Draghi accetta l’incarico con riserva. Per governare con uno schieramento ‘milazziano’?

3 febbraio 2021
  • Mario Draghi è partito con il piede sbagliato. Ha accettato l’incarico con i grillini spaccati. Pensa a un’operazione Milazzo in salsa romana? 
  • Se il Movimento 5 Stelle si spaccherà per fare andare avanti Draghi ci vorranno i voti di Salvini e della Meloni: milazzismo, insomma… 

Mario Draghi è partito con il piede sbagliato. Ha accettato l’incarico con i grillini spaccati. Pensa a un’operazione Milazzo in salsa romana? 

La politica italiana non finisce mai di stupire. Dopo che ieri sera esponenti di spicco del Movimento 5 Stelle hanno detto che non voteranno mai un Governo presieduto da Mario Draghi “L’apostolo delle élite”, lo ha già definito il grillino Alessandro Di Battista – lo stesso Draghi, oggi, dopo l’incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha accettato l’incarico di provare a dare vita a un Governo, ma con riserva. La riserva ci sta tutta, perché noi non capiamo con chi il signor Draghi, tra i grandi protagonisti dei fatti del Britannia, possa pensare di formare un Governo. Per ora gli unici partiti pronti a sostenerlo sono il PD, Forza Italia e Italia Viva di Renzi. E poi con chi? Con una parte del Movimento 5 Stelle? Sarebbe perfetto: significherebbe che, finalmente, i grillini si spaccheranno. Con la Lega di Matteo Salvini, magari con un mezzo appoggio esterno? Magari: così ci liberiamo anche dei leghisti, che si sputtanerebbero per i prossimi cento anni. Con Fratelli d’Italia? Ci sembra improbabile: Giorgia Meloni non ha fatto nascere il Governo di larghe intese e ora va a sostenere l’uomo dei mercati e dell’Unione europea che non morirà mai? Cosa sperano, Draghi e i suoi sostenitori, in un’operazione Milazzo in salsa romana?

Se il Movimento 5 Stelle si spaccherà per fare andare avanti Draghi ci vorranno i voti di Salvini e della Meloni: milazzismo, insomma… 

La verità è che, con il no di tanti grillini, non sarà facile far decollare un nuovo Governo targato Draghi. Da quello che si capisce, una parte dei parlamentari grillini, dopo aver provato la Lega e il PD, vorrebbe addizionarsi anche a Mario Draghi: come si direbbe n Sicilia, trenta e due ventotto! Ma abbiamo la sensazione che se il Movimento 5 Stelle si spaccherà, i governativi – supