I pescatori di Mazara del Vallo in Libia: Berlusconi ricorda qualcosa del 2005 quando Gheddafi si prese 62 miglia di mare?/ MATTINALE

12 maggio 2021
  • A noi la storia che Gheddafi, una bella mattina del 2005, abbia deciso, unilateralmente, di annettere alla Libia 62 miglia marine non ci ha mai convinto 
  • Ora in Libia c’è anche la Turchia di Erdogan: e non ci risulta che sulle 62 miglia di mare ci sia stato il “liberi tutti” del leader turco  
  • Ammettiamolo: dal 2005 il conto l’hanno pagato e lo pagano ancora i pescatori di Mazara del Vallo
  • Nell’Italia della Seconda Repubblica le storie di mare non sempre sono chiare… 

A noi la storia che Gheddafi, una bella mattina del 2005, abbia deciso, unilateralmente, di annettere alla Libia 62 miglia marine non ci ha mai convinto 

Nel 2005 la Libia di Gheddafi tracciò una linea nel Golfo della Sirte e si prese una ricca porzione di mare che, fino a quel momento, era stata a disposizione dei pescatori di alcuni Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, Italia compresa. O meglio, Sicilia compresa, con riferimento, soprattutto, alla marineria di Mazara del Vallo. Per la cronaca, il Governo di Tripoli dell’epoca creò, in modo unilaterale – così almeno si disse allora, e cioè che l’atto del colonnello Gheddafi era stato unilaterale – una zona marittima di protezione della pesca. Non era la prima volta che la Libia di Gheddafi si impossessava di una parte di mare. Poco più di trent’anni prima, nel 1973, il colonnello dichiarò, sempre in modo unilaterale, che il Golfo di Sirte faceva parte delle acque interne. Il leader libico provò ad annettersi una linea di circa 300 miglia, lungo il 32° 31’ parallelo di latitudine nord. La mossa libica scatenò un putiferio. Quasi tutte le nazioni europee – e tra queste anche l’Italia – si opposero. Non è andata così nel 2005 quando, come già ricordato, Gheddafi (nella foto tratta da InsideOver) creò una zona marittima di protezione della pesca. Ci furono proteste sedici anni fa? Sì, ma non come quelle del 1973. Protestò l’Unione europea, o meglio, la presidenza dell’Unione Europea. Ma non ricordiamo fatti clamorosi. Volendo essere un po’ malevoli, si potrebbe affermare che la Ue non venne nemmeno presa in considerazione da Gheddafi. Il leader libico stabilì che la zona di pesca di 62 miglia iniziava a partire dalle 12 miglia dalla linea di chiusura del golfo. 62 miglia marine più 12 miglia marine fa 74 miglia marine. E la discussione si chiuse lì. Magari ci sbagliamo, ma noi non ricordiamo grandi proteste dell’Italia. Ricordiamo, questo sì, il disappunto dei pescatori di Mazara del Vallo. Quatto anni dopo – era il 2009 – la Libia di Gheddafi istituiva una ZEE (Zona Esclusiva Economica). La vicenda, per quello che sappiamo, è rimasta sospesa, perché due anni dopo i francesi, con la ‘benedizione’ dell’America di Obama, decisero di eliminare Gheddafi dando il via al caos in Libia.

Ora in Libia c’è anche la Turchia di Erdogan: e non ci risulta che sulle 62 miglia di mare ci sia stato il “liberi tutti” del leader turco  

