Giuseppe Conte proverà a prendersi il Movimento 5 Stelle contro Beppe Grillo o farà un nuovo partito?/ SERALE

29 giugno 2021
  • Il vero tema dello scontro tra Beppe Grillo e l’ex capo del Governo è questo
  • L’obiettivo di Grillo è far confluire il Movimento dentro il PD
  • Grillo e il PD stanno provando a impedire a Conte di rilanciare il Movimento 5 Stelle. E vorrebbero anche impedirgli di dare vita, in alternativa, a un nuovo soggetto politico
  • La via da seguire indicata da Alessandro Di Battista
  • Comunque andranno le cose – sia che Conte si prenda il Movimento, sia che dia vita a un nuovo soggetto politico – ci saranno problemi per il Governo Draghi. Risvolti imprevedibili nella corsa al Quirinale 

Il vero tema dello scontro tra Beppe Grillo e l’ex capo del Governo è questo

Apparentemente Beppe Grillo ha rotto con Giuseppe Conte. In realtà, quella del comico che ha fondato il Movimento 5 Stelle è una mossa meditata. Come scriviamo dal Settembre del 2019, Grillo persegue un obiettivo: fare confluire il Movimento nel PD. Che significa fare sparire lo stesso Movimento per evitare che tolga voti al Partito Democratico. Il perché di questa scelta è incomprensibile: ma la linea che porta avanti è questa. Accentuando lo scontro con Conte, Grillo sta cercando di sfidarlo. Vuole andare al voto, di nuovo sulla Piattaforma Rousseau ‘resuscitata’ per l’occasione. Il comico spera che Conte abbocchi: e cioè che accetti la sfida per vedere chi è più forte. In realtà, Grillo sta provando in tutti i modi di evitare che Conte vada via dal Movimento per dare vita a un nuovo soggetto politico. In questo caso la sconfitta di Grillo sarebbe totale.

L’obiettivo di Grillo è far confluire il Movimento dentro il PD

Conte ha provato non a fondare un nuovo soggetto politico, ma a diventare leader del Movimento. L’ex capo del Governo vorrebbe rilanciare il Movimento 5 Stelle. Ma questo non piace a Grillo e al PD. Lo ribadiamo ancora una volta e lo scriveremo fino alla nausea: l’obiettivo di Grillo, per motivazioni misteriose, è fare confluire il Movimento del PD. In parte per fare guadagnare voti al PD, in parte per togliere di mezzo una forza politica che ha tolto e toglierebbe voti al PD. Se andate a leggere su Il Fatto Quotidiano le ragioni per le quali Grillo sta ‘sfidando’ Conte, vi accorgerete che quello che scrive il comico è aria fritta allo stato pure. Grillo si aspetta, spera che Conte ci caschi ancora una volta, magari vincendo anche sulla Piattaforma Rousseau. A quel punto Conte cercherebbe di fare il leader del Movimento, Grillo continuerebbe a ostacolarlo e, con molta probabilità, troverebbe chissà quali cavilli per impedire a Conte di rilanciare il Movimento. Non sarebbe comunque una via facile, perché alle elezioni politiche nazionali mancano poco meno di due anni. Ma Grillo e il PD non hanno altre strade da battere.

Grillo e il PD stanno provando a impedire a Conte di rilanciare il Movimento 5 Stelle. E vorrebbero anche impedirgli di dare vita, in alternativa, a un nuovo soggetto politico

La verità è che Conte o alla guida del Movimento 5 Stelle, o sulla plancia di comando di un nuovo soggetto politico farebbe danno (al PD, ovviamente). A nostro avviso, i sondaggi che danno oggi il Movimento 5 Stelle al 15-16% sono eccessivamente generosi. E’ la percentuale che il Movimento ha raccolto alle elezioni europee del 2019; da allora ad oggi di errori e di danni i grillini ne hanno fatti tanti, soprattutto sul piano economico e soprattutto al Sud e in Sicilia. Ricordiamo sommessamente che, dopo le elezioni europee, ci sono state elezioni amministrative e comunali, dove il Movimento in alcuni casi è sparito. Se si dovesse andare al voto in questo momento, i grillini non andrebbero oltre il 5%, con buona pace dei ‘sondaggi’. Con Conte leader del Movimento, buttando fuori Grillo, il Movimento si potrebbe riprendere, cambiando ovviamente linea politica. Che è quello che, in modo un po’ sornione, lascia intendere Alessandro Di Battista in un post sulla sua pagina Facebook:

