Emergenza Covid: Paragone (Italexit) parla di “mazzette, sprechi e appalti truccati da Nord a Sud”

Emergenza Covid: Paragone (Italexit) parla di “mazzette, sprechi e appalti truccati da Nord a Sud”
1 marzo 2021
  • Il giornalista – oggi leader di Italexit, formazione che vuole portare l’Italia fuori dall’Unione europea – fa il punto della situazione su “i numeri della vergogna”
  • La grande ‘efficienza’ della Lombardia leghista…
  • A Messina una struttura per l’emergenza sanitaria legata al Covid rimasta incompiuta

Il giornalista – oggi leader di Italexit, formazione che vuole portare l’Italia fuori dall’Unione europea – fa il punto della situazione su “i numeri della vergogna”

Gianluigi Paragone, giornalista, oggi leader di Italexit – formazione politica che si batte per far uscire l’Italia dall’Unione europea dell’euro – racconta in un post “mazzette, sprechi e appalti truccati” nella gestione del Covid. “I numeri della vergogna”, dice. Vicende che vanno dal Nord al Sud Italia e sulle quali indagherebbe la Magistratura. Tante le città coinvolte per un giro di affari di circa 2 miliardi di euro. Storie incredibili che la dicono lunga su come fino ad oggi è stato speso il denaro pubblico all’insegna dell’emergenza sanitaria. Vicenda che alimentano il dubbio che la pandemia sia servita a vari soggetti per guadagnare ‘barcate’ di soldi. Che le multinazionali che producono i vaccini stiano facendo affari d’oro è fuori di dubbio. Ma non ci sono solo i vaccini. L’elenco degli affari è lungo.

La grande ‘efficienza’ della Lombardia leghista…

“L’immagine – scrive Paragone – è quella di un grande sacco in cui le manine di chi ha voluto speculare sul denaro pubblico sono finite dentro”. Il leader di Italexit fa politica e, magari, ha tutto l’interesse a enfatizzare. E a citare le inchiesta di altri giornali, per esempio la Repubblica, che “specifica che i pm di Milano e Roma indagano sulle forniture, quelli di Napoli sui tamponi, mentre in Campania e Sicilia si fa chiarezza sul business degli ospedali da campo temporanei”. In realtà, di soldi, con questa pandemia, ne sono girati tanti. Non a caso l’Italia, in poco più di un anno, ha incrementato il proprio debito pubblico di quasi 200 miliardi di euro. Una somma enorme. E quando girano tanti soldi, si sa, può succedere di tutto. “La prima tangente scoperta risale a un anno fa, a Nichelino alle porte di Torino  – scrive Paragone -. Si trattava di un appalto per la sanificazione di un Comune. Sempre un anno fa, ma a Milano, avevano inizio gli acquisti folli della centrale acquisti del Pirellone (Aria Spa), che si trovava a corto di dispositivi di protezione per medici e infermieri e ‘comprava qualsiasi cosa con procedure di emergenza e senza farsi troppe domande’. Tra Regione, ospedali e aziende sanitarie locali si è arrivati a una spesa di 430 milioni di euro con 457 affidamenti. Repubblica ha ricostruito 8 assegnazioni che non sono andate a buon fine e che hanno portato a un danno per le casse pubbliche’”. Si sa che la Lombardia leghista è molto efficiente…

A Messina una struttura per l’emergenza sanitaria legata al Covid rimasta incompiuta

Ancora Paragone: “Vi è il caso della Enuma Ltd, un’oscura società intermediaria con sede a Hong Kong, che si è aggiudicata un pagamento da 1,6 milioni; poi il caso dell’azienda Sunflower Ltd, sempre con sede a Hong Kong, che ha consegnato merce non conforme. Anche la Surgimill Medical Systems Private Limited, società indiana con sede a Haryana e produttrice di lettini ‘in teoria sanitari’ ha inviato i prodotti ‘privi di qualsiasi certificazione e quindi inutilizzabili’. Riportiamo anche il caso della Eclettica di Turbigo, che aveva ricevuto da Aria 10 milioni sulla fiducia, in cambio della promessa di forniture di dpi che però sono arrivati solo in parte”. Poi ci sono gli ospedali da campo: “Quello degli ospedali temporanei è ‘probabilmente uno dei business più importanti di questa emergenza’, riferisce la Repubblica. A Messina c’è una struttura che è rimasta incompiuta e che ne è diventata emblema. Solo il noleggio di lettini speciali, ognuno al prezzo di 65 euro al giorno, sono costati 85.644 euro. Ma i dieci posti letto previsti dalla nuova terapia intensiva del Covid Hospital non sono mai entrati in funzione, corridoi e stanze vuote, si parla di una Rianimazione fantasma’. Vi erano anche 43 monitor mai estratti dalle rispettive scatole. Gli sprechi sono andati avanti fin quando a novembre Repubblica ha denunciato il caso e i letti sono stati restituiti, mentre i monitor distribuiti agli ospedali della provincia”. E poi altri spechi in Piemonte e in Puglia. Di tutto e di più. E la politica? Beh, il Governo è cambiato e non è corretto chiamare in causa il nuovo presidente del Consiglio, Mario Draghi, che sta cominciando solo ora a muovere le prima pedine. In ogni caso, per il vecchio Governo, vale la solita regola: superato dalla Magistratura.

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