Ospedale di Ribera, chiusi in un colpo solo Pronto Soccorso e Chirurgia nel nome del Covid/ SERALE

13 aprile 2021
  • E potrebbe non essere finita: si sussurra anche di un ridimensionamento della Medicina, sempre per fare posto ai malati Covid
  • La cosa veramente incredibile è che il Governo regionale presenti il tutto come un fatto positivo. C’è da impazzire! 
  • Vi raccontiamo ancora una volta il perché oggi la sanità siciliana è in affanno e si chiudono i reparti: il Covid c’entra fino a un certo punto…

E potrebbe non essere finita: si sussurra anche di un ridimensionamento della Medicina, sempre per fare posto ai malati Covid

Cose da pazzi. Ribera, provincia di Agrigento, quasi 18 mila abitanti. C’è un ospedale che serve anche altri centri della costa e dell’interno. Ebbene, cosa da non credere, in un colpo solo hanno chiuso il Pronto Soccorso e la Chirurgia. Tutto per fare posto ai malati Covid. Non si era detto, lo scorso anno, dopo la prima ondata e tanta confusione che mai e poi mai sarebbero stati chiusi i reparti? Semmai, dicevano, sarebbero stati incrementati i posti di Terapia intensiva, senza toccare gli altri reparti. Parole, parole, parole… Invece nell’ospedale di Ribera il Governo regionale e la Asp (Azienda sanitaria provinciale) di Agrigento hanno deciso di chiudere il Pronto Soccorso e la Chirurgia. E sembra che potrebbe non finire qui. Perché? Per ora in questo ospedale – che ai tempi dell’Unione europea che imponeva tagli alla sanità pubblica nel nome del rigore economico doveva essere chiuso – sono rimasti Medicina e Medicina Covid. Ma si sussurra di un depotenziamento della Medicina, se non addirittura anche della chiusura di questo reparto. Così l’ospedale di Ribera diventerebbe tutto Covid. Qualcuno ha interpellato i cittadini di Ribera e degli altri Comuni del circondario per sapere cosa ne pensano? E il Comune di Ribera? C’è un sindaco? C’è un Consiglio comunale? C’è ancora la politica?

La cosa veramente incredibile è che il Governo regionale presenti il tutto come un fatto positivo. C’è da impazzire! 

La presidenza della Regione siciliana presenta quello che sta succedend a Ribera come un fatto positivo: “Covid, Musumeci: «A Ribera pronti due reparti con venti nuovi posti letto»” E ancora: “All’ospedale di Ribera, nell’Agrigentino, i venti nuovi posti letto potranno entrare da subito in funzione. Il presidente della Regione Nello Musumeci ha infatti autorizzato il direttore generale dell’Asp ad attivarli con immediatezza per far fronte a eventuali esigenze legate al Covid. Si tratta di dieci posti di terapia intensiva e altrettanti di sub intensiva, previsti nel Piano regionale di potenziamento della rete ospedaliera in Sicilia, che vede il governatore quale commissario della Struttura per l’emergenza Covid. Attualmente sono trenta i cantieri aperti nell’Isola per l’edilizia sanitaria, in cinque mesi mesi, dagli Uffici guidati dall’ingegnere Tuccio D’Urso, soggetto attuatore del presidente della Regione. «Si tratta – sottolinea il governatore siciliano – del completamento di altre due delle 79 opere che siamo stati autorizzati a realizzare da Roma, dopo l’apertura di 16 posti letto di terapia sub intensiva all’ospedale Garibaldi centro di Catania. Sulla sanità, il governo regionale continua a non risparmiarsi per raggiungere gli obiettivi che si è dato». L’Azienda sanitaria provinciale ha realizzato le opere murarie e gli impianti fissi, mentre tutte le attrezzature sono state fornite con il supporto della Struttura commissariale per l’emergenza Covid. La realizzazione dei nuovi posti letto è risultata abbastanza complessa perché i serbatoi e l’impianto dei gas medicali erano stati sequestrati dalla magistratura in quanto in alcuni reparti dell’ospedale non esistevano le condutture di distribuzione. In buona sostanza, il presidio di Ribera era sprovvisto di un impianto funzionante, al quale si sopperiva con l’impiego delle bombole di ossigeno. L’impegno dell’Asp è stato, quindi, decisivo per risolvere il problema, consentendo, così, l’avvio dei lavori lo scorso 5 novembre. Il Piano nazionale in corso di attuazione prevede che in Sicilia vengano realizzati complessivamente 571 posti, di cui 253 di terapia intensiva e 318 di terapia sub intensiva; di questi ultimi il 50 per cento (159) devono essere trasformabili, all’occorrenza, in terapia intensiva. Il Piano riguarda 16 delle 19 Aziende ospedaliere della Regione: il punto d’arrivo è portare a 700 i posti di terapia intensiva complessivamente disponibili nel territorio e adeguare le strutture dei Pronto soccorso. E’ prevista una spesa di 240 milioni di euro, provenienti dal Piano nazionale varato dalla Struttura guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo, nuovo commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 e da un co-finanziamento della Sanità regionale”.

Vi raccontiamo ancora una volta il perché oggi la sanità siciliana è in affanno e si chiudono i reparti: il Covid c’entra fino a un certo punto…

Ci si sarebbe aspettati, nel comunicato del Governo siciliano, la spiegazione del perché sono stati chiusi Pronto Soccorso e Chirurgia. Desta stupore, soprattutto, la chiusura del Pronto Soccorso. Ribadiamo: ci sono almeno una decina di Paesi, tra la costa e l’interno, che hanno sempre usufruito di questo Pronto Soccorso. Vero è che ci sono il Pronto Soccorso a Sciacca e il Pronto Soccorso ad Agrigento. Ma in presenza di una vera emergenza un conto è arrivare al Pronto Soccorso in cinque, massimo dieci minuti, altra e ben diversa cosa è arrivarci dopo 30-40 minuti: sono tempi in più che potrebbero fare la differenza. E’ bene ricordare che di questo e, in generale, di tutte le carenze che si registrano nella sanità pubblica della nostra Isola i Siciliani debbono ringraziare il Governo Prodi 2006-2008: è stato questo Governo, con il voto del Parlamento nazionale dell’epoca, a decidere, con un volgare raggiro contabile e giuridico, di scippare alla sanità siciliana – e cioè a 5 milioni di Siciliani – quasi 600 milioni di euro all’anno (QUI TROVATE LA STORIA VEGOGNOSA DI QUESTO SCIPPO). Il Governo Prodi era di centrosinistra. Ma il centrodestra dell’epoca non apri bocca. Se andate sulla rete scoprirete pure chi erano i parlamentari nazionali eletti in Sicilia nel 2006 – di centrosinistra e di centrodestra – che hanno avallato questo scippo. Attenzione: lo scippo continua ancora. Nel 2018, quando alle elezioni politiche di Marzo i grillini hanno fatto il pieno di voti in Sicilia, si pensava che questa vergogna sarebbe finita. Invece continua ancora! Cari abitanti di Ribera e, in generale, cari abitanti della Sicilia: continuate a votare centrodestra, centrosinistra e grillini e vi troverete bene…

SiciliaNews24

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