La via da seguire indicata da Alessandro Di Battista

“In tanti tra attivisti, esponenti del Movimento 5 Stelle e giornalisti mi stanno chiedendo di schierarmi nella diatriba Conte-Grillo. Onestamente non devo schierarmi oggi, essendomi schierato 4 mesi fa. Io non ho lasciato il Movimento per questioni statutarie. L’ho lasciato per ragioni politiche in quanto ha deciso di sostenere un governo pessimo e dunque le politiche di tale governo. Politiche di restaurazione, neo-liberali, care a Confindustria, all’establishment, alle élite e ad una serie di poteri marci del nostro Paese. Qualsiasi governo che avesse commesso gli errori del Governo dell’assembramento in merito alla campagna vaccinale, che avesse avallato la linea del ‘più denari al dittatore Erdogan per controllare i flussi migratori’, che avesse abbandonato famiglie ed imprese con risibili ristori a fronte delle necessità, che avesse portato avanti un ambientalismo di facciata, che avesse taciuto sui conflitti di interesse che attanagliano il nostro paese o che, per quanto riguarda la questione palestinese, si fosse schierato dalla parte dei più forti, beh sarebbe stato aspramente criticato. Ma nell’Italia del ‘tutti al governo’ ciò non succede. Fino a che il Movimento sosterrà tale governo, un governo dei potenti, io sarò orgogliosamente dall’altra parte della barricata. E la solitudine oggi non mi spaventa più. Questo lo sa Conte al quale in modo chiaro e leale l’ho comunicato alcune settimane fa e lo sa Beppe al quale lo dissi nei giorni in cui si stava pensando al paradossale (per la storia del Movimento) sostegno al governo di tutti. Ergo non chiedetemi di prendere decisioni che ho già preso e che, condivisibili o meno, sono decisioni chiare. In bocca al lupo ai miei ex-colleghi”.

Comunque andranno le cose – sia che Conte si prenda il Movimento, sia che dia vita a un nuovo soggetto politico – ci saranno problemi per il Governo Draghi. Risvolti imprevedibili nella corsa al Quirinale 

Di Battista – che in realtà comincia ad essere un politico meno impulsivo – detta una via da seguire. E si tratterebbe della via più rovinosa per Grillo e per il PD. Se Conte dovesse diventare il leader del Movimento 5 Stelle, cominciando piano piano a prendere le distanze dal Governo di Mario Draghi, fino alla possibile uscita dallo stesso Governo, per il PD sarebbe un disastro: si ritroverebbe un Movimento di nuovo vitale con i vari Di Maio, Fico e Ministri grillini vari messi prima in minoranza e poi costretti a lasciare il Governo per scomparire dall’agone politico. Un Movimento che toglierebbe una barca di voti al PD, partito che si ritroverebbe, nel Governo Draghi, a fare la guardia al ‘bidone europeista’ insieme con i ‘disperati’ di Forza Italia. Non solo: il programma per il Quirinale – Draghi presidente della Repubblica – andrebbe a farsi benedire! Quanto meno Grillo deve provare a impedire a Conte di prendersi il Movimento. Aiutato magari da tutti i ‘governativi’ dello stesso Movimento, che si illudono di trovare qualche ‘strapuntino’ nel PD. Come finirà? Non lo sappiamo. A nostro modesto avviso, Conte dovrebbe rompere gli indugi e dare vita a un nuovo soggetto politico. Conte, quanto ‘pesa’ oggi nel Movimento, non lo deve vedere sulla Piattaforma Rousseau, ma nella realtà. Deve contare quanti parlamentari grillini di Camera e Senato lo seguiranno; e quanti parlamentari ex grillini andranno con lui. E, da lì, tornare a dialogare con il territorio. La Piattaforma Rousseau è solo una ‘trappola’. Come si direbbe in Sicilia, Grillo e il PD stanno solo cercando di “allungari ‘u sucu…“.

 

 

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