Beppe Grillo e il PD, dopo aver bloccato i dissidenti, devono bloccare la nascita del partito di Conte/ SERALE

Beppe Grillo e il PD, dopo aver bloccato i dissidenti, devono bloccare la nascita del partito di Conte/ SERALE
19 febbraio 2021
  • L’alleanza PD-Movimento 5 Stelle è per certi versi peggiore del normale trasformismo politico italiano di scuola crispino-giolittiana  
  • Le espulsioni di senatori e deputati grillini sono servite per bloccare il secondo pronunciamento della piattaforma Rousseau sul Governo Draghi
  • ‘Placcare’ il nuovo partito di Giuseppe Conte per intrupparlo nel PD
  • I sondaggi farlocchi che celebrano PD e Movimento 5 Stelle
  • Con l’appoggio al Governo Draghi, per dirla alla siciliana, i grillini a purtaru a malafiura! (o aranci ‘nterra)

L’alleanza PD-Movimento 5 Stelle è per certi versi peggiore del normale trasformismo politico italiano di scuola crispino-giolittiana  

Il Movimento 5 Stelle – espressione tragicomica della politica italiana (un comico, in effetti, c’era e c’è ancora) – in queste ore si dimena cercando di darsi un contegno. Sono 15 i senatori espulsi, a cui si aggiungono 21 deputati della Camera, anche loro espulsi per non aver votato in favore del Governo Draghi. Ci sarebbe da sorridere se pensiamo alla storia di questo movimento nato anti-sistema e anti-euro e finito otto le ali del sistema e dell’euro, per giunta all’ombra di Mario Draghi, uno dei personaggi più controversi nella storia del potere dell’Italia repubblicana ‘intrappolata’ nella rete massonica dell’Unione europea. Si potrebbe citare un’opera di Giovanni Verga – Dal tuo al mio – ma forse per i grillini non è nemmeno il caso di scomodare il grande scrittore siciliano. Quello che possiamo dire è che la giravolta di Beppe Grillo e dei parlamentari che ancora gli vanno dietro è qualcosa di più profondo, e per alcuni versi peggiore, del solito trasformismo politico che attanaglia l’Italia dai tempi di Crispi e di Giolitti.

Le espulsioni di senatori e deputati grillini sono servite per bloccare il secondo pronunciamento della piattaforma Rousseau sul Governo Draghi

Ciò che con questo articolo cercheremo di illustrare ai nostri lettori in parte l’abbiamo già scritto nel Settembre del 2019, quando davamo come cosa già fatta la confluenza del Movimento 5 Stelle nel PD. Se torniamo a scrivere di questa vicenda – una storia di decadenza culturale prima che politica – è perché si sono aggiunti due elementi. Il primo elemento l’abbiamo già raccontato ai nostri lettori: ovvero il tentativo di un gruppo, fino ad oggi minoritario, di parlamentari e di attivisti che hanno provato a ‘sfilare’ il controllo del Movimento 5 Stelle a Beppe Grillo, che è il vero padre-padrone di questa fallimentare esperienza politica. La partita è stata giocata sulla piattaforma Rousseau, dove il 60% (con un numero di votanti più basso del solito) ha detto sì al Governo Draghi. Ma siccome si è trattato di un sì imperniato sulla nascita di un Ministero per la transizione economica che non è stato istituito, in tanti hanno chiesto un secondo pronunciamento della piattaforma Rousseau. Con molta probabilità, il secondo pronunciamento avrebbe sancito la sconfitta di Grillo che avrebbe perso la gestione del Movimento. Così i grillini ‘governativi’ ne hanno approfittato per espellere senatori e deputati che hanno votato no al Governo Draghi. In realtà, i parlamentari espulsi sono stati messi alla porta per far saltare la richiesta di un secondo pronunciamento della piattaforma Rousseau. 

‘Placcare’ il nuovo partito di Giuseppe Conte per intrupparlo nel PD

Il progetto di Grillo è sempre quello che noi abbiamo segnalato nel Settembre del 2019: far confluire quello che resta del Movimento 5 Stelle nel PD. Riuscirà l’operazione? Se si bloccherà il secondo pronunciamento della piattaforma Rousseau per metà l’operazione sarà in porto. E l’altra metà? L’altra metà dell’operazione dipenderà da Giuseppe Conte: e se si tratterà del Conte che abbiamo visto all’opera contro Matteo Renzi, beh, Grillo e il PD dovrebbero avere gioco facile. Conte, nel Dicembre dello scorso anno, non solo non ha capito che dietro l’azione di Renzi c’era già il suo sostituto pronto, ma si è lasciato logorare nella ricerca di senatori ‘coraggiosi’ e ‘responsabili’, non intuendo che era tutto un gioco delle parti per metterlo in cattiva luce. Arriviamo al cuore del secondo punto: si dice da tempo che Conte dovrebbe dare vita a un nuovo soggetto politico. Prospettiva che Grillo e il PD – che ormai operano all’unisono – debbono a tutti i costi sventare. Perché un partito fondato da Conte toglierebbe inevitabilmente voti al PD.

I sondaggi farlocchi che celebrano PD e Movimento 5 Stelle

Riusciranno Grillo e il PD a bloccare il progetto di Conte, ammesso che tale progetto esista? Ribadiamo: se il Conte ‘politico’ è quello che abbiamo visto nel ‘duello’ con Renzi, sì. Resta da capire che cosa guadagneranno i parlamentari grillini seguendo Grillo dentro il PD. In termini di ‘lettura’ politica, l’operazione che stanno ‘pilotando’ il padre-padrone dei grillini e il Partito Democratico presupporrebbe un PD al 40% e, magari, con la certezza di governare nella prossima legislatura. Ma il PD è al 18% e, in prospettiva, molto difficilmente vincerà le prossime elezioni. I sondaggi farlocchi danno il PD oltre il 20% e il grillini al 15-16%. Ma a parte che sono sempre meno dei voti del centrodestra, sono, per l’appunto, sondaggi farlocchi. I grillini il 15-16% l’hanno preso alle elezioni europee del 2019, quando avevano combinato la metà dei danni che hanno combinato governando con il PD. Insomma, se i grillini, oggi, riuscissero a prendere il 6-7% sarebbe già un miracolo. Ma prenderanno ancora meno dentro il PD. Probabile che facciano la fine dell’ex Ministro Angelino Alfano.  

Con l’appoggio al Governo Draghi, per dirla alla siciliana, i grillini a purtaru a malafiura! (o aranci ‘nterra!)

Una legge non scritta nelle dinamiche del potere insegna che, in politica, due o più debolezze non danno mai luogo a una forza. Politicamente deboli, PD e Movimento 5 Stelle insieme – a quanto pare pure con Liberi e Uguali – sono destinati a perdere voti e potere. In questo scenario, assolutamente razionale, che cosa potrebbero aver promesso ai parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle per votare sì al Governo Draghi e per confluire nel PD è un mistero. In termini di logica politica, al prossimo ‘giro’ gli attuali parlamentari nazionali grillini andranno tutti a casa: e ci andranno passando alla storia come quelli che hanno sostenuto Mario Draghi… In Sicilia questa si chiama malafiura!

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