Le misteriose morti di Viviana Parisi e Gioele: l’incidente, il furgoncino sequestrato dopo tre settimane, il drone: parla Daniele Mondello

Le misteriose morti di Viviana Parisi e Gioele: l’incidente, il furgoncino sequestrato dopo tre settimane, il drone: parla Daniele Mondello
16 aprile 2021
  • “Sono fermamente convinto che mia moglie sia stata uccisa e mio figlio aggredito dai cani”
  • “Sono certo che la verità su quanto avvenuto a Caronia, prima o poi, verrà a galla
  • “La verità di quello che è successo a Caronia resta a Caronia. Dobbiamo cercarla a Caronia”
  • L’incidente il galleria: “Mah, secondo me qualcosa non torna!”
  • Che hanno combinato con il drone?
  • “Vogliono interrogare il cadavere di mia moglie?”

di Teresa Frusteri

“Sono fermamente convinto che mia moglie sia stata uccisa e mio figlio aggredito dai cani”

“Concordo con la linea esposta dai miei consulenti, per me la tesi dell’omicidio-suicidio non regge, perciò credo che il ritrovamento di Viviana sotto al traliccio sia tutta una messa in scena. Sono fermamente convinto che mia moglie sia stata uccisa e mio figlio aggredito dai cani. Viviana era una mamma innamorata di suo figlio, era una mamma stupenda e meravigliosa, non avrebbe mai fatto qualcosa a nostro figlio”. Così parla Daniele Mondello, papà di Gioele e marito di Viviana Parisi, un uomo distrutto dal dolore che cerca di capire come sono andate le cose in quel terribile 3 Agosto dello scorso anno.  “La verità – dice – deve essere cercata a Caronia dalla galleria dove è avvenuto l’incidente fino al traliccio. Ormai sono passati otto lunghi mesi e ancora non so come siano morti mia moglie e mio figlio. Nonostante tutto quello che è emerso in questo ultimo periodo, c’è ancora chi si permette di infangare mia moglie e la mia famiglia”.

Ci racconti.

“Come ho già detto più volte, Viviana è stata male solo nel periodo del lockdown per via del Covid. Una volta usciti dal lockdown e con l’estate alle porte si era ripresa benissimo, tanto da chiedermi di dare una sorellina al nostro piccolo Gioele”.

Lei ha manifestato delusione per l’atteggiamento tenuto dai rappresentanti delle istituzioni.

“E sono ancora deluso, molto deluso. In questi lunghi otto mesi mi sono sentito abbandonato dalle istituzioni. Non ho mai ricevuto una chiamata da nessuno di loro, non chiedevo molto, ma mi avrebbe fatto piacere anche ricevere la classica telefonata di circostanza, niente… neanche quella… Sì lo dico a voce alta: MI SENTO ABBANDONATO AL MIO DESTINO! Fortunatamente ho due famiglie stupende che mi sono sempre vicino e mi danno conforto per andare avanti sia nel quotidiano che nella ricerca della verità”.

Si pone qualche domanda dopo otto mesi?

“Certo. Mi chiedo: se non avessi avuto la possibilità economica di pagare i consulenti e gli avvocati nominati come sarebbe finita questa drammatica vicenda?”.

E che risposta si è dato?

“Semplicissimo: avrebbero già chiuso con omicidio-suicidio”.

“Sono certo che la verità su quanto avvenuto a Caronia, prima o poi, verrà a galla”

Invece lei va avanti e sta lottando con grande determinazione.

“Cerco la verità. Oggi sono un uomo vinto dall’abisso del dolore. Non sono più un marito. Non sono più un padre. Mi aggrappo a tutto l’amore da cui ricevo sostegno. Non ho più sicurezze. Ma sono certo che la verità su quanto avvenuto a Caronia, prima o poi, verrà a galla. È per la verità che batte il mio cuore. È per la verità che mi sveglio al mattino nella speranza di una svolta sia per me che per il mio paese, che ringrazio per il sostegno che mi ha dato e che continua a darmi”.

Lei che idea si è fatto dell’accaduto?

“La mia idea personale è che Viviana sia stata aggredita ed abbia cercato di mettere in salvo nostro figlio. Credo che il territorio abbia visto tutto e spero che, prima o poi, si decida a parlare. Viviana non poteva sapere che, quel maledetto giorno di Agosto sarebbe stata coinvolta in un incidente in autostrada: era semplicemente una mamma innamorata di suo figlio, il nostro Gioele. Uscire con Gioele era solo una delle infinite attività di accudimento che Viviana aveva nei confronti del nostro bambino. Non fosse stato per l’incidente nessuno mai, me compreso, avrebbe avuto motivo per associare il suo splendido sorriso ai fatti di Caronia. Stavamo insieme da diciotto anni. Un lungo percorso di vita a due. I tanti scalini fatti insieme non ci hanno mai stancato, perché sapevamo di poter contare, sempre, sul sostegno reciproco”.

