Primo Maggio… Festa di una “appropriazione indebita” ai danni dei lavoratori della Formazione siciliana

Primo Maggio… Festa di una “appropriazione indebita” ai danni dei lavoratori della Formazione siciliana
1 maggio 2021
  • Il PD non è più un partito di sinistra. Mentre la Triplice…
  • “… noi la storia la conosciamo benissimo e sappiamo come le rappresentanze sindacali confederali non seppero tutelare il nostro lavoro…”
  • “… noi conosciamo ogni loro omissione, consapevole o inconscia che sia, per il rispetto dei nostri diritti di lavoratori e le nostre garanzie…”
  • “Buona Festa del Lavoro  a tutti coloro che sulla loro pelle hanno conosciuto la doppiezza di un certo sindacalismo bardo confederale” 

da Costantino Guzzo
vice presidente Associazione Sindacale Lavoratori 99,9%

“… noi la storia la conosciamo benissimo e sappiamo come le rappresentanze sindacali confederali non seppero tutelare il nostro lavoro…”

A compiere tale mistificazione son stati quelle “cose belle” dei sindacati confederali che celebrano oggi il loro consociativismo, le loro consorterie di governo, i loro pastifici e le loro pasticcerie. Il sistema Trimurti, acquiescente (come e più del sistema giustizia che Palamara ha avuto il coraggio di sbeffeggiare pure avendone fatto parte), ancheggiante, seducente come una esperta milf, non manca di avvinghiarsi ad ogni tipo di burocrazia o di potere di governo che possa garantirle bocconi, favori, regalie, e poteri locali e intermedi.
Facciamola breve: ci credete ancora che la Trimurti possa rappresentare il sindacalismo di Portella delle Ginestre ? Di De Vittorio o Li Causi? O le battaglie per i diritti sociali e del lavoro degli anni 70? Noi della Formazione Professionale Siciliana non abbiamo bisogno che qualcuno ci guidi a comprendere la storia: noi la storia la conosciamo benissimo e sappiamo come le rappresentanze sindacali confederali non seppero tutelare il nostro lavoro e come da bravi “bardi” del sistema fecero proscinesi, si appecorinarono dinanzi il sistema che aveva voluto e programmato il licenziamento di 5000 unità lavorative.

“… noi conosciamo ogni loro omissione, consapevole o inconscia che sia, per il rispetto dei nostri diritti di lavoratori e le nostre garanzie…”

Centinaia di verbali di licenziamento collettivo portano la firma dei rappresentanti-bardi sindacali, nessuno di loro si sottrasse o si ribellò o guidò la reazione. Anzi, i più furbi dei bardi seppero, in tempo, salvare la loro situazione e ricollocarsi presso altri enti. Che differenza con quei sindacalisti degli anni ’50 e ’60 del secolo passato che morivano poveri, tartassati dalle polizie ma non si sottraevano alle loro responsabilità di ruolo e giammai fecero carriera o ricchezza utilizzando la lotta per il lavoro. Noi della Formazione Professionale Siciliana conosciamo le vergognose vicende dei fallimenti degli Enti Sindacali di formazione, conosciamo come la Trimurti si sottrae oggi come allora alla lotta per il rispetto della legge 25/93 per il ricollocamento dei lavoratori licenziati, conosciamo come il mondo-bardo confederale abbia osteggiato il tavolo di crisi ministeriale per il lavoro che si tentò di costituire per la soluzione della nostra vertenza; noi conosciamo ogni loro omissione, consapevole o inconscia che sia, per il rispetto dei nostri diritti di lavoratori e le nostre garanzie. Essi, si sono defilati pure per battaglie “intermedie”, pure per la semplice concessione di un misero fondo di garanzia o per quella attesa “riqualificazione” che la montagna dovrebbe al più presto partorire ma i cui auspici lasciano pensare ad un ennesimo aborto.

“Buona Festa del Lavoro  a tutti coloro che sulla loro pelle hanno conosciuto la doppiezza di un certo sindacalismo bardo confederale” 

Cari lavoratori, buona “Festa del ricordo del Lavoro”, sgranate i rosari e pregate perché si sottragga presto questa festa al sacrilegio confederale della Trimurti che, come i crociati sul sacro altare di Santa Sofia stuprarono le vergini bizantine, oggi stuprano sul sacro altare del lavoro gli interessi delle classi lavoratrici. Un saluto agli operai di Termini Imerese, a quelli della ex Ilva di Taranto, a quelli della Whirpool di Napoli, alla gente del No TAV, a quella del No Muos a tutti coloro che sulla loro pelle hanno conosciuto la doppiezza di un certo sindacalismo bardo confederale.

 

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