Sul Titanic

Che fine farà Forza Italia? La Lega di Salvini la tira di qua, in Sicilia Miccichè la tira di là, a Roma Tajani blocca tutto…

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  • Il leader della Lega ha proposto a Berlusconi un partito unico per ‘ingabbiare’ Giorgia Meloni . L’ex Cavaliere all’inizio aveva detto sì. Ma in tanti, tra gli azzurri, hanno detto no 
  • Sussurrano, i maligni, che pur di non vedere Salvini presidente del Consiglio in tanti, dentro Forza Italia, sarebbero disposti appoggiare Giorgia Meloni capo del Governo
  • E in Sicilia Gianfranco Miccichè vorrebbe passare nel centrosinistra per farsi confermare presidente dell’Ars. Ma a quanto pare solo in pochi lo seguirebbero
  • Alla fine si andrà ad una mediazione

Il leader della Lega ha proposto a Berlusconi un partito unico per ‘ingabbiare’ Giorgia Meloni . L’ex Cavaliere all’inizio aveva detto sì. Ma in tanti, tra gli azzurri, hanno detto no 

Chi lo vuole a destra, chi lo vuole a sinistra. E chi non vuole andare né a destra, né a sinistra. Un futuro complicato, quello di Forza Italia, con Berlusconi che ondeggia un po’, vuoi perché il tempo passa per tutti, vuoi perché i suoi non sembrano molto uniti. La storia è nota ed è da qualche tempo oggetto di analisi e di commenti. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha proposto a Berlusconi di dare vita a una federazione, insomma a un partito unico. I maligni – e forse non sbagliano – dicono che la mossa di Salvini (e in un primo momento anche di Berlusconi) punta a ‘ingabbiare’ Giorgia Meloni, che con Fratelli d’Italia guadagna consensi giorno dopo giorno e – stando ai sondaggi ai quali noi non crediamo – darebbero la stessa Meloni al 20%, con la prospettiva di superare la Lega. L’accordo tra Lega e Forza Italia dovrebbe dare vita a uno schieramento del 30%, con la prospettiva di andare oltre se gli azzurri dovessero guadagnare voti nel Sud, dove la Lega trova non poche difficoltà. Questo è un punto importante sul quale torneremo in un altro articolo.

Sussurrano, i maligni, che pur di non vedere Salvini presidente del Consiglio in tanti, dentro Forza Italia, sarebbero disposti appoggiare Giorgia Meloni capo del Governo

L’accordo con la Lega non piace a tanti esponenti di Forza Italia, a cominciare dal coordinatore nazionale, Antonio Tajani. Perché? Perché a tanti berlusconiani l’idea di essere inglobati dai leghisti non piace proprio. Anzi, cozza con la prospettiva di partito moderato al quale lavora Tajani. Come già accennato, in un primo momento Berlusconi sembrava quasi d’accordo. E la motivazione politica c’è. Vero è che, alle prossime elezioni politiche, il centrodestra si presenterà unito e dovrebbe vincere. Ma c’è il fondato timore che Fratelli d’Italia diventi il primo partito del Paese. Se le cose dovessero andare così, ebbene, nessuno potrebbe negare a Giorgia Meloni la guida di un eventuale Governo. Insieme, Lega e Forza Italia prenderebbero più voti di Fratelli d’Italia e si terrebbero la guida del Governo. Punto. Il problema – lo ribadiamo – è che dentro Forza Italia sono in tanti a dire no: e pur di mantenere la propria identità sarebbero disposti anche a cedere Palazzo Chigi alla Meloni (o forse, come sussurrano altri maligni, pur di non vedere Salvini presidente del Consiglio, sarebbero disposti appoggiare Giorgia Meloni capo del Governo).

E in Sicilia Gianfranco Miccichè vorrebbe passare nel centrosinistra per farsi confermare presidente dell’Ars. Ma a quanto pare solo in pochi lo seguirebbero

In tutto questo, dentro Forza Italia, c’è un ulteriore problema: la Sicilia. Dove Gianfranco Miccichè, attualmente presidente del Parlamento dell’Isola e coordinatore degli azzurri siciliani, fa storia a sé. Miccichè non ha ambizioni nazionali: il suo unico problema è quello di farsi un altro ‘giro’ – cioè un’altra legislatura – da presidente dell’Assemblea regionale siciliana. Solo che nel centrodestra mai e poi mai lo rieleggerebbero al vertice del Parlamento siciliano. E siccome non ha spazio nel centrodestra, Miccichè lo sta cercando – lo spazio (cioè i voti per farsi rieleggere presidente dell’Ars) – nel centrosinistra. Sta provando in tutti i modi a convincere parlamentari e grandi elettori di Forza Italia a passare con lui, armi e bagagli, nel centrosinistra. Il problema è che pochissimi lo seguirebbero nell’alleanza con PD e Movimento 5 Stelle. In effetti, vedere insieme Miccichè e Giancarlo Cancelleri è un po’ tragicomico. Ma la poltrona di presidente dell’Ars è la poltrona di presidente dell’Ars: e a Miccichè interessa solo questo. Così sta provando a ‘sparigliare le carte’. Nelle ultime settimane si è addirittura inventato una legge per i poveri della Sicilia. La sensazione è che questo movimentismo gli serva per giustificare il suo eventuale passaggio con PD e grillini. Fantapolitica, dal momento che, ufficialmente, Miccichè non attacca più l’attuale presidente della Regione Nello Musumeci? Non esattamente. Non bisogna dimenticare che è stato proprio Miccichè, in qualità di presidente del Parlamento siciliano, in occasione del dibattito e dell’approvazione della legge Finanziaria regionale 2021, a dare il via libera a tutti i deputati – di maggioranza e di opposizione – di ‘infilare’ nella legge tutto e il contrario di tutto, ben spendo che tanti articoli di tale legge verranno impugnati. Così facendo Miccichè pensa di mettere in difficoltà Musumeci. E’ così? Sì e no. Sì, perché con la probabile mega impugnativa da parte del Governo nazionale, il Governo Musumeci avrà difficoltà serie; ma ne uscirà male anche il Parlamento siciliano, che alla fine ha approvato una legge finanziaria sbagliata. E ne usciranno male tante categorie sociali, alle quali è stato promesso l’impossibile, dai precari ASU agli operai della Forestale, per citare due casi che noi abbiamo esaminato quando abbiamo illustrato ai nostri lettori la Finanziaria regionale siciliana del 2021.

Alla fine si andrà ad una mediazione

Come finirà, allora, con la federazione tra Lega e Forza Italia? Con una mediazione. Proveranno a bloccare – in questo momento non sappiamo come – Giorgia Meloni; ma, contemporaneamente, Forza Italia conserverà la propria identità. Con molta probabilità, la ‘quadra’ per un’operazione di questo tipo sta nella legge elettorale che il Parlamento nazionale dovrà approvare. E in Sicilia come finirà con Miccichè? L’attuale coordinatore di questo partito nella nostra Isola, di fatto, sta logorando il suo stesso partito. E’ un gioco che Miccichè ha già fatto nel 2008, quando non riuscì a candidarsi alla presidenza della Regione. Allora c’era il PDL, che Miccichè prima ha logorato fondando il PDL Sicilia e che poi ha abbandonato formando un nuovo soggetto politico per allearsi con il centrosinistra che sosteneva il Governo di Raffaele Lombardo. Gli riuscirà anche stavolta? Non gli verrà facile, perché ormai Miccichè, all’interno di Forza Italia, è stato ‘sgamato’. Comunque una cosa gli sta riuscendo: sta indebolendo Forza Italia in Sicilia dandogli un profilo, come dire?, di partito politico ‘asessuato’, un po’ di qua e un po’ di là…

Foto tratta da EURACTIV.com

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