“La verità di quello che è successo a Caronia resta a Caronia. Dobbiamo cercarla a Caronia”

Sua moglie era religiosa?

“Sì. Per mia moglie la religione era un conforto non una superstizione. Aveva paura per il Covid ed è stata la prima ad ammetterlo. Era stata male ma si era ripresa. Come ho già ricordato, mi aveva chiesto di dare una sorellina a Gioele poco prima di morire. La verità di quello che è successo a Caronia resta a Caronia. Dobbiamo cercarla a Caronia”.

In qualche suo intervento si coglie anche l’amarezza per certe ricostruzioni.

“Ho subito una gogna mediatica per mesi. Poi è iniziato il fango su Viviana. Oggi sappiamo che a Caronia c’è stata una messinscena. Il resto non mi interessa”.

L’incidente il galleria: “Mah, secondo me qualcosa non torna!”

Parliamo della messinscena.

“Viviana scompare il 3 Agosto. Giunge a Caronia perché è presente un varco in autostrada che non dovrebbe esserci. Più di 100 km di autostrada sono privi di copertura video. La dinamica dell’incidente avvenuto in galleria non è affatto chiara. Il furgoncino responsabile del sinistro viene sequestrato tre settimane dopo l’incidente con riparazioni già avvenute presso una officina privata. I due occupanti del furgoncino non chiamano né i soccorsi, né la Polizia stradale. Come mai? Me lo chiedo specialmente perché si dicono vittime dell’incidente. Siete nel giusto? E non chiamate i soccorsi o la Polizia? Mah, secondo me qualcosa non torna!”.

Poi cosa potrebbe essere successo?

“Viviana e mio figlio Gioele escono illesi dall’incidente. Viviana mette in salvo Gioele e poi si allontana. Era FORSE oggetto di un’aggressione? Verbale? Fisica? Non lo so. Gioele viene visto da un testimone. Era illeso. Abbiamo effettuato analisi del cranio: non vi sono fratture e micro fratture. Nella macchina non ci sono tracce di sangue di Gioele e tanto meno di Viviana”.

Che hanno combinato con il drone?

Nelle ore successive ha notato anomalie?

“Il 4 Agosto si alza in volo un drone dei Vigili del fuoco. Bene, abbiamo la tecnologia dalla nostra parte… Poi, però, per la pigrizia o per incompetenza di gestione del flusso di lavoro le immagini vengono visionate quindici giorni dopo”.

Lei dice che il ‘territorio’ ha visto tutto.

“Nessuno di coloro che si imbatte in Viviana si adopera efficacemente per fermarla. Sarebbe bastato un piccolo intervento di cuore per evitare guai peggiori. Il territorio vede tutto ma non riferisce nulla. Come so che il territorio ha visto? C’era sughero dappertutto. Per raccogliere il sughero devo chiedere l’autorizzazione alla Forestale, trovare operai specializzati, pagare tanti di soldi. Come mai lascio tutto per terra e scappo via? Hanno visto o sentito qualcosa? Nei giorni seguenti c’erano le mucche al pascolo ma non c’erano più nemmeno i pastori. Gli animali avevano libero transito in tutte le aree in cui si sono svolti i fatti. E quelle sono proprietà private. Responsabilità di privati”.

In quei giorni si parlava molto del traliccio.

“Sul traliccio, prima di una analisi che si chiama ‘fumigazione’, gli esperti della scientifica hanno fatto un test: le impronte umane restano. Come mai non c’erano impronte di Viviana? Il traliccio era bollente (sarà stato sui 50 gradi), è concepito per evitare che ci si arrampichi sopra. C’era un muro di spine ad un metro (un muro), non ci sono tracce di sangue di Viviana, non ci sono impronte digitali o essudato (sudore)”.

Tra le altre cose, il percorso, in quella zona, è piuttosto accidentato.

“Esatto. Noi, nel muoverci nelle campagne di Caronia, ci siamo graffiati, feriti, impolverati. C’è chi ci ha rimesso tshirt, chi strappi su pantaloni, i miei avvocati ci hanno rimesso un paio di scarpe ed una camicia. Quelli della scientifica un paio di tute. Come ha fatto Viviana a muoversi in quella campagna in mezzo ai rovi con pantaloncini corti senza farsi un graffio? Oppure è riuscita ad evitare spine, rovi, reti metalliche, fossati? Per favore, non scherziamo!”.

