Palermo città con pochissimi alberi: in Estate, quando fa caldo, diventa un ‘forno’. Un grazie alla ‘sinistra tramviaria’…

26 luglio 2021
  • Un ‘grazie’ al sindaco della città, Leoluca Orlando, un grazie agli assessori comunali, uno più ‘green’ dell’altro. E grazie soprattutto ai consiglieri comunali che tengono in vita un’amministrazione comunale dannosa e inutile
  • Le responsabilità politiche di Gianfranco Miccichè e Davide Faraone
  • L’esposto di tre anni fa contro l’assalto agli alberi della città ignorato: oggi vediamo i risultati  

Un ‘grazie’ al sindaco della città, Leoluca Orlando, un grazie agli assessori comunali, uno più ‘green’ dell’altro. E grazie soprattutto ai consiglieri comunali che tengono in vita un’amministrazione comunale dannosa e inutile

“A Palermo fa un caldo micidiale: il calore torrido dell’anticiclone africano cresce a dismisura nelle strade del centro trasformate in tunnel di calore, e per riflessione dall’immenso agglomerato di cemento nel quale è stata ridotta la città dell’ultimo cinquantennio. Si aggiunge la strage continuata delle alberature cittadine che viene perseguita dall’amministrazione comunale. Se le facciate dei palazzi fossero come questa di via Quintino Sella 35, voluta dall’avvocato Carla Garofalo per la sua Fondazione Culturale, questa città sarebbe bella e vivibile. Una volta lo fu, oggi prevale il degrado, insieme con la munnizza, gli scarafaggi e il caldo insopportabile”. Così scrive Silvano Riggio, che nella vita fa l’ecologo, in un post su Facebook. E, sempre su Facebook, aggiunge: “In via Quintino Sella 35, sede della Fondazione Culturale voluta dall’Avvocato Carla Garofalo (foto a destra), c’è la facciata verde traboccante di piante e di fiori che vorremmo vedere in tutta la città , e che purtroppo resta un quadro solitario in questa Palermo imbarbarita da cittadini incolti e insensibili alla bellezza, sudditi di un Comune che gestisce il degrado e la bruttezza. Vorremmo che questa facciata diventasse il modello di tutte le facciate dell’inferno di cemento in cui è stata trasformata la città che era un Eden fiorito. Ma sappiamo che è un’utopia, almeno finché durano questi amministratori”.

Le responsabilità politiche di Gianfranco Miccichè e Davide Faraone

Non si può non essere d’accordo con il professore Riggio. Non è la prima volta che il docente universitario interviene a difesa degli alberi di Palermo che, negli ultimi anni, sono stati decimati dall’attuale amministrazione comunale di centrosinistra che – questo va ricordato sempre – rimane in carica grazie ai voti dei consiglieri comunali che fanno capo a Forza Italia di Gianfranco Miccichè e a Italia Viva, il soggetto politico fondato da Matteo Renzi che in Sicilia è rappresentato da Davide Faraone. senza l’appoggio di Gianfranco Miccichè e di Davide Faraone, il sindaco della città, Leoluca Orlando, sarebbe già a casa. E evidente che a questi due ‘statisti’ – ci riferiamo sempre a Miccichè e a Faraone – la Palermo di oggi piena di immondizia con le strade sporche e dissestate e con pochi alberi piace. E’ importante che i palermitani se ne ricordino al momento del voto: segnatevi questi due nomi, Gianfranco Miccichè e Davide Faraone.

L’esposto di tre anni fa contro l’assalto agli alberi della città ignorato: oggi vediamo i risultati  

Dicevamo che non è la prima volta che il professore Riggio parla degli alberi di Palermo. Lo ha fatto nel febbraio del 2018: “Con molta probabilità, dopo la porcata del Tram, che ha fatto perdere alla città circa mille alberi ci saranno in programma altri ‘regali’. Dicono che gli alberi secolari sono inadatti. Dicono che sono pericolosi. Li vorrebbero sostituire con gli alberi di arancio amaro. Come potete vedere, siamo al trionfo dell’incultura. La verità è che siamo amministrati da provinciali che si danno arie da ‘intellettuali’. In tutte le città civili del mondo gli alberi si tutelano e si piantano. A Palermo, invece, gli alberi si eliminano. A Singapore i grattacieli sono immersi nel verde. Ripeto: in tantissime città del mondo gli alberi vengono curati e rispettati. A Palermo, invece…”. Nel 2017 è stato presentato anche un esposto che non ha sortito alcun effetto. Nell’esposto c’è scritto che gli “abbattimenti presuppongono non soltanto la necessaria collocazione di tutti gli alberi nella classe di rischio più elevata secondo il metodo VTA (“D”), ma altresì la sussistenza di uno stato di assoluta necessità comprovato dalla manifestazione di evidenti e seri rischi e dunque tale da rendere oggettivamente impossibile il ricorso a soluzioni alternative all’abbattimento. Nel corso del 2017 – si legge sempre nell’esposto – in occasione di abbattimenti indebitamente effettuati su alberature definite ‘in buono stato’ e che ‘non necessitavano di rimozione’, gli odierni istanti (gli autori dell’esposto ndr) hanno constatato l’esistenza di anomalie nei criteri e nei procedimenti adottati da codesta Amministrazione comunale nell’esecuzione degli interventi di rimozione (illegittimo abbattimento di n. 3 esemplari di Eritrine centenarie al Foro Italico, sul quale si è espressa ufficialmente e negativamente la Soprintendenza BB.CC.AA. con nota n. 2195/S15.4 dell’11 aprile 2017)” (QUI PER ESTESO IL NOSTRO ARTICOLO DEL 2017). (QUI IL NOSTRO ARTICOLO DELL’APRILE DELLO SCORSO ANNO). Come già ricordato, tutto inutile. E oggi Palermo è un grande forno con un caldo insopportabile, grazie ad amministratori comunali che, in compenso, hanno speso 320 milioni di euro per realizzare 15 km di Tram. Un Tram allucinante, con le carrozze che girano quasi sempre vuote e che ogni anno costa un ‘botto’ di soldi. E’ un caso se, entro Agosto, il Comune di Palermo dichiarerà il default?

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