Va detto che, fino a quando è stato in vita Gheddafi, nessuno ha mai sollevato in modo serio la questione delle 62 miglia marine inglobate dalla Libia. Quando, dopo l’uccisione di Gheddafi, si è scatenato il caos in Libia, si pensava, o meglio qualcuno ha pensato che la questione fosse stata ridiscussa. Complice la militarizzazione di questa parte del Mediterraneo, è stato di fatto riaperto lo spazio di pesca. Ma così come nessuno, di fatto, nel 2005 aveva mai contestato le 62 miglia marine inglobate dalla Libia, nessuno, dopo l’esplosione del caos in Libia, ha affermato che la storia delle 62 miglia marine inglobate dalla Libia era stata archiviata. Oggi, in una parte della Libia, si registra, mettiamola così, una certa influenza della Turchia di Erdogan. Ecco, a noi non risulta che Erdogan (foto tratta da Tempi) abbia detto: “Signori, la storia delle 62 miglia è stata archiviata”. Anzi, in queste ore, come si legge nei giornali, un peschereccio di Mazara del Vallo è stato speronato da imbarcazioni turche. Forse, però, in questa storia – che dal 2005 ad oggi non è mai stata chiara – prima di invocare interventi dei militari italiani in difesa del “diritto alla pesca” dei pescatori di Mazara del Vallo, beh, sarebbe bene fare chiarezza su un passaggio storico che è sempre rimasto oscuro.

Ammettiamolo: dal 2005 il conto l’hanno pagato e lo pagano ancora i pescatori di Mazara del Vallo

Nel 2005, in Italia, governava Berlusconi. Se non ricordiamo male, l’anno prima l’allora Ministro degli Esteri, Franco Frattini – che peraltro è stato un bravo Ministro – lasciava la Farnesina per un altro incarico. Al suo posto arrivava Gianfranco Fini. Noi non sappiamo cos’è successo di preciso nel 2005. Ma sappiamo che il Governo Berlusconi era in ottimi rapporti con la Libia di Gheddafi. Allora si diceva che erano in corso importanti trattative tra il Governo italiano e la Libia su varie questioni economiche; e che tra tali questioni economiche c’era anche la questione degli idrocarburi. Ribadiamo: non sappiamo con precisione cosa sia avvenuto nel 2005, che tipo di trattative erano in corso tra Italia e Libia e se tali trattative erano iniziate negli anni precedenti al 2005. Sappiamo, però, che, a un certo punto, Gheddafi si prende il Golfo della Sirte, mettendo in fuori gioco – per ciò che riguardava l’Italia – soprattutto i pescatori di Mazara del Vallo; e sappiamo – lo ribadiamo – che non ci furono, da parte dell’Italia, grandi proteste. Non è una cosa che ci stupisce: dal 1860 quando, per esigenze nazionali o internazionali, si sacrificano gli interessi del Sud e della Sicilia, in genere non ci sono grandi proteste: e i primi a non protestare – tranne rare eccezioni – sono proprio i parlamentari nazionali eletti nel Sud e in Sicilia. E’ una storia che va avanti da Giolitti fino ai nostri giorni: vedere, in questi giorni, il silenzio dei parlamentari nazionali eletti nel Sud e in Sicilia rispetto agli scippi annunciati ai danni del Sud e della Sicilia in materia di Recovery Plan o Fund (oltre 70 miliardi di euro) e in materia di agricoltura (2 miliardi di euro).

Nell’Italia della Seconda Repubblica le storie di mare non sempre sono chiare… 

Forse è arrivato il momento di capire con esattezza cos’è successo nel 2005. Con tutto il rispetto, a noi la storia che Gheddafi si sia svegliato una mattina del 2005 e abbia deciso di annettersi 62 miglia di mare non ci ha mai convinto; magari ci sbagliamo e la nostra è una ricostruzione fantasiosa e Gheddafi era un despota che faceva quello che voleva: volendo, è la tesi ufficiale utilizzata da chi ha eliminato Gheddafi. E siccome siamo ancora in democrazia, ci convince di più, sull’eliminazione di Gheddafi, ciò che ha scritto per noi Mario di Mauro. Magari ci sbagliamo, o magari la nostra ricostruzione non è completamente campata in aria. Chissà, magari Berlusconi, Fini, Frattini e i parlamentari nazionali eletti in Sicilia nella legislatura 2001-2006 ricorderanno qualcosa del 2005. Anche per smentire la storia che sul mare la politica italiana della cosiddetta Seconda Repubblica sia poco loquace. Ricordiamo la vicenda del tratto di mare della Sardegna conteso dai francesi. O la storia, ancora più strana, del tratto di mare che divide la Sardegna dall’Algeria rivendicato dalla stessa Algeria… 

Foto di prima pagina tratta da Il Fatto Quotidiano      

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