Cosa sarebbero stati Sud e Sicilia senza l’unità d’Italia? Regioni ricche e felici. Parola del comunista Amadeo Bordiga

Cosa sarebbero stati Sud e Sicilia senza l’unità d’Italia? Regioni ricche e felici. Parola del comunista Amadeo Bordiga
22 febbraio 2021
  • Il progetto di Ferdinando II confliggeva con gli interessi della Gran Bretagna
  • Quell’esperimento non s’ha da fare! Deve essere stroncato. E fu stroncato. La chiamarono unità d’Italia.
  • I meridionali amavano i Borbone. E i Borbone amavano i meridionali 

Il progetto di Ferdinando II confliggeva con gli interessi della Gran Bretagna

Insomma: che ne sarebbe stato del Sud se non fosse stato “aggregato” al Nord? Sappiamo solo che, lungi dal rappresentare una sia pur vaga connotazione progressista, il Piemonte savoiardo rappresentava il covo più agguerrito della nascente ideologia reazionario-capitalistica d’Europa. Sappiamo solo che, nell’ottica espansionistica del Piemonte savoiardo e della madre di tutti gli imperialismi, la Gran Bretagna, il progetto di affrancamento iniziato da Ferdinando II era un progetto trasgressivo e confliggente con i loro interessi. E se quel progetto fosse andato in porto? Meglio stroncarlo sul nascere. I “grandi della terra” non potevano consentire che questo esperimento fosse portato a termine in una terra da essi ritenuta selvaggia e retriva come il Mezzogiorno d’Italia.

Quell’esperimento non s’ha da fare! Deve essere stroncato. E fu stroncato. La chiamarono unità d’Italia.

Narra Bordiga: “Attraverso questo processo convenzionalmente definito come la conquista dell’indipendenza, dell’unità e dell’uguaglianza politica per tutti gli italiani, i gruppi più progrediti della classe capitalistica industriale del Nord assoggettarono a sé l’economia della penisola, conquistandosi utili sbocchi e mercati e venendo in molte zone a paralizzare lo sviluppo economico-industriale locale, che, sebbene ritardato, si sarebbe esplicato efficacemente sotto un diverso rapporto di forze politiche… (sottolineatura mia, A.G.). Dunque: la borghesia capitalistica del Nord paralizzò lo sviluppo economico-industriale del Sud. Che ne sarebbe stato del Sud senza l’annessione al Nord? Nulla e nessuno può escludere che quel vero e proprio patrimonio dell’umanità che erano le ricchezze ambientali e naturali del Sud, per merito del “taccagno” e “conservatore” Ferdinando II, si sarebbero conservate (vogliamo dire congelate?) per trasdursi, oggi, in ricchezza straripante per il Meridione e per i meridionali.

I meridionali amavano i Borbone. E i Borbone amavano i meridionali 

E’ solo una ipotesi? Sì, ma… Sappiamo solo che i Borbone non avevano molta dimestichezza con la cultura capitalistico-industriale, con la cosiddetta crescita, col cosiddetto sviluppo, col consumismo che tanto fanno godere quel che resta della sinistra italiana. E dunque, come sarebbe oggi il Mezzogiorno se non fosse stato annesso al Nord? Non lo sappiamo. E’ possibile solo abbozzare qualche ragionevole ipotesi procedendo da un dato ormai fuori discussione: i “reazionari” e “conservatori” Borbone governavano il loro regno con oculatezza, sobrietà, lungimiranza e soprattutto con amichevole approccio verso i loro sudditi. Piaccia o non piaccia, infatti, ad onta di tutte le menzogne somministrate dai vincitori, i regnicoli amavano i loro sovrani. Erano servi sciocchi? Erano incivili? Forse. Ma amavano i loro sovrani. E questi amavano i loro sudditi. Ma quel che più conta è che né questi né quelli avevano invocato l’aiuto del “liberatori” piemontesi.

Amadeo Bordiga A sinistra della questione meridionale, di Antonio Grano, Nordesud Edizioni, pag. 142, 143.

Tratto da Regno delle Due Sicilie.eu

Foto tratta da Glocalmente.it

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