Fondi per l’agricoltura: le Regioni del Nord vogliono scippare 2 miliardi di euro alle Regioni del Sud e alla Sicilia

Fondi per l’agricoltura: le Regioni del Nord vogliono scippare 2 miliardi di euro alle Regioni del Sud e alla Sicilia
1 aprile 2021
  • Ma il Ministro grillino Patuanelli lo sa che il Movimento 5 Stelle ha fatto il pieno di voti al Sud? 
  • L’attacco di Franco Calderone (Equità Territoriale): “Gli agricoltori siciliani non debbono più votare PD, Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle” 
  • La lettera al Ministro degli assessori all’Agricoltura delle Regioni del Sud, più Regione Umbria 
  • Già oggi le agricolture del Nord Italia prendono più fondi delle agricolture del Sud: e adesso, siccome c’è la crisi, gli vogliono scippare 2 miliardi di euro! 
  • L’imbroglio: rivedere il II pilastro (per favorire il Nord) e lasciare inalterato i I pilastro (sempre per favorire il Nord)
  • Ma quanto sono intelligenti i nostri amici del Nord? Pensano veramente che al Sud e in Sicilia siamo tutti stupidi?  
  • I senatori e i deputati del Movimento 5 Stelle eletti nel Sud e nella Sicilia sono d’accordo con il Ministro grillino Patuanelli?    

Ma il Ministro grillino Patuanelli lo sa che il Movimento 5 Stelle ha fatto il pieno di voti al Sud? 

Avete presenti i grillini, quelli che alle elezioni politiche del marzo 2018 hanno preso una barca di voti al Sud e in Sicilia? Ebbene, un Ministro del Movimento 5 Stelle – Stefano Patuanelli, Ministro delle Politiche agricole, tristino – potrebbe decidere su un eventuale scippo di 2 miliardi di euro di fondi agricoli al Sud e alla Sicilia. Quello che sta succedendo lo illustra molto bene il coordinatore del Movimento Equità Territoriale in Sicilia, Franco Calderone: “Il Partito Unico del Nord composto da PD, Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle vuole scippare al Sud e alla Sicilia anche i fondi per l’agricoltura. Equità Territoriale si opporrà in tutte le sedi a questa nuova rapina. Il nostro Movimento ha già preso una posizione ufficiale su questa ennesima vergogna che riprendiamo. ‘Il Nord rapina il Sud anche sui finanziamenti all’Agricoltura. Più soldi ai ricchi ed a morte i poveri. Altri 2 miliardi di euro in meno al Sud rapinati dal Nord. Le Regioni toscopadane all’attacco stravolgendo ogni criterio di Equità e sbeffeggiando i criteri europei di riparto dei finanziamenti. L’Unione Europea con il Fondo Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale assegna all’Italia una consistente somma per riparare a situazioni di disagio e di arretratezza economica, per bilanciare il reddito in agricoltura per le Regioni più povere. L’Italia invece con le Regioni del Nord, con a capo l’Emilia Romagna del PD ed il Veneto della Lega, stravolgono i criteri di attribuzione risorse del FEASR a vantaggio delle Regioni più ricche d’Italia. D’ora in poi vale la regola anche in Agricoltura. Il Nord più ricco prende più soldi pubblici del Sud più povero. Le Regioni del Nord si sono messe d’accordo per cambiare i parametri di ripartizione dei finanziamenti comunitari per far arrivare maggiori risorse al Nord, a svantaggio delle Regioni del Sud. Dopo un tentativo di mediazione (!!!!!) della Regione Puglia le Regioni del Nord hanno opposto un netto rifiuto ed il Ministro dell’Agricoltura Patuanelli (di Trieste) ed il vice Ministro Centinaio (di Pavia) stabiliscono che la maggioranza vince e quindi le Regioni del Nord prendono più risorse alla faccia delle Regioni del Sud. I criteri che saranno utilizzati sono la Produzione lorda vendibile, la SAU, la superficie forestale, il numero delle aziende agricole e in ultimo la popolazione nelle aree rurali. PD, LEGA e M5S coalizzati per rapinare risorse in Agricoltura dell’Unione Europea a vantaggio del Nord e boicottando il Sud. 2 miliardi in meno alle Regioni del Sud. Ancora una volta si conferma quanto è ingiusto questo Stato, quanto è ingiusto questo Paese. Non fermiamoci a protestare. Il Movimento 24 Agosto – Equità Territoriale attiverà tutte le iniziative possibili per rimuovere questo ulteriore scempio nel campo dell’Agricoltura’”.

