Tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo c’è solo una ‘pace armata’. Conte sta solo perdendo tempo /MATTINALE 528

15 luglio 2021
  • Noi pensiamo che il progetto politico di Beppe Grillo non sia cambiato. Grillo deve fare confluire il Movimento 5 Stelle nel PD, altro che rilancio del Movimento! 
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  • I sondaggi che ignorano il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale e Italexit di Paragone  
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  • Nel Nord e a Roma pensano che i meridionali e i siciliani rincitrulliti. E che, dopo aver subito gli scippi di Pnrr e FEARS, torneranno come pecore a votare per Movimento 5 Stelle, per il PD, per la Lega, per Forza Italia, per Italia Viva e per la finta sinistra del Ministro Roberto Speranza. Secondo noi, non è così
  • Giuseppe Conte pensa che, con il simbolo del Movimento 5 Stelle, possa recuperare voti. Magari è vero. Ma è proprio per questo che lo bloccheranno

Noi pensiamo che il progetto politico di Beppe Grillo non sia cambiato. Grillo deve fare confluire il Movimento 5 Stelle nel PD, altro che rilancio del Movimento! 

L’agenzia di stampa ITALPRESS riporta le dichiarazioni di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle. “E ora pensiamo al 2050!”, commenta su Facebook Beppe Grillo, pubblicando una foto del suo incontro con l’ex premier Giuseppe Conte a Marina di Bibbona. E Luigi Di Maio, attuale Ministro degli Esteri: Bisogna sempre guardare avanti con fiducia, ragionando da squadra e pensando all’intera collettività. Non è sempre necessario scegliere tra due parti, è invece importante agire pensando all’unità, per costruire e rafforzarsi. Con impegno, dialogo e mediazione si può raggiungere sempre la migliore soluzione per tutti. Avanti”. C’è anche il commento di un terzo ‘scienziato’ grillino, il ‘meridionalista’ Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, quello che ha tolto una parte delle risorse FEARS alle agricolture delle Regioni del Sud per darle alle Regioni del Nord: “Il MoVimento 5 Stelle è finalmente pronto a ripartire. Dobbiamo ringraziare Beppe e Giuseppe, ma anche tutte le persone che vogliono bene al MoVimento, le migliaia di attivisti, i portavoce. Sono tutte queste persone il vero comitato dei saggi del MoVimento 5 Stelle, una comunità che in molti vorrebbero cancellare, ma che da ogni crisi esce più forte di prima. E sarà così anche questa volta”. A noi queste frasi fatte sembrano tutte chiacchiere: e le chiacchiere, in politica, stanno a zero. Proviamo a illustrare, invece, come, a nostro modesto avviso, stanno le cose.

I sondaggi che ignorano il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale e Italexit di Paragone  

Come scriviamo spesso, Grillo, per motivi ancora sconosciuti, ha siglato un accordo con il PD nell’estate del 2019. Obiettivo: far confluire il Movimento 5 Stelle nel Partito Democratico. Che significa fare sparire il Movimento 5 Stelle! Sempre a nostro modesto avviso, questo è il vero punto fermo del ‘progetto politico di Grillo. Giuseppe Conte persegue un obiettivo opposto: rilanciare il Movimento 5 Stelle. Ma è un obiettivo politico che Grillo e il PD non potranno mai accettare. Perché un progetto di rilancio del Movimento 5 Stelle toglierebbe inevitabilmente voti al PD. Se per ora il PD, stando ai sondaggi (ai quali noi non crediamo) si attesta intorno al 18-20% (mettendoci dentro tutto l’apparato clientelare di questo partito al gran completo), con in campo il Movimento 5 Stelle in versione Giuseppe Conte, il PD scenderebbe sotto il 15%. E la nostra è una stima ottimistica. Se ci fate caso, tutti i sondaggi – che ormai vengono fatti non per interpretare la volontà degli elettori, ma per cercare di condizionarli – ignorano due novità politiche: la rivolta del Sud e della Sicilia, soprattutto dopo gli scippi finanziari del Pnrr e del FEARS, e la nascita di una formazione politica – Italexit di Paragone – che si batte per fare uscire l’Italia dall’Unione europea. Non sappiamo quanto valgano in termini elettorali la rabbia del Sud e della Sicilia e la voglia di non pochi italiani di lasciare l’Unione europea. Di certo non valgono zero, come cercano di fare credere i sondaggi.

