Palermo, ore 8 e 30: in fuga dalla Santa Messa di Pasqua per evitare un assembramento. Non ce ne sono droni in questi casi?

Palermo, ore 8 e 30: in fuga dalla Santa Messa di Pasqua per evitare un assembramento. Non ce ne sono droni in questi casi?
4 aprile 2021
  • La nostra Santa Messa di Pasqua è durata dieci minuti: poi siamo andati via. Indovinate perché…
  • Con la Santa Messa iniziata la gente continua ad entrare: chi va di qua, chi va di là. Mah…
  • Non ci resta che andare via dopo dieci minuti di caos. E poi si chiedono perché aumentano i contagi 

La nostra Santa Messa di Pasqua è durata dieci minuti: poi siamo andati via. Indovinate perché…

Palermo, ora 8 e 30, una chiesa (evitiamo di dire quale), Santa Messa di Pasqua. In realtà la storia che raccontiamo comincia alle 8 e 10. Siamo arrivato in chiesa con venti minuti di anticipo per trovare posto. Fino alle 8 e 25 flusso normale di persone. Alle 8 e 30, proprio quando inizia la Messa, il flusso di persone aumenta. All’entrata, a destra, c’è una scala: da lì – così almeno ci è sembrato di capire, si accede a un soppalco da dove è possibile seguire la funzione. Il problema è che il flusso di persone non si ferma, è inarrestabile. Nei banchi si dovrebbe stare in due, l’uno distanziato dall’altro, così si fa in tempo di Covid. Ma oggi e Pasqua e la media è di tre persone per ogni banco. Va bene così. Noi abbiamo trovato posto in fondo alla chiesa, in due sedie, marito e moglie. Manca qualche minuto all’inizio. Suona l’allarme di un’automobile. Sarà la nostra? Usciamo di corsa per capire che succede. Falso allarme: è – scusate il gioco di parole – l’allarme di un’autovettura che non è la nostra. Sì e no, siamo rimasti fuori dalla chiesa una ventina di secondi, non di più. Al ritorno troviamo una signora che vuole a tutti i costi prendersi la nostra sedia. Mia moglie spiega che lì sono già stato seduto io e che le norme anti-Covid non consentono di utilizzare una sedia dove è già stato seduta un’altra persona. Finalmente la signora molla la sedia e si allontana.

Con la Santa Messa iniziata la gente continua ad entrare: chi va di qua, chi va di là. Mah…

Inizia la Santa Messa. Il flusso di persone che entra in chiesa, invece che diminuire, aumenta. Chi va a destra, chi va a sinistra. Una signora tenta di infilarsi nel mezzo di un banco dove le due persone si rifiutano di fare entrare una terza persona. Tutto questo mentre la Santa messa è iniziata. Passano cinque minuti, i flusso di persone che entra in chiede non si è arrestato. C’è gente in piedi nelle file laterali, mentre la situazione, in fondo alla chiesa, all’entrata, comincia a diventare pesante. Forse bisognerebbe avvertire il sacerdote che celebra la Santa Messa, forse – anzi, sicuramente – bisognerebbe bloccare il flusso di persone che continua ad entrare. Sulla nostra destra, a circa tre metri di distanza, c’è una signora, anche lei seduta su una sedia, che è costretta ad alzarsi: due signore e un signore si sono piazzate davanti a lei impedendole di seguire la Santa Messa: “Scusate – dice -. Primo, non potete stare a mezzo metro da me. Secondo, non vedo nulla”. “E dove dobbiamo andare?”, risponde uno di loro. Il caos cresce. Una signora, visto che le file laterali sono occupate, si avventura lungo la fila centrale. Un addetto la riprende. Davanti a noi, a circa un metro e mezzo, non di più ci sono già due persone. La signora si viene a sistemare a mezzo metro da noi. Chiamiamo il signore che si dovrebbe occupare di regimentare il flusso: “Scusi – gli diciamo – la signora non può stare attaccata a noi!”. Risposta: “E io che debbo fare?”.

Non ci resta che andare via dopo dieci minuti di caos. E poi si chiedono perché aumentano i contagi 

Non ci resta che andare via, anche perché il flusso di persone che entra in chiesa non si è arrestato: continua inesorabile. Inutile prendersela con il personale che cerca di mantenere l’ordine. Al limite, dovrebbero sbarrare l’ingresso quando inizia la Santa Messa. Ma non lo fanno. Nemmeno il tempo di alzarci per guadagnare l’uscita, ed ecco le nostre sedie sono già state occupate. E le norme anti-Covid? E la sanificazione? Pensiamo alla Palermo in zona rossa, ai ragazzi ‘scoperti’ Arenella, nell’ex zona industriale, beccati per assembramento. Pensiamo ai droni, pronti a sanzionare chi si avventurerà a Mondello. Addosso ai cittadini che si assembrano e non rispettano le norme anti-Covid… E poi… Ci chiediamo in quante altre chiese, stamattina, potrebbe essere successo quello che abbiamo visto. Tutto normale, allora? I ragazzi debbono stare chiusi in casa, controllati con i droni. Mentre gli adulti, nelle chiese, danno un grande esempio…

 

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