Più lungo è il lockdown, minori sono gli attesi effetti di contenimento del virus

Più lungo è il lockdown, minori sono gli attesi effetti di contenimento del virus
5 aprile 2021
  • A questa conclusione è giunto uno studio del Centre for Economic Policy Research citato dal leader di Italexit, Gianluigi Paragone
  • Morale: il blocco delle attività per lunghi periodi per contenere la diffusione del virus servono a poco

I dati sono stati raccolti in 152 Paesi dall’inizio della pandemia sino al Dicembre dello scorso anno

Lockdown, parola adottata dal provincialismo italiano che ripete a pappagallo le parole estere perché “fanno tendenza”. Sulle chiusure delle attività, o lockdown, interviene Gianluigi Paragone (foto tratta da Il Post), leader di Italexit, il Movimento che si batte per fare uscire l’Italia dal ‘lager’ economico e monetario dell’Unione europea. Paragone cita uno studio di tre ricercatori che “fissa alcuni concetti che il governo dovrebbe tenere a mente, anche alla luce della nuova zona rossa (e arancione) nazionale prorogata fino a maggio. Il Centre for Economic Policy Research arriva alla conclusione che “le restrizioni impiegate per un periodo lungo, oppure reintrodotte a uno stadio avanzato della pandemia (per esempio nell’eventualità di un nuovo aumento dei casi) esercitano, al massimo, un effetto più debole, attenuato, sulla circolazione del virus e sul numero dei decessi”. Detto in parole semplici, più lungo è il blocco delle attività, minori sono gli attesi effetti di contenimento del virus. “Patricio Goldstein della Harvard University, Eduardo Levy Yeyati dell’università Torquato Di Tella (Buenos Aires) e Luca Sartorio del ministero del Lavoro argentino – scrive Paragone – hanno raccolto un database di informazioni per 152 Paesi dall’inizio della pandemia al 31 dicembre 2020 (quindi dati non influenzati da campagne di vaccinazione). Come riporta il Corriere, “il livello d’intensità dei lockdown utilizzato è quello misurato dall’università di Oxford che considera tra l’altro la chiusura delle scuole, dei luoghi di lavoro e le restrizioni agli eventi pubblici”.

Morale: il blocco delle attività per lunghi periodi per contenere la diffusione del virus servono a poco

“L’obiettivo – prosegue Paragone – era vedere la modifica, nel tempo di vita dei lockdown, dell’indice di contagio Rt e l’evoluzione dei decessi da Covid-19. Dopo 120 giorni – è il risultato dell’analisi – un lockdown stretto «ha un effetto significativamente più attenuato» sulla riduzione del numero dei morti rispetto alle prime fasi delle restrizioni. E sull’indice Rt «non ha un impatto significativo». Probabilmente, molti di noi lo sospettavano ma lo studio misura il fatto che, con il passare del tempo e con l’aumento della fatica da lockdown, le limitazioni delle autorità «sono sempre più ignorate». I tre analisti osservano che le restrizioni “dovrebbero essere rigorose e brevi”. Insomma gli attesi effetti positivi provocati dalle chiusure per fronteggiare la diffusione del Covid-19 decrescono man mano che si allunga il tempo delle restrizioni.

Qui per esteso l’articolo di Paragone

Foto di prima pagina tratta da BlogSicilia

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