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Formazione/ Il ‘caso’ IAL: chi ha autorizzato i ‘carrettieri’ a diventare piloti di grandi aerei? Sorprese in arrivo…

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  • Dopo anni di silenzio cominciano a venire fuori le prime verità sulla telenovels IAL
  • Qual è stato il ruolo di Raffaele Bonanni?
  • Lo IAL e l’Avviso 20
  • Le dichiarazioni di Ludovico Albert

da Costantino Guzzo
vicepresidente dell’Associazione Sindacale Lavoratori 99,9% 

Dopo anni di silenzio cominciano a venire fuori le prime verità sulla telenovels IAL

Se i proprietari di vettori aerei mettessero alla guida del loro ultimo modello di aereo un pilota non bene addestrato, o peggio, senza regolare brevetto di volo, di chi sarebbe la responsabilità di un eventuale disastro aereo? Ci vuole molto a capirlo? E se il più grande sindacato dei lavoratori italiani sceglie per il consiglio di amministrazione del proprio ente di formazione uomini senza ideali, avventurieri, arrivisti, famigli, di chi è la vera colpa dell’eventuale fallimento, della sicura malagestione che ne deriverebbe, della “decuzione” finanziaria e di tutti gli altri elementi a discredito giudiziario e morale che ne deriverebbero? Etimologicamente la parola responsabilità sta a significare che una persona ha le abilità per rispondere delle cose, dei fatti e delle azioni che un ufficio richiede: possibile che la storia di un sindacato si sia infangata in azioni e fatti che chiaramente sembrano operati da gente per niente abile a rispondere in scienza e coscienza? Diciamolo chiaramente, in merito alla vicenda IAL il futuro ci riserva sorprese. Dopo l’ordinanza del Tribunale che blocca i 14 milioni di euro in sede fallimentare ci si aspetta un prosieguo, uno sfilacciamento in Assessorato regionale, prese di distanza, distinguo e chiarimenti…anche in tante altre sedi istituzionali.

Qual è stato il ruolo di Raffaele Bonanni?

La Commissione Antimafia palermitana non potrà ignorare tale ordinanza; è possibile che la Corte dei Conti non voglia farsi più menare per il naso e che qualche ispettorato vada a rispolverare esposti, denunce e perché no?, anche storici sussurri giornalistici e delazioni che stanno trovando “ciccia”, sostanza, contenuto. Le chiacchierate telefoniche delle famose intercettazioni ambientali presenti nel fascicolo Genovese, i ragionamenti e le disquisizioni presenti nella domanda di autorizzazione al Parlamento ad eseguire la misura cautelare in carcere nei confronti dello stesso Genovese, questa stessa recente ordinanza del Tribunale di Palermo per il blocco conservativo e cautelare della somma di 14 milioni di euro inquietano, allibiscono, spiazzano. Quale fu la responsabilità in questa storia di Raffaele Bonanni e del suo cerchio magico, come oggi si suol dire? Responsabilità indiretta generata dalla sua tanta ingenuità e bontà d’animo per non essersi saputo circondare di gente proba e capace per la gestione dell’Ente IAL? Ma può un uomo così importante commettere tali errori nella gestione di risorse umane? Può rischiare una così penosa figura un accademico, un professore universitario ultratitolato come Bonanni ? Il Raffaele, arcangelo del Diritto del Lavoro che seppe tenere testa al mefistofelico Berlusconi? Qualcuno prima o poi gli chiederà di chiarire e avrà modo col suo vocione di zittire tanto malanimo, magari facendo la storia dello IAL negli anni della sua reggenza, regione per regione, con particolare attenzione a questa storia siciliana e alla gemella di un’altra Regione del Centro Italia.

Lo IAL e l’Avviso 20

L’ordinanza tribunalizia è emblematica: per anni e anni lo IAL CISL SICILIA ha avuto “i conti in rosso” e nessuno mise mano al risanamento o al riassetto. Fu fatto scivolare tutto verso una fine poco dignitosa e a dir poco vergognosa: la CISL si ritirò, sparì, annichilì pur di non assumere le proprie responsabilità innanzi alla Nazione, preferì buttare il bambino, i suoi onesti lavoratori, insieme a tutta l’acqua sporca del bacile, i debiti del malaffare, della malagestione e dell’incapacità dei suoi uomini. Ma per gli aerei la vigilanza è demandata all’ente ministeriale per il controllo del volo; e vigila sugli aeromobili “prima” del volo e anche “dopo” in caso di disastro. È vero? Certamente. Ora, prima o dopo, chi vigila sulla gestione dei corsi di Formazione professionale? È chiara la analogia? La presidenza della Regione siciliana e il suo assessorato alla Formazione professionale hanno vigilato adeguatamente sulla storia e vicenda IAL? Per evitare che il disastro finanziario e gestionale avvenisse, quali strumenti ha messo in atto? Ha dato forse il patentino, il brevetto di pilota ad un carrettiere? Parrebbe di sì, visto che un ente finanziariamente decotto come lo IAL è stato accreditato nell’Avviso 20!

Le dichiarazioni di Ludovico Albert

Non solo, ma che con tale cancerosa situazione finanziaria ed economica ha ottenuto la personalità giuridica! Chi è il commissario che ha valutato le capacità di volo dell’ardito carrettiere? Chi gli ha rilasciato lo “sta bene”? “Ma quei rendiconti… tu lo sai che sono fasulli… tu non sei convinto che ci siano troppe ore nel sistema formativo siciliano e ci siano molti che gli allievi non li hanno?”. Pare che queste fossero le parole di Ludovico Albert nel Gennaio 2013. Lui, il direttore generale dell’assessorato alla Formazione Professionale! Se veramente faceva tali lapalissiane riflessioni, probabilmente abbiamo trovato chi potrebbe rispondere alle nostre domande. Albert, non sarai un Eistein, ma prova a dirci tu “chi diede l’aeromobile al carrettiere” ? Chi lo autorizzò al volo?

 

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