dello svincolo di Sant’Agata di Militello. Viviana Parisi imbocca lo svincolo per Sant’Agata di Militello, che si trova a circa 66 km da Venetico. Nell’auto vengono ritrovate la ricevuta di pagamento del casello autostradale.

IL ‘BUCO’ DI 20 MINUTI

Alle 10 e 52 – e qui ci sono circa venti minuti di ‘buco’ – l’auto di Viviana Parisi lascia Sant’Agata di Militello per tornare sull’autostrada verso Palermo. Non paga il biglietto al casello autostradale. Le telecamere di sicurezza scattano la foto della targa dove viaggiano la mamma il il suo figlioletto. Gioele è vivo, come diranno altre testimonianze.

L’INCIDENTE IN GALLERIA

L’auto di Viviana imbocca la galleria Pizzo Turda. Dentro questa galleria urta un furgoncino. E’ questo l’incidente. Al furgoncino scoppia una gomma. Il traffico si blocca. Non è proprio un incidente che passa inosservato. Sul furgoncino cui sono due operai. Uno dei due vede la donna allontanarsi a piedi. Altri testimoni – che verranno rintracciati dopo alcuni giorni – diranno che la donna si è allontanata con il bambino. Da quello che è stato possibile ricostruire, Viviana e il bambino scavalcano il guardrail a circa 200 metri dal luogo dov’è avvenuto l’incidente. In questo punto c’è una stradina che conduce ad un altro sentiero. Da quel momento si perdono le tracce di mamma e bambino e inizia il mistero di Caronia. Viviana Parisi era una dj. Era nata a Torino da una famiglia di origini calabresi. Viveva a Venetico, un piccolo centro della provincia di Messina. La donna e il figlio, come già accennato, erano usciti di casa per recarsi a Milazzo. Poi, però, una volta in auto, Viviana ha cambiato itinerario. A quanto si dice, per recarsi presso la Piramide della Luce realizzata dal mecenate Antonio Presti, che si trova a Motta d’Affermo. A questo punto, l’incidente con un furgoncino. Di questo incidente si è tanto discusso. E’ stato un incidente banale? Così è stato scritto nei primi giorni. Poi le cose sono cambiate: l’incidente non è stato proprio lieve e il piccolo Gioele avrebbe sbattuto, magari la testa, e sarebbe morto. Tesi non nuova. In una fase delle indagini tale ipotesi è stata presa in considerazione. Per poi essere scartata.

I TESTIMONI

La mamma e il bambino, dopo l’incidente, sono stati visti da alcuni testimoni scendere dall’auto e dirigersi verso i boschi. Il bambino era in braccio alla madre. Stava bene? Secondo alcuni testimoni, sembrava che stesse bene. “Ma le tracce biologiche trovate nella macchina di Viviana, abbandonata dalla dj prima di fuggire via tra la vegetazione – scriveva in quei giorni il quotidiano La Sicilia – farebbero pensare che il bimbo, nell’impatto della Opel con un furgone, abbia riportato ferite gravi. Gioele potrebbe aver avuto un trauma cranico ed essere morto poco dopo”. In ogni caso, la morte accidentale del piccolo Gioele non è l’unica pista investigativa. Ce ne sono altre. Quali? Per esempio, l’aggressione da parte di un branco di animali. La mamma e il bambino potrebbero essere stati aggrediti dai cinghiali, dai maiali neri o anche da un branco di cani abbandonati, come ha ipotizzato l’ecologo Silvano Riggio.

IL LUMINOL

Varie le piste investigative seguite in quei giorni. Anche accertamenti tecnici presso casolari, allevamenti e case rurali che si trovano nei pressi del luogo dove sono stati trovati morti Viviana Parisi e Gioele. Eseguiti anche gli esami con il Luminol, un composto chimico che, mescolato con un agente ossidante, una volta venuto a contatto con ioni metallici emette una chemiluminescenza; si tratta di una metodologia utilizzata dalla Polizia scientifica per rilevare la presenza di tracce di sangue. “Per chiarire il giallo di Viviana e Gioele – scriveva in quei giorni La Sicilia, quotidiano che ha seguito con puntualità questa storia ancora piena di ombre – i magistrati hanno messo insieme una squadra di esperti: dai medici legali incaricati degli esami autoptici, a zoologi, geologi forensi e allo psichiatra Massimo Picozzi, che dovrà esprimersi sulla personalità di Viviana. La donna, secondo quanto emerge da alcune testimonianze, era molto provata. Forse, proprio spinta da una sorta di delirio mistico, il 3 Agosto, dopo aver mentito al marito Daniele Mondello, dicendogli di essere diretta a Milazzo, stava andando con Gioele alla Piramide della Luce, un’opera d’arte installata a Motta d’Affermo. Lungo la strada l’auto, che viaggiava a oltre 100 chilometri l’ora, ha urtato un furgone. L’incidente potrebbe aver pregiudicato il già fragile equilibrio di Viviana che, invece di attendere i soccorsi, è scappata col bimbo”.