Ricorda altri particolari?

“Le scarpe di Viviana erano pulite, immacolate. Come mai? Di mio figlio Gioele restano solo alcune parti di ossa. Le hanno trovate in un’area di circa mille metri quadrati sotto ad un cespuglio. E’ risultato IMPOSSIBILE capire come sia morto e soprattutto QUANDO sia morto. Non possiamo sapere se sia morto PRIMA o DOPO mia moglie Viviana. (E voglio ringraziare ancora una volta tutti i volontari che il 19 Agosto hanno risposto al mio appello)”.

Parliamo del lavoro dei suoi consulenti.

“I nostri esperti, che ringrazio, ci hanno inviato una prima relazione che, ovviamente, resta riservata. Viviana e Gioele sono distanti un km l’uno dall’altra. Quando dicono che sono a 400 metri intendono in linea d’aria (ma non lo specificano mai per confondere le idee sulla distanza). Ripeto: a piedi sono distanti un km l’uno dall’altra”.

“Vogliono interrogare il cadavere di mia moglie?”

Con poca delicatezza, qualcuno ha detto che sua moglie non era stata bene.

“L’ho già detto: mia moglie era stata male nel periodo del Covid. Sia la mia famiglia che la famiglia Parisi le sono state sempre vicino. In pieno lockdown l’abbiamo portata in ospedale. Oggi sappiamo qualcosa in più di questo virus, lo scorso Agosto non si sapeva quasi nulla: era un nemico invisibile che poteva ucciderci tutti. Abbiamo vissuto nel terrore. Tutti, non solo Viviana. Viviana con l’amore che provava per me e Gioele temeva che questo nemico invisibile avrebbe fatto del male a noi due, e non sopportava questa idea. Viviana NON hai MAI cercato di uccidersi, è uscita dall’ospedale quasi subito. Il giorno dopo era in spiaggia con Gioele. Insomma: per capire se una persona soffre di una patologia mentale sono necessari anni di analisi. Vogliono interrogare il cadavere di mia moglie?”.

Andiamo al lavoro svolto dai suoi consulenti.

“I miei consulenti non credono che Viviana sia morta dove è stata ritrovata. Io penso ad una aggressione di cani, soprattutto per mio figlio Gioele. Viviana credo sia stata uccisa o che sia caduta in uno dei mille fossati o cisterne di quella zona. Sono terreni privati: ovviamente i proprietari non erano felici di avere due cadaveri in casa”.

In quei giorni si è parlato anche della Piramide della Luce.

“Non so se Viviana volesse portare il bambino in una zona giochi, o se volesse recarsi presso la Piramide della Luce che dista dieci minuti da dove è avvenuto l’incidente. E’ uscita a Sant’Agata di Militello per fare benzina. NESSUN mistero. Il punto di tutto è un fatto imprevisto ed imprevedibile: l’incidente in autostrada. Se non ci fosse stato l’incidente oggi non parleremmo di lei e di Gioele, e ad oggi saremmo ancora una famiglia”.

I suoi consulenti non stanno risparmiando polemiche con le autorità.

“Non credo che abbiano molto torto. Hanno vietato l’uso di apparecchiature laser per rilevare microlesività sul cadavere. E’ successo lo scorso 26 Gennaio. Un no arrivato con un’ordinanza di rigetto MAI revocata. Ci hanno, inoltre, vietato di usare apparecchiature per esami radiologici o similari. Bene, adesso voglio solo delle risposte CHIARE e PRECISE da parte delle istituzioni! In più voglio GRIDARE a tutte quelle persone che continuano ad accusarmi o a puntare il dito contro di me, o ad accostarmi a nomi di persone che hanno ucciso le proprie mogli: ebbene, non sono quel tipo di marito, AMO mia moglie Viviana e il mio piccolo Gioele”.

Alla fine dell’intervista Daniele Mondello ci ha raccontato che sta lavorando a una canzone dedicata alla moglie e al figlio, in collaborazione con un suo amico cantante, Giuseppe la Spada. Il disco contenente due versioni: Love Radio Edit – Dance Paradise Mix e uscirà a fine Aprile. “È una lettera in musica… Che ho voluto scrivere insieme all’amico Peppe Spada per farla arrivare a loro… lassù in cielo ai miei due angeli”.

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