Sicilia: più migranti, più varianti del virus ed economia bloccata? Non è una certezza: è una probabilità / MATTINALE 540

Sicilia: più migranti, più varianti del virus ed economia bloccata? Non è una certezza: è una probabilità / MATTINALE 540
1 aprile 2021
  • Il Governo Draghi annuncia chiusure per Aprile mentre in Sicilia continuano ad arrivare migranti 
  • E’ già stato accertato che la variante nigeriana è arrivata nella nostra Isola con i migranti
  • Dall’inizio dell’anno sono arrivati in Sicilia oltre 5 mila migranti 
  • Le varianti del virus possono vanificare vaccini, plasma iperimmune e anticorpi monoclonali 
  • Non ci sono solo probabilità: c’è anche la certezza che l’economia rischi il collasso
  • La Sicilia non ha bisogno di nuove restrizioni: al contrario, deve far ripartire tutte le attività economiche: turismo e ristorazione in testa 

Il Governo Draghi annuncia chiusure per Aprile mentre in Sicilia continuano ad arrivare migranti 

Mentre il Governo nazionale annuncia un mese di Aprile di chiusure, alla faccia dell’economia che sta morendo, in Sicilia continuano ad arrivare migranti. Sono arrivati a Lampedusa dalla Tunisia; e sono arrivati anche in provincia di Siracusa, a due passi dalla Riserva naturale di Vendicari, nella spiaggia di Calamosche. Da quello che si ipotizza, i 68 migranti arrivati nel Siracusano sarebbero partiti dall’Afghanistan e dall’Iraq e si sarebbero imbarcati in Turchia. Anche in questo caso – come per la Libia e la Tunisia – ci sarebbero organizzazioni criminali che organizzano questi viaggi in mare guadagnando una barca di soldi. La meta è la Sicilia, che i criminali che gestiscono questa particolare forma di commercio umano, considerano una sorta di base operativa con tanti di ‘assistenza’. La storia che i migranti si avventurano in mare con imbarcazioni di fortuna è una balla: al contrario, dietro c’è un’organizzazione che scorta queste imbarcazioni fin sotto le coste del Siracusano (quando arrivano, con molta probabilità, dalla Turchia) o fino a Lampedusa (quando arrivano dalla Libia e dalla Tunisia). E certe volte – ma questi sono i migranti più ricchi – partendo dal Nord Africa – vengono scortati fin sotto le coste della Sicilia meridionale: in questi casi le spiagge dell’Agrigentino sono le più gettonate). Non è vero che tutto è affidato al caso: al contrario, è tutto programmato. Con le strumentazioni satellitari di oggi è possibile monitorare il tragitto di una qualunque imbarcazione che parte dal Nord Africa o dalla Turchia per arrivare in Sicilia. E’ tutto programmato: tutti sanno tutto e tutti fanno finta di non sapere…

E’ già stato accertato che la variante nigeriana è arrivata nella nostra Isola con i migranti

Il risultato è che sono arrivati altri 68 migranti nel Siracusano e 59 tunisini a Lampedusa. All’Hotspot di Lampedusa, in questo momento, ci sono 91 migranti che verranno trasferiti in Sicilia. Ha senso mentre la nostra Isola si trova in zona arancione, con restrizioni per famiglie e imprese, che continuino ad arrivare migranti? A nostro avviso è una follia. Ed è una follia perché i migranti sono potenziali portatovi di mutazioni del virus. E’ una certezza matematica che i migranti portino varianti? No, è una probabilità. O meglio, è una probabilità che si è già verificata. Leggiamo un nostro articolo dello scorso 22 Marzo, grosso modo dieci giorni fa: “Lo scriviamo da quasi un anno: durante una pandemia va ridotta al minimo, se non bloccata, la libera circolazione delle persone. Non si tratta di un approccio ‘ideologico’, ma logico. Perché i microrganismi patogeni si spostano con le persone. Per questo non siamo stupiti dalla presenza, in Sicilia, della cosiddetta variante nigeriana arrivata con un  migrante di 16 anni. La notizia la leggiamo sul Giornale di Sicilia: “Si tratta di un migrante di 16 anni, ricoverato da una decina di giorni nel reparto di Malattie infettive del Policlinico Martino di Messina, dopo la fuga da uno Sprar insieme a un amico, anch’egli contagiato (ma dal ceppo originario del virus) e in degenza nella Città dello Stretto, al Covid center di Villa Contino. Il caso è stato individuato nel laboratorio di diagnostica molecolare dell’ospedale attraverso sequenziamento genetico. L’Asp ha già rintracciato alcune persone entrate in contatto con il minorenne e adesso in attesa del risultato dei tamponi che, in caso di positività, saranno analizzati dal laboratorio del Policlinico”. E’ una certezza matematica che questa variante nigeriana del virus si diffonda in Sicilia? No: è una probabilità. Ma la probabilità cresce al crescere del numero di migranti che arrivano in Sicilia.