Nel Nord e a Roma pensano che i meridionali e i siciliani rincitrulliti. E che, dopo aver subito gli scippi di Pnrr e FEARS, torneranno come pecore a votare per Movimento 5 Stelle, per il PD, per la Lega, per Forza Italia, per Italia Viva e per la finta sinistra del Ministro Roberto Speranza. Secondo noi, non è così

Soprattutto nei riguardi delle gente del Sud e della Sicilia, l’atteggiamento dei partiti della vecchia politica si sostanzia in un assunto a nostro avviso sbagliato: e cioè che i meridionali siano dei rincitrulliti che, dopo aver subito gli scippi di Pnrrr e FEARS, torneranno buoni buoni a votare per il Movimento 5 Stelle, per il PD, per la Lega, per Forza Italia, per Italia Viva e per la finta sinistra del Ministro Roberto Speranza. Noi, invece, siamo conviti che le cose non stanno così. Noi, al contrario, siamo convinti che se il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale la smetterà di temporeggiare e comincerà a lavorare nei territori – ovvero nei Comuni piccoli e grandi per le elezioni comunali e nelle Regioni per le elezioni regionali – i partiti politici nazionali si prenderanno dispiaceri. Magari l’inizio sarà stentato, perché le mafie presenti nel Sud si accrediteranno con la vecchia politica come fanno dal 1860; ma i risultati arriveranno: e, in ogni caso, i voti presi da Equità Territoriale – e dai sicilianisti e indipendentisti in Sicilia – saranno comunque voti tolti alla vecchia politica-

Giuseppe Conte pensa che, con il simbolo del Movimento 5 Stelle, possa recuperare voti. Magari è vero. Ma è proprio per questo che lo bloccheranno 

E’ in questo scenario – con l’incognita di Equità Territoriale e di Italexit – che tutta la vecchia politica dovrà comunque confrontarsi. Ebbene, in questo scenario, nel Sud e in Sicilia i grillini non godono più di grande credibilità. Per cercare di recuperare un po’ di voti nel Sud e in Sicilia, Giuseppe Conte non dovrà solo diventare il leader del Movimento, ma anche mettere da parte i vari Luigi Di Maio, Roberto Fico, Giancarlo Cancelleri e via continuando. Ma questo gli verrà impedito. Le fotografie di Grillo e Conte seduti insieme sorridenti, dopo essersene dette di tutti i colori, è solo scena. Quella tra Grillo e Conte è solo una pace armata. Grillo non consentirà a mai a Conte di assumere la leadership del Movimento. O meglio, non gli consentirà mai di rilanciare il Movimento in alternativa al PD. E tornerà a mettergli i bastoni tra le ruote. Perché, come già accennato, il rilancio del Movimento 5 Stelle significherebbe l’irrilevanza politica del PD, che si ridurrebbe al 14-15%. Il ragionamento di Conte non è del tutto sbagliato. L’ex premier pensa che provando a rilanciare il Movimento 5 Stelle prenderà un bel po’ di voti: sicuramente di più rispetto a un nuovo soggetto politico. Ha ragione: ma appunto per questo glielo impediranno. Azzardiamo una previsione: Conte non diventerà mai il leader del Movimento 5 Stelle: ci proverà, ma perderà. E alla fine, con ritardo, quando capirà che Grillo lo ostacolerà in tutti i modi, fonderà un proprio nuovo partito. Questo avverrà sei o sette mesi prima delle prossime elezioni politiche: e sarà troppo tardi. A meno che Conte non capisca prima come stanno le cose e decida di accelerare sul nuovo soggetto politico. Più Conte perderà tempo a fondare un nuovo partito, più aumenteranno le possibilità del PD di perdere meno voti.
Foto tratta da The Social Post

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