Primo Maggio 2/ Il mondo del consumo che ha finito per prevalere su quello del lavoro

Primo Maggio 2/ Il mondo del consumo che ha finito per prevalere su quello del lavoro
1 maggio 2021
  • Il mondo del consumo non tollera disordini. Può sopportare consumatori zombies ma non gente che lotta per la propria dignità lavorativa
  • Senza sovranità monetaria l’Italia è solo un punto geografico bello e impotente di una mappa globale di flussi di capitale

da Gaetano Caramanno
coordinatore provinciale di Palermo di Italexit
riceviamo e pubblichiamo

Il mondo del consumo non tollera disordini. Può sopportare consumatori zombies ma non gente che lotta per la propria dignità lavorativa

Cosa ci si poteva aspettare da Draghi una decisa virata in tema di politiche economiche? No di certo. Ci si poteva aspettare il rilancio del lavoro e il ridimensionamento dello Stato impotente e assistenziale? No di certo. Ci si poteva aspettare il riconoscimento del fallimento della moneta unica e la svendita sistematica del fattore lavoro del sistema economico italiano? Chi ha costruito la gabbia non può mai restituire la chiave per uscirne. Perché il Reddito di cittadinanza è uno strumento che non è stato posto in discussione nel disegno conservatore di Draghi? Perché ad un malato con febbre altissima non puoi togliere l’aspirina! Il Reddito di cittadinanza così come ogni altro sussidio che copre l’incapacità e l’impossibilità di lavorare sono pannicelli caldi che uno Stato impotente non può permettersi di porre in discussione. Il mondo del consumo non tollera disordini. Può sopportare consumatori zombies ma non gente che lotta per la propria dignità lavorativa. Dunque accade che uno Stato non è più Stato se assiste inerme e impotente alla scomparsa del lavoro. Come se un agricoltore piuttosto che seminare si limitasse ad irrigare un campo nell’illusione che il raccolto viene da sé.

Senza sovranità monetaria l’Italia è solo un punto geografico bello e impotente di una mappa globale di flussi di capitale

La Repubblica italiana o meglio la sua povera simulazione esordisce con la proclamazione della sovranità del lavoro. Ma la realtà è opposta. Sovrano è il capitale perché se uno Stato non ha una sua moneta ed è fortemente indebitato dipenderà esclusivamente dal capitale che gli prestano per funzionare o meglio per distribuire iniquamente redditi e prestazioni sociali. Poco importa che i capitali siano dei residenti o di operatori stranieri. Ciò che importa è che attraverso la stabilità dei prezzi il capitale sia sempre remunerato e il lavoro sempre sacrificabile. E’ il mondo del consumo che ha finito per prevalere su quello del lavoro. E così non esiste un solo Reddito di cittadinanza. Ogni reddito intermediato da questo Stato sgangherato è una offesa al lavoro e alla Costituzione repubblicana. Perché avere perso la sovranità monetaria ha significato dissociare la dimensione lavorativa dal suo valore sociale ed economico. Senza tornare ad una moneta nazionale l’Italia è solo un punto geografico bello e impotente di una mappa globale di flussi di capitale che imperversano e che umiliano gli essere umani e la loro identità profonda. Inestricabilmente legata al loro lavoro.

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