100 KM L’ORA

La notizia che l’auto di Viviana Parisi “viaggiava a oltre 100 Km l’ora” non è venuta fuori subito. E questa è una stranezza. Un incidente a 100 km l’ora non è una cosa da nulla! Perché, allora, nei giorni in cui si cercavano mamma e figlioletto, e anche nei giorni successivi al ritrovamento del corpo di Viviana Parisi, è stato scritto che si trattava di un “banale incidente sull’A20 nei pressi di Caronia”? Se andiamo a leggere i quotidiani nei giorni che vanno dal 5 al 19 Agosto leggiamo spesso due parole: “banale incidente”. Viviana Parisi è stata ritrovata a piedi di un traliccio. Stando a quanto è stato appurato dai tecnici che hanno effettuato l’autopsia, la donna sarebbe morta a causa delle fratture provocate dalla caduta dall’alto. E qui si aprono altri interrogativi. “Le immagini dei droni dei Vigili del fuoco – leggiamo ancora su La Sicilia – dicono inoltre che la dj era già senza vita il 4 Agosto: il decesso è avvenuto dunque nelle 24 ore che hanno seguito l’incidente”. Se c’erano queste immagini come mai il cadavere di Viviana non è stato ritrovato prima? Questo è un punto importante.

IL TRALICCIO

La domanda è: perché Viviana Parisi si è arrampicata sul traliccio? Qualcuno ha ipotizzato che la mamma, con in braccio il figlioletto, alla vista del branco di animali, abbia cercato di salvarsi provando ad arrampicarsi sul traliccio. Il bambino era vivo o era morto? Viviana aveva in quel momento la forza per arrampicarsi su un traliccio? E poi cosa potrebbe essere successo? Il bambino è caduto e e gli animali lo hanno trascinato via? E’ per questo che i resti del corpicino di Gioele sono stati trovati a circa 700 metri dal traliccio? Ricostruzione del quotidiano La Stampa che noi abiamo letto su neXt: “Viviana Parisi è stata trovata morta quattro giorni dopo sotto un traliccio dell’alta tensione. Da lì non è caduta, sembra essersi lanciata. Così dicono i primi riscontri dell’autopsia: il corpo era a 3 metri di distanza, riverso di lato. E non è mai stato spostato da quel punto. Questo significa che non può essere la caduta accidentale di chi era salito, magari, per difendersi dalle bestie. E neppure, come hanno ipotizzato gli avvocati che assistono la famiglia Mondello, per cercare dall’alto il figlio scomparso nel bosco. Viviana Parisi avrebbe trovato il suicidio da quel traliccio”. Insomma, la donna, alla vista del figlioletto trascinato dagli animali avrebbe deciso di farla finita lanciandosi dal traliccio. Secondo gli investigatori, la mamma e il figlioletto sarebbero morti lo stesso giorno. La donna e il bambino, dopo aver lasciato l’auto per dirigersi nei boschi, non hanno percorso molta strada. Come mai ci sono voluti quattro giorni per trovare il corpo di Viviana Parisi? Non sono un po’ troppi? Leggiamo ancora su neXt: “L’indagine sul corpo di Gioele verrà condotta da Stefano Vanin, professore all’Università di Genova, dove dirige il Distav, il Dipartimento di scienze della terra dell’ambiente della vita. Vanin ha già lavorato sui casi di Yara Gambirasio e di Melania Rea. Tramite l’analisi degli insetti presenti sul corpo di Gioele e la comparazione con i dati meteo si cercherà di stimare quando è morto il bambino. Per capire se si è trattato di omicidio suicidio o se il piccolo è stato aggredito dagli animali: «Non mi piace la parola determinare», dice. «È sbagliata. Noi non possiamo determinarla, ma la stimiamo. Sapendo che c’è sempre quello che noi chiamiamo un intervallo di confidenza, insomma un margine di errore». Porterà nei suoi laboratori di Genova dei campioni «congelati all’atto del ritrovamento», e la vita degli insetti lo aiuterà a stimare la data di morte della madre e del figlio”. “Perché è importante? – scrive ancora neXt -. Perché la Procura ipotizza che si tratti di un caso di omicidio-suicidio, cioè pensa che Viviana Parisi, in preda all’angoscia e alla sofferenza psichica, abbia ucciso il figlio e poi si sia tolta la vita buttandosi dal traliccio. Ma se si scoprisse che Gioele è morto dopo sua madre quello scenario cadrebbe”.

