Mattinale

Squalo spacciato per pesce spada e pangasio ‘trasformato’ in cernia? No, grazie! Sabato 12 Giugno ‘sciopero’ nazionale della pesca italiana/ MATTINALE 493

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  • Una protesta corale che unirà il mondo della pesca del nostro Paese da Venezia a Mazara del Vallo
  • Come dimenticare i libici che sparano sui pescherecci di Mazara del Vallo con il Governo italiano che non sente, non vede, non parla? 
  • Basta con la Commissione Europea che penalizza la pesca nel Mediterraneo
  • “Contro qualsiasi forma di degrado dell’ambiente marino”
  • Il mare italiano ceduto a chi capita. Per non parlare del progetto del parco eolico al largo delle Egadi

Una protesta corale che unirà il mondo della pesca del nostro Paese da Venezia a Mazara del Vallo

Ogni tanto ci ricordiamo che tanto pesce che arriva sulle nostre tavole non è più pescato nel Mediterraneo e, in generale, nei mari italiani. Arriva dai mari di tutto il mondo. Il disastro ecologico di queste ore, che va in scena nello Sri Lanka, in seguito al naufragio, a largo del porto di Colombo, di una nave container che trasportava tonnellate di sostanze chimiche, ci ricorda che la globalizzazione dell’economia potrebbe provocare brutte sorprese legate proprio all’inquinamento. Già, in materia di pesce, le soprese non mancano, se è vero che alcuni piatti a base di pesce, dalle nostre parti, ‘viaggiano’ con qualche punto interrogativo: pensiamo al pangasio spacciato per cernia o agli squali venduto come pesce spada… Così, oggi, abbiamo deciso di dedicare il nostro MATTINALE a un settore economico trascurato: la pesca. Per la Sicilia e, in generale, per l’Italia, la pesca è importante. Ma non lo è per la politica italiana. E non lo è per l’Unione europea che, nel nome di un ecologismo a senso unico, ha creato e continua a creare problemi a questo settore. Per questo segnaliamo un appuntamento importante previsto per Sabato 12 Giugno, quando verrà celebrata la Giornata nazionale di protesta della pesca italiana. Una protesta corale, da Venezia alla Sicilia, come si legge in un documento dell’Alleanza cooperative italiane, coordinamento nazionale del settore della pesca. Appuntamento alle 10 e 30 a Venezia, presso Fondamenta le Zattere e a Mazara del Vallo in Piazza della Repubblica. Mare Adriatico e Mediterraneo uniti all’insegna della tutela dei pescatori. Prevista la partecipazione rappresentanti delle Istituzioni e delle Organizzazioni della pesca di Paesi europei che si affacciano nel Mediterraneo. La diretta Facebook consentirà a tutti di informarsi su un mondo, quello della pesca, troppo spesso trascurato.

Come dimenticare i libici che sparano sui pescherecci di Mazara del Vallo con il Governo italiano che non sente, non vede, non parla? 

Per la Sicilia si tratta di un appuntamento importante. Basti pensare ai problemi della marineria di Mazara del Vallo, se è vero che, di fatto, i pescherecci d’altura di questa cittadina non possono più recarsi a pescare il Gambero Rosso, se non a prezzo di grandi rischi, se è vero che la Libia crea enormi problemi. appena qualche giorno addietro abbiamo pubblicato una riflessione del Movimento Siciliani Liberi dove, dati alla mano, si dimostra che l’attuale Governo italiano, nelle trattative con la Libia, sacrifica i pescatori siciliani per tutelare gli interessi delle industrie del Nord Italia. Così abbiamo scoperto che sì, in Libia c’è tanto caos: ma non tanto per perseguitare i pescherecci di Mazara del vallo che cercano di recarsi a pescare il Gambero Rosso. Con il Governo italiano che, di fatto, nelle rinate trattative con la Libia, si occupa di tutto tranne che di pesca. I pescatori siciliani possono aspettare! E il discorso non riguarda solo Mazara del vallo, ma anche le marinerie di Sciacca, Licata, Porticello, Catania, Messina, Scoglitti.

Basta con la Commissione Europea che penalizza la pesca nel Mediterraneo

“Una politica dissennata – leggiamo nel documento dell’Alleanza della cooperative italiane – indica la pesca come principale se non unica colpevole dello stato di sofferenza degli stock ittici del Mediterraneo, dimenticando le varie forme di inquinamento, le attività di trivellazione petrolifera, l’intenso traffico navale marittimo, la cementificazione delle coste e le conseguenze dei cambiamenti climatici,
e non considerando che i pescatori sono i primi cittadini ad essere attenti allo stato di salute del mare. La Commissione Europea impone già da anni la progressiva riduzione dell’attività in mare ai nostri pescherecci a strascico, il comparto che alimenta per la quasi totalità i
mercati ittici italiani, e per i prossimi anni oltre a rendere i pescatori sorvegliati speciali con telecamere a circuito chiuso a bordo, intende continuare su questa strada andando ben oltre il limite di redditività delle imprese che non potranno che chiudere e sbarcare gli equipaggi”.

“Contro qualsiasi forma di degrado dell’ambiente marino”

“PER SALVARE LA PESCA ITALIANA – si legge ancora nel documento – L’ECONOMIA DI MIGLIAIA DI IMPRESE, SALVAGUARDARE IL LAVORO DEI PESCATORI IMBARCATI, DIFENDERE LA CULTURA E LA TRADIZIONE SECOLARE DEL SETTORE, TENERE APERTI I NOSTRI MERCATI E CONTINUARE AD AVERE PESCE FRESCO ITALIANO SULLE NOSTRE TAVOLE. LA PESCA ITALIANA SCENDE IN PIAZZA E CHIAMA I CITTADINI, LE ISTITUZIONI E LE FORZE POLITICHE A SOSTENERE LE RAGIONI DI QUANTI OPERANO PER UNA PESCA SOSTENIBILE E LOTTANO CONTRO QUALSIASI FORMA DI DEGRADO DELL’AMBIENTE
MARINO”.

Il mare italiano ceduto a chi capita. Per non parlare del progetto del parco eolico al largo delle Egadi

La politica italiana, in materia di mare, non brilla. Di Mazara del Vallo abbiamo già sottolineato il sostanziale disinteresse dell’attuale Governo di Mario Draghi; ma non bisogna dimenticare il ‘caso’ del mare di Sardegna che sarebbe dovuto finire alla Francia, vicenda mai chiarita del tutto; o il caso ancora più strano, del mare di Sardegna che fa gola all’Algeria. Storie strane. Il risultato di questo disinteresse italiano per il mare e per la pesca è che, ormai da anni, buona parte del pesce che si consuma in Italia arriva dall’estero, talvolta con qualche raggiro, come “l’ormai famoso pangasio del Mekong che viene venduto come cernia, oppure il polpo del Vietnam spacciato per nostrano o allo squalo smeriglio venduto come pesce spada“. E, sullo sfondo, la follia di uno dei più grandi parchi eolici marini da realizzare al largo delle isole Egadi: altro mare che verrebbe tolto alla pesca. Cose che succedono…

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