L’attacco di Franco Calderone (Equità Territoriale): “Gli agricoltori siciliani on debbono più votare PD, Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle” 

“A questo – precisa Franco Calderone – va detto che non è vero che il Sud non utilizza i fondi in agricoltura. Stanno solo cercando di fare passare il Sud e la Sicilia come territori incapaci di utilizzare i fondi europei destinati all’agricoltura. E’ solo una volgare e truffaldina scusa per derubarci anche una quota consistente di fondi a sostegno del settore agricolo. Questa vicenda deve servire a tutti gli agricoltori del Sud e della Sicilia che ancora votano PD, Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle a capire che non debbono più votare per questi partiti. Votare per questi partiti significa votare in favore di chi cerca di affossare il Sud e la Sicilia e, in questo caso, chi sta cercando di penalizzare gli agricoltori del Sud e della Sicilia”. In realtà, il Ministro Patuanelli, prima di decidere cosa fare, dovrebbe verificare se nella Conferenza Stato-Regioni c’è l’unanimità su un provvedimento così importante. E siccome l’unanimità non c’è, il Governo – in questo vaso il Governo Draghi con il Ministro grillino Patuanelli – provocherebbe una spaccatura che favorirebbe le Regioni del Nord Italia e penalizzerebbe le Regioni del Sud e la Sicilia (in realtà, contro lo scippo di questi fondi, oltre a Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia c’è anche l’Umbia). Se dovesse avvenire una cosa del genere – e noi non ci crediamo, non ci possiamo credere – non solo gli agricoltori del Sud e della Sicilia, ma tutti gli abitanti del Sud e della Sicilia non avrebbero motivo di votare ancora PD, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega. Sarebbe anche interessante, in questa fase, sapere qual è la posizione di Fratelli d’Italia: giusto per capire se questo partito fa parte del Partito Unico del Nord (PUN), o se è anche interessato al Sud e alla Sicilia.

La lettera al Ministro degli assessori all’Agricoltura delle Regioni del Sud più Regione Umbria 

Sulla vicenda c’è anche una lettera degli assessori all’Agricoltura delle Regioni Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Umbria. E’ una missiva indirizzata al Ministro delle Politiche agricole. “Gentile Ministro – leggiamo nella lettera – facciamo seguito e riferimento alla proposta di ripartizione dei fondi assegnati all’Italia nel settore dello sviluppo rurale (Fondo FEASR) per gli anni 2021 e 2022 che il Suo Capo di Gabinetto, con propria nota del 23 marzo 2021, n. 0137532, ha trasmesso alla Segreteria della Conferenza Stato-Regioni, al fine di acquisire l’intesa ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Come rappresentato durante la seduta della Commissione Politiche Agricole tenutasi ieri, 30 marzo 2021 (l’altro ieri per chi legge ndr), siamo ad esprimere il nostro totale dissenso sulla proposta ministeriale che troviamo del tutto incomprensibile nel merito e proviamo a spiegargliene le ragioni. La proposta pervenuta parte dal presupposto di utilizzo dei parametri per la ripartizione dei fondi FEASR definendoli “oggettivi” come se fossero portatori di una verità scientifica. L’utilizzo del termine “oggettivo” viene fatto passare come se fosse un equivalente del concetto
che l’adozione di siffatti criteri renda giustizia a tutte le Regioni. L’ipotesi logica da cui muove questa osservazione è che si tratta di un criterio in grado di allocare le risorse in maniera equa, visto che si tratta di criteri già utilizzati in altre circostanze e cioè per l’applicazione delle risorse assegnate per il de minimis. Se vanno bene per un’applicazione, dicono alcune Regioni, allora vanno bene anche per la ripartizione di un Fondo SIE quale il FEASR. Ma siamo sicuri che la logica del de minimis sia la stessa che accompagna la distribuzione
del FEASR tra le diverse aree del nostro Paese? A NOSTRO AVVISO OVVIAMENTE NO! Si ricorda che l’aiuto de minimis è utilizzato in agricoltura, di norma, per soddisfare esigenze emergenziali, dovute spesso a calamità naturali e/o a epizoozie e quindi volte al risarcimento di un danno. In sede di riparto del plafond nazionale de minimis si sono utilizzati criteri di riparto che, tenendo conto del peso della Produzione lorda vendibile (PLV), hanno privilegiato le Regioni che utilizzano frequentemente tale strumento sia perché possono contare su risorse proprie sia perché in tali regioni si concentrano le principali produzioni agricole nazionali”.

