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Il Governo Draghi autorizza le trivelle a ruota libera nelle province di Catania, Caltanissetta, Enna e Ragusa

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  • La denuncia del costituzionalista Enzo Di Salvatore nella pagina Facebook del Comitato No Triv Sicilia. La beffa della Transizione ecologica
  • “… il Ministro Cingolani ha concesso le autorizzazioni in direzione opposta alla tanto sbandierata Transizione Ecologica…” 
  • E i grillini cosa dicono? Continueranno ad appoggiare il Governo Draghi? 
  • Lo scempio che rischia di andare in scena in Sicilia il prossimo Agosto

La denuncia del costituzionalista Enzo Di Salvatore nella pagina Facebook del Comitato No Triv Sicilia. La beffa della Transizione ecologica

Sì alle trivelle in mare (per ora solo una, tra Gela e Licata) e sì alle trivelle in quattro province siciliane. Ecco a voi il Governo dei ‘migliori’ di Mario Draghi; e, soprattutto, ecco a voi il Ministro della Transizione ecologica (ma transizione verso dove? per fare che cosa?), Stefano Cingolani, voluto soprattutto dai grillini che, in forza del voto on line, sono entrati a far parte dell’attuale esecutivo proprio nel nome della Transizione economica. Solo che questa Transizione ecologica, come tante altre cose fatte (e non fatte) dal Movimento 5 Stelle si sta rivelando una beffa. Basta ascoltare il video del costituzionalista Enzo Di Salvatore sulla pagina Facebook del Comitato No Triv Sicilia. Ascoltando questo video apprendiamo che il Ministri Cingolani ha autorizzato le trivellazioni in un’area di 332 chilometri che si distende nelle province di Catania, Caltanissetta, Enna e Ragusa. Il suo predecessore – l’ex Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, anche lui segnalato dai grillini, che non aveva autorizzato queste trivellazioni.

“… il Ministro Cingolani ha concesso le autorizzazioni in direzione opposta alla tanto sbandierata Transizione Ecologica…” 

Blog Sicilia riporta una dichiarazione di Enzo Di Salvatore: “L’ex Ministro Costa aveva ritenuto di non dover firmare un decreto di compatibilità ambientale per un permesso di ricerca denominato Scicli in Sicilia. Oggi, accade che il Ministro Cingolani firma un decreto di compatibilità ambientale relativi a due permessi di ispezione geofisica che interessano le province di Caltanissetta, Enna, Ragusa e Catania per ben 332 km. Costa aveva ritenuto che in relazione ai procedimenti ed ai decreti di competenza statale si applicasse la sospensione della legge del 2019”. Blog Sicilia ha raccolto anche la dichiarazione del coordinatore dei No Triv in Sicilia, Paolo Pantano:  “Le trivellazioni per cui il ministro Cingolani ha dato parere favorevole riguardano una vasta area, compresa tra Piazza Armerina e Gela, inoltre Scicli, che era stata esclusa dal Ministro Costa, rientra tra le zone in pericolo. Ma quello che è più preoccupante – aggiunge Pantano – è il fatto che, nonostante il Parlamento si sia pronunciato, approvando, nel Milleproroghe, un emendamento di sospensione, fino a Settembre del 2021, sia per i nuovi che per i vecchi permessi, ma non ancora operativi, il Ministro Cingolani ha concesso le autorizzazioni in direzione opposta alla tanto sbandierata Transizione Ecologica, alle direttive dell’ accordo di Parigi, sottoscritto dall’Italia, in contrasto con le indicazioni del Next Generation Plan EU”.

E i grillini cosa dicono? Continueranno ad appoggiare il Governo Draghi? 

Incredibile, il Governo Draghi. Ma ancora più incredibile di Draghi e del Ministro Cingolani sono i grillini che rimangono a far parte di un esecutivo che sta smentendo, su fatti politicamente rilevanti, la linea dell’ex Ministro Costa e la linea politica dello stesso Movimento. In terra il sì ai permessi di ricerca di idrocarburi è arrivato dopo due sì per la ricerca in mare. Tra Marzo e Aprile, infatti, il Ministero della Transizione Ecologica in accordo con il Ministero dei Beni culturali ha dato il via libera a due progetti in mare: uno nel Canale di Sicilia (Lince 1) e il secondo a Portomaggiore, provincia di Ferrara (Malerbina 1). Due progetti per i quali non sono mancate le forzature (come si legge in questo articolo). Si stanno avverando nel nostre previsioni che abbiamo messo nero su bianco nel Dicembre dello scorso anno quado abbiamo pubblicato il seguente articolo: “Le trivelle all’assalto del mare di Sicilia e anche in terraferma nei luoghi simbolo della nostra Isola“.  Lo scorso 10 Aprile abbiamo chiamato in causa i grillini: “Via libera alle prime trivelle anche in Sicilia. Cari grillini, come finì con la ‘Transizione ecologica’?“. Oggi che dicono i nostri amici grillini? E il Governo regionale siciliana di Nello Musumeci cosa dice? Tutto a posto, presidente? E gli ambientalisti che fine hanno fatto?

Lo scempio che rischia di andare in scena in Sicilia il prossimo Agosto

Lo scorso 7 Aprile abbiamo ripreso un articolo del Dicembre 2020 di Ragusa News dove si punta l’attenzione sulla mappa ‘ArcGIS – DGS-UNMIG – Istanze per il conferimento di nuovi permessi di ricerca e istanze per il conferimento di nuove concessioni di coltivazione’: “Zoomando col mouse scopriamo che, solo nella provincia di Ragusa, sono 5 le domande di ricerca o coltivazione (dove cioè si è già bucato) che scalpitano ai nastri di partenza. Di cui tre in mano all’Eni Mediterranea Idrocarburi: ‘Cinquevie’, che interessa un’area di 71 km2 tra Modica e il capoluogo; ‘Contrada Giardinello’, oltre 380 km2 tra Ragusa, S. Croce Camerina, Vittoria, Comiso, Acate, Chiaromonte Gulfi, Caltagirone e Mazzarrone; e il ‘Piano Lupo’, altri 62 km2 tra Acate, Caltagirone, Gela e Mazzarrone. Gli altri due sono: il giacimento ‘Bonincontro’ della compagnia spagnola Petrex, 32 km2 tra Acate e Vittoria; e l’impianto ‘Case La Rocca’ della società concessionaria Irminio, per altri 80 km2 di territorio ragusano. Finora neanche l’ombra di un piano del Ministero dello Sviluppo economico per regolare e monitorare questa raffica di scavi ed estrazioni in partenza che daranno pure lavoro alla manodopera locale, arricchendo le tasche delle multinazionali, ma rischiano anche di trasformare e deturpare per sempre specchi d’acqua e zone di verde incontaminate, come già accaduto in Basilicata: hai voglia poi a risarcire il territorio piantando campi di lavanda! Mentre l’Europa chiede di ridurre le emissioni di Co2 del 55% entro il 2030, lo Stato italiano supporta con 18 miliardi di euro l’anno le estrazione fossili altamente inquinanti, anziché virare sulle fonti energetiche alternative. E l’inquinamento costa ogni anno al nostro Paese oltre 54mila decessi e 47 miliardi di costi sanitari e sociali” (QUI UN L’ARTICOLO PER ESTESO CON L’ARTICOLO DI RAGUDA NEWS).

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