IL CORPO DI GIOELE

Già, Gioele. Anche nel suo caso, una domanda: come mai tanti giorni prima di ritrovare il resti del corpicino del bambino? Sempre su La Sicilia di quei giorni leggiamo: “Oggi è tornato a parlare Giuseppe Di Bello, il carabiniere che lo ha trovato. Dopo giorni di ricerche l’uomo l’ha scoperto dove nessuno aveva cercato: a poca distanza dalla piazzola in cui Viviana aveva abbandonato la macchina. «Ho saputo che i Vigili del fuoco sono lì dove ho trovato Gioele e stanno cercando altri resti. Spero trovino qualcosa, ma sicuramente non sarà facile. E’ probabile che diverse specie di animali, come la volpe o i suini neri o altri si siano purtroppo contesi il suo corpo e lo abbiano portato lontano». «Non sono un eroe – ha aggiunto – e non sono un esperto: ho solo capito dalla vegetazione, che quello era un posto meno battuto e mi sono infilato lì, trovando Gioele. Ho seguito l’istinto»”.

LA RICOSTRUZIONE DELLA PROCURA DI PATTI

Si ipotizzano due scenari. Viviana Parisi una volta arrivata nel bosco si accorge che il figlioletto è morto. Come sarebbe morto? Si formulano solo ipotesi. Il bambino potrebbe essere caduto e sarebbe morto in seguito a possibili lesioni. O magari un arresto cardiaco dovuto a stress. Ribadiamo: sono solo ipotesi. Il secondo scenario ipotizzato dalla Procura è l’omicidio-suicidio. La mamma avrebbe ucciso il figlioletto e si sarebbe tolta la vita. La donna avrebbe ucciso il figlioletto perché preda di problemi psichiatrici. Anche questa è un’ipotesi e niente di più. Che dovrebbe essere avvalorata da testimonianze di persone che avrebbero visto Viviana compiere atti strani. Ribadiamo: è una tesi con il senno del poi. Per i magistrati della Procura retta dal procuratore Angelo Cavallo, Viviana Parisi si sarebbe lanciata dal traliccio. “Tutte le indagini tecniche svolte (indagini cinematiche, medico – legali, genetiche, veterinarie, etc.) – leggiamo in un articolo di MessinaToday che riporta le tesi dei magistrati – hanno permesso di accertare come Viviana, senza ombra di alcun dubbio, si sia volontariamente lanciata dal traliccio dell’alta tensione, con chiaro ed innegabile intento suicidario. In particolare, la morte di Viviana Parisi è stata determinata da arresto cardio-circolatorio per shock traumatico da grave politraumatismo fratturativo vertebro – midollare e toracico, derivante da una precipitazione da media altezza (lancio volontario), pienamente compatibile con la precipitazione dal traliccio dell’alta tensione, con esclusione assoluta della presenza di lesioni intra vitam e post mortem causate da animali, nonchè con esclusione assoluta di lesioni o comunque segni riconducibili all’azione violenta di soggetti terzi”. Secondo la Procura, la morte di Viviana Parisi va collocata all’interno di un arco temporale compreso, al massimo, tra le ore 12.00 e le ore 20.00 del giorno stesso della sua scomparsa, cioè il 3 Agosto del 2020. Resta una domanda: se la donna è morta il 3 Agosto com’è possibile che il corpo è stato l’8 Agosto? Dobbiamo pensare che con tutti i mezzi tecnici oggi a disposizione sia difficile trovare il corpo di una donna morta sotto un traliccio, a circa 500 metri dalla galleria dov’è avvenuto l’incidente? Questo è un fatto molto strano che andrebbe approfondito.  La Procura smentisce la ricostruzione dei fatti ipotizzata dei consulenti della famiglia Mondello: probabile morte di madre e figlio in seguito ad asfissia e successivo spostamento dei corpi. Leggiamo sempre su Messina Today le considerazioni dei magistrati: “Il cadavere di Viviana, inoltre, non reca alcun segno o riscontro tipico delle morti per asfissia da annegamento in acqua stagnante; il fenomeno dei c.d. ‘denti rosa’, inoltre, è fenomeno aspecifico, privo di qualsivoglia, serio fondamento scientifico. Il cadavere di Viviana non è stato oggetto di spostamento ad opera di terzi, così come emerso, oltre che dai risultati degli accertamenti medico-legali, anche dagli studi condotti dall’entomologo, prof. Vanin; in particolare, è emerso che la decomposizione del cadavere di Viviana Parisi è avvenuta e si è svolta, per intero, nel medesimo luogo del suo ritrovamento, che, pertanto, coincide pienamente con quello del decesso”.

I RESTI DEL PICCOLO GIOELE

Il corpo di Viviana Parisi è stato ritrovato l’8 Agosto. I resti del corpo del bambino sono stati rinvenuti il 19 Agosto. Lo scenario, in questo secondo caso, è più complicato, anche se gli inquirenti, grazie anche al lavoro dei consulenti, hanno elaborato un’ipotesi dettagliata. A loro avviso, la morte del bambino è “comunque compatibile con la data della sua scomparsa, ossia il 3 Agosto 2020, dunque in piena coincidenza temporale con la morte della madre Viviana, verificatasi, come già detto, in un arco temporale massimo compreso fra le ore 12,00 e le ore 20,00. Gli accertamenti sui reperti biologici di origine animale e di tipo veterinario – forense hanno permesso di rilevare, in primo luogo, come Gioele non abbia subito, mentre era ancora in vita, alcuna aggressione da parte di animale (canidi, suidi o altro tipo ancora)”. Secondo questa tesi, gli animali si sarebbero impossessati del bambino dopo la sua morte. Gli inquirenti escludono che il piccolo sia deceduto per asfissia da annegamento in acqua stagnante.

VIVIANA PARISI E I POSSIBILI PROBLEMI PSICHIATRICI

Questa è una parte molto dolorosa della ricostruzione che entra nella vita di una persona. Noi non vogliamo entrare nei particolari. Segnaliamo solo il tentativo di ricostruire il carattere e gli eventuali problemi di una persona deceduta sulla base di testimonianze di amici e vicini di casa. Che raccontano alcune stranezze. Sicuramente ci saranno stati, tali episodi. Ma si era in un momento tragico, quando eravamo tutto chiusi in casa a causa della pandemia, Aprile e maggio dello scorso anno. Quante persone sono state male in quel periodo? Tantissime. Si ricorda anche che la donna, in quei giorni, è finita un paio di volte in Pronto Soccorso. “Le indagini hanno permesso di accertare in modo incontrovertibile le precarie condizioni di salute mentale di Viviana”, dicono i magistrati. “Tutti i familiari, gli amici ed i vicini di casa di Viviana Parisi – leggiamo sempre su Messina Today – hanno dichiarato come” la donna, nel corso del tempo, “avesse dato luogo a numerosi episodi di instabilità psicologica, adottando comportamenti singolari”, come la lettura della Bibbia sul balcone di casa o nel sagrato della chiesa, in pieno lockdown, “nonché accusando manie di persecuzione e timori di vario genere, come quello di essere controllata da sconosciuti, anche attraverso la televisione ed il telefono cellulare, oppure ritenendo di essere pedinata da macchine di grossa cilindrata”. Agli atti ci sono anche gli sms tra Viviana Parisi e il marito Daniele Mondello che sono comunque fatti intimi. Alla fine i punti forti della Procura di Patti si fondano sull’analisi entomologica e sulla relazione del professor Picozzi, noto psichiatra. Secondo il quale Viviana Parisi soffriva di “una patologia di importante valenza psicotica” da almeno due anni. Secondo il consulente della Procura, citiamo sempre Messina Today, “… l’incidente stradale ha rappresentato per costei uno stressor acuto che ha valicato ogni capacità di elaborazione e risoluzione”; tale situazione è stata causata da “una interpretazione persecutoria dell’evento”, come se il sinistro fosse stato “causato intenzionalmente, per nuocerle, da inesistenti aggressori”, oppure, in alternativa, dall’ “innescarsi del timore inaccettabile che il marito ne approfittasse per toglierle la potestà genitoriale, allontanandola per sempre dal suo bambino”. Sarà importante, a questo punto, capire come reagiranno i consulenti della famiglia Mondello e i consulenti della famiglia di Viviana Parisi.

SE VIVIANA PARISI E’ MORTA IL 3 AGOSTO E QUESTO E’ PROVATO COME MAI IL SUO CORPO E’ STATO RITROVATO L’8 AGOSTO? C’E’ QUALCOSA CHE NON TORNA

Che dire? Che se ci sono prove – per esempio fotografie e filmati che dimostrano che Viviana Parisi era ai piedi del traliccio già dal 3 Agosto – c’è poco da fare: ha ragione la Procura. Ciò posto, qualcuno dovrà spiegare come sia stato possibile che il corpo della donna non sia stato trovato nel giro di poche ore, alla luce delle tecnologie oggi disponibili. Com’è possibile che Viviana Parisi si sia tolta la vita il 3 Agosto e nessuno, fino all’8 Agosto, abbia notato il cadavere della donna ai piedi del traliccio? Anche perché il traliccio si trova a 400-500 metri dalla galleria dov’è avvenuto l’incidente! Se non ci sono elementi che certificano la presenza del cadavere di Viviana Parisi già il 3 Agosto, allora si potrebbe cominciare a pensare ad altre ipotesi: anche alle ipotesi formulate dai consulenti della famiglia Mondello.

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