Già oggi le agricolture del Nord Italia prendono più fondi delle agricolture del Sud: e adesso, siccome c’è la crisi, gli vogliono scippare 2 miliardi di euro! 

“Le risorse del Feasr, invece – prosegue la nota degli assessori all’Agricoltura delle Regioni Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Umbria – sono esclusivamente destinate a colmare il divario tra le aree più ricche ed evolute e le aree più povere e marginali, come del resto sostiene lo stesso Commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski. Quindi, la ricerca di nuovi criteri deve, a nostro avviso, basarsi non solo su criteri “oggettivi” ma soprattutto “idonei” a rispondere agli obiettivi generali dello sviluppo rurale. Del resto la stessa UE ha assegnato agli Stati Membri per tutto il periodo 2021-2027 le risorse per lo sviluppo rurale interamente sulla base del cosiddetto “criterio storico”. “E’ vero, viviamo un momento in cui l’economia del nostro Paese segna un forte arretramento a causa delle conseguenze del Covid e quindi è comprensibile che la battaglia per acquisire risorse pubbliche diventi più aspra. Tuttavia, questa scelta rischia di confermare una tendenza che si è affermata negli ultimi anni: al di là degli intenti annunciati di riequilibrio tra le aree del Paese, che pure sarebbero auspicabili, in questi anni non è stato fatto nemmeno quanto si sarebbe dovuto fare e cioè ripartire la spesa pubblica nazionale per il settore agricolo in maniera più equa. Il dato incontrovertibile è che oggi le risorse nazionali per l’agricoltura si concentrano maggiormente nelle aree forti del Paese mentre dovrebbe invece essere fatto il contrario. L’attuale proposta ministeriale toglie dalla disponibilità delle regioni più svantaggiate, risorse che pure sono, ontologicamente, destinate ad esse, indirizzandole verso i territori più sviluppati con effetti notevolissimi sull’aumento dei divari tra i territori agricoli e rurali. Pertanto, riteniamo che l’ipotesi proposta di riparto delle risorse FEASR per il biennio di transizione 2021-2022 appare ingiustificata, nonché ulteriormente penalizzante nei confronti del comparto agricolo delle regioni che rappresentiamo, con impatti preoccupanti sulla tenuta economico-sociale dei territori rurali delle nostre regioni”.

L’imbroglio: rivedere il II pilastro (per favorire il Nord) e lasciare inalterato i I pilastro (sempre per favorire il Nord)

“Evidenziamo, inoltre – prosegue la lettera – il profondo disappunto per una proposta che non lascia emergere alcun elemento di analisi globale della totalità dei fondi PAC (I e II pilastro) per il periodo 2021- 2022, cioè non vi è alcuna traccia di valutazione tecnica e/o politica sull’impatto economico e sociale che avrebbe la proposta nei territori agricoli e rurali del Paese. Infatti, tale proposta non tiene conto che il Reg.UE 2020/2220 ha prorogato per il periodo 2021 e 2022 non solo i programmi di sviluppo rurale ma anche l’attuale regime dei
pagamenti del primo pilastro della PAC (pagamenti diretti, convergenza interna, riserva nazionale, pagamenti accoppiati, ecc). Il citato Regolamento prevede (all’articolo 9) una serie di decisioni che il sistema delle Regioni non ha ancora discusso se confermare o eventualmente modificare rispetto agli accordi assunti per il periodo 2014-2020 per i pagamenti sul 1° pilastro della PAC. Anzi si fa notare che la prima decisione che l’Italia avrebbe dovuto assumere e comunicare alla Commissione europea entro il 19 febbraio 2021 era quella di proseguire la convergenza interna dei titoli PAC verso un valore medio nazionale. Ciò non è stato fatto e di conseguenza la convergenza interna si è interrotta lasciando invariato il valore dei titoli basati su diritti storici risalenti ad oltre 20 anni fa, mantenendo le disparità tra le imprese con titoli alti rispetto ad altre con titoli più bassi. Tali decisioni sono strettamente connesse alle scelte dei criteri di riparto delle risorse dello sviluppo rurale. In passato, per ragioni di equità e di equilibrio territoriale, si sono condivise scelte tra le regioni volte a compensare le risorse del primo pilastro della PAC con quelle dello sviluppo rurale. Scegliere oggi di ripartire le risorse dello sviluppo rurale in base ad un nuovo criterio senza che vi sia stato parimenti un confronto sulle scelte da prendere sul primo pilastro della PAC rischia di creare disparità tra regioni falsando gli accordi fino ad oggi presi sul sostegno alla politica agricola nelle diverse Regioni.
Se poi si analizza la situazione da un punto di vista economico, la proposta ricevuta determina un impatto preoccupante sul piano finanziario dei PSR delle nostre regioni mettendo a rischio le politiche di investimenti e di tutela dell’ambiente e dei territori rurali coinvolti. La proposta, se applicata secondo la citata nota ministeriale, causerebbe per i nostri PSR una perdita di risorse finanziarie complessiva di € 407.407.433”.

Ma quanto sono intelligenti i nostri amici del Nord? Pensano veramente che al Sud e in Sicilia siamo tutti stupidi?  

La questione relativa al I e II pilastro in materia di interventi in agricoltura merita un’ulteriore precisazione per capire quanto sono furbi i nostri amici del Nord. I quali – insieme con il Ministro triestino Patuanelli e con il vice Ministro Lombardo Centinaio – vorrebbero rivedere il II pilastro, cioè i Piani di sviluppo rurale (Psr), ma non vogliono toccare il I pilastro che da vent’anni consente alle Regioni del Nord di intercettare fondi che sono, in media, dieci volte maggiori dei fondi che vanno alle Regioni del Sud (questo perché la ripartizione tra le Regioni italiane dei fondi del I pilastro è stata calcolata circa un ventennio addietro sulle rese che al Sud erano molto basse e al Nord erano alte: ebbene, questa ‘lettura storica’ è stata solo in minima parte mitigata dalla ‘convergenza parziale’ che continua a favorire smaccatamente le Regioni del Nord Italia! Logica vorrebbe che venissero rivisti entrambi i pilastri: se si facesse così, le Regioni del Nord ci perderebbero, perché i soldi in più che prenderebbero dalla rivisitazione del II pilastro sarebbero inferiori ai soldi che dovrebbero lasciare alle Regioni del Sud con la rivisitazione del Ipilastro. Da qui la furbata: rivedere solo il II pilastro e lasciare inalterato il I pilastro, come se al Sud e in Sicilia fossimo tutti stupidi, mentre loro, gli amici del Nord, sono sempre più intelligenti!

I senatori e i deputati del Movimento 5 Stelle eletti nel Sud e nella Sicilia sono d’accordo con il Ministro grillino Patuanelli?    

“La posizione ministeriale appare fuori da ogni logica di esigenza di riequilibrio territoriale socio-economico e finanziario – scrivono giustamente gli assessori all’Agricoltura delle Regioni Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia – peraltro ancor più incomprensibile se applicato ai fondi Next Generation EU, la cui ripartizione tra Paesi Ue risponde a esigenze totalmente diverse da quelle volte a promuovere le economie più performanti. In ultimo, sarebbe opportuno capire fin da ora come il Ministero dell’Economia, qualora
si proceda ad un differente criterio di riparto, intenda cofinanziare il FEASR per la quota nazionale. Il MEF deve necessariamente approvare, prima di qualsiasi accordo che approdi in Conferenza Stato Regioni, una differente copertura finanziaria da parte della quota Stato che si determinerebbe a causa di spostamento di risorse tra PSR delle regioni ex convergenza verso PSR delle regioni ex competitività, come è stato ipotizzato nella proposta ministeriale. A riguardo, si fa presente che nella “Legge di bilancio 2021” lo Stato ha già stanziato le medesime quote di cofinanziamento utilizzate per il periodo 2014-2020 per tutti i programmi comunitari compresi quelli relativi ai PSR regionali. Pertanto, la decisione di assumere un diverso criterio di riparto delle risorse FEASR non troverebbe attualmente copertura da parte del MEF. Modificare gli attuali criteri di riparto, quindi, non è una mera operazione matematica. La scelta deve essere ragionata e ponderata sugli effetti che essa produce soprattutto in relazione agli equilibri di equità che faticosamente si sono raggiunti nel tempo considerando le differenti agricolture del nostro Paese. Alla luce degli elementi sopra rappresentati, siamo a chiederLe un urgente incontro presso il suo Dicastero (ovvero in videoconferenza qualora l’emergenza sanitaria non lo consenta) prima che venga convocata la Conferenza Stato-Regioni per l’acquisizione della prevista intesa, con l’intento di addivenire ad una soluzione politica che soddisfi le due differenti posizioni sostenute dalle Regioni, divenute ancor più distanti dopo avere ricevuto la proposta del Suo Capo Gabinetto”. Resta una domanda: i senatori e i deputati del Movimento 5 Stelle eletti nel Sud e nella Sicilia sono d’accordo con il Ministro grillino Patuanelli?

 

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