Dall’inizio dell’anno sono arrivati in Sicilia oltre 5 mila migranti 

Ricordiamo che dall’inizio del nuovo anno, in Sicilia, sono arrivati oltre 5 mila migranti. Il numero esatto lo leggiamo in un articolo del quotidiano Il Tempo: “Sono sempre più le varianti che arrivano dai Paesi esteri e molti Stati si proteggono come possono limitando viaggi e chiudendo confini del proprio Paese. Non l’Italia, che proprio in questo periodo critico è tornata a registrare un boom di ingressi di migranti clandestini (i cosiddetti profughi sono una minoranza assoluta) come non si vedeva da quattro anni, dal 2017. Dall’inizio dell’anno – cioè dall’1 Gennaio 2021 – sono arrivati con i barconi 5.668 migranti contro i 2.553 dell’anno scorso nello stesso periodo e i 271 del 2019. La cifra è superiore anche ai 5.247 migranti del 2018, in mesi in cui l’Italia era in condizioni simili a quelle vissute a Febbraio: in uscita il governo di Paolo Gentiloni e nuovo governo tutto da formare. Il vero boom di sbarchi questa volta è avvenuto a Febbraio: 3.895 contro i 1.211 dello stesso mese nel 2020 e addirittura i 60 registrati a Febbraio 2019. Anche Marzo inizia malissimo con 734 migranti già sbarcati contro i 241 degli stessi giorni del 2020 e i 262 dell’analogo periodo nel 2019”.

Le varianti del virus possono vanificare vaccini, plasma iperimmune e anticorpi monoclonali 

“La variante nigeriana, come tutte le varianti – leggiamo in un di Star Magazine – presenta diverse mutazioni, alcune specifiche, altre presenti anche in altre varianti di Covid-19. La mutazione specifica della variante nigeriana, rinominata dagli scienziati Q677H, è presente nella proteina Spike, quella utilizzata dai vaccini di ultima generazione. La variante B.1.525 presenta anche 3 mutazioni in comune con la variante inglese, tra le quali la 501Y quella responsabile di una maggiore virulenza, e una, la E484K, con la variante sudafricana e variante brasiliana del Covid-19″. E ancora: “Dalle simulazioni è emerso che la mutazione Y501 permette al virus di legarsi alle cellule umane con maggiore facilità e di rimanerci legato in modo più saldo e quindi di attaccarle in modo più efficace. Da questo si presume che derivi la sua maggiore virulenza. La variante nigeriana condivide la mutazione E484K con quella brasiliana e sudafricana. Allo stesso modo, dunque, potrà essere più difficile da contrastare con le terapie che si basano sugli anticorpi. È altamente probabile, secondo gli studiosi, che questa mutazione conferisca una elevata resistenza a plasma iperimmune, anticorpi monoclonali e vaccini. Sulla resistenza ai vaccini, aumentata dalla mutazione E484k, il COVID-19 Genomics UK (COG-UK) Consortium ha pubblicato uno studio che evidenzia la resistenza al vaccino a mRNA Pfizer BNT162b2″.

Non ci sono solo probabilità: c’è anche la certezza che l’economia rischi il collasso

E’ una certezza matematica che la variante nigeriana del virus SARS-CON-2 si diffonda in Sicilia e nel resto d’Italia vanificando i vaccini ed altri possibili rimedi per combattere la malattia come plasma iperimmune e anticorpi monoclonali? No: è una probabilità. Che aumenta all’aumentare del numero di migranti che arrivano in Sicilia e in Italia. Allora abbiamo solo probabilità e nessuna certezza? No, ci sono anche le certezza. E’ una certezza che chi gestisce il traffico di persone in Libia, in Tunisia e adesso anche in Turchia stia guadagnando una barca di soldi. E’ una certezza che l’economia italiana e siciliana – con riferimento soprattutto alle attività turistiche e alla ristorazione, ma non solo – sia in gravissima crisi. E’ una certezza che chi in Italia gestisce i centri di accoglienza migranti abbia ricevuto a continui a ricevere sodi dallo Stato italiano. Abbiamo appurato che il Governo Draghi non sta erogando congrui ristori alle imprese italiane: i ristori del Governo Draghi non coprono il 60% dei ricavi, ma meno del 5%! Ebbene, sarebbe interessante sapere quanto ha speso lo Stato italiano dall’Aprile dello scorso anno – quando è ricominciato il grande affare dei migranti – fino ad oggi tra navi affittate per la quarantena dei migranti, pe i centri di accoglienza migranti e, in generale, per i costi (e tra questi costi vanno calcolati anche il costo del trasferimento dei migranti da Lampedusa a Porto Empedocle su navi private e gli aiuti ai Comuni dove arrivano i migranti).

La Sicilia non ha bisogno di nuove restrizioni: al contrario, deve far ripartire tutte le attività economiche: turismo e ristorazione in testa 

Che dire, allora? Che, ancora una volta, assistiamo al paradosso. Mentre si continuano a penalizzare le attività economiche della Sicilia e, in generale, dell’Italia, perché c’è il Covid, si consente l’arrivo di migranti che possono aggravare lo scenario Covid, contribuendo a penalizzare, se non a bloccare le attività economiche. Ribadiamo: l’arrivo di migranti e l’aumento di varianti non è un’equazione di primo grado: è una probabilità che, però, si sta già verificando. Nel Regno Unito si stanno chiudendo a riccio sfruttando la condizione di insularità, puntando su consumi interni per sostenere l’economia. In questo caso la campagna di vaccinazione con vaccini che non boccano la circolazione del virus, ma riducono gli effetti della malattia (che poi sono i vaccini attuali) ha un senso, soprattutto se riescono a vaccinare 800 mila persone al giorno senza creare caos. Vaccinare 200 mila persone al giorno, spesso nel caos, mentre migranti, turisti e crocieristi scorrazzano si potrebbe rivelare un’inutile perdita di tempo. Così facendo si continua a distruggere l’economia, con particolare riferimento alle attività turistiche e alla ristorazione con tutto l’indotto. Non solo. La crisi di questi due settori provocherà inevitabilmente una riduzione dei consumi che colpirà quasi tutti gli altri settori economici. E’ una certezza matematica? No, è una probabilità. Che, però, sta cominciando a verificarsi, come testimoniano le manifestazioni di protesta degli imprenditori siciliani dei giorni scorsi. Noi abbiamo grande rispetto dell’inchiesta della Magistratura di Trapani sui dati relativi al Covid. Il problema è che la Sicilia non ha bisogno di nuove restrizioni, di nuovi blocchi delle attività economiche e di nuove zone rosse. La Sicilia deve riaprire tutte le proprie attività economiche. Ma se si diffonderanno le varianti del virus portate nella nostra Isola da chi arriva da fuori, ebbene, questo non avverrà: e questa non è una probabilità: al contrario, è una certezza matematica.

Foto tratta da La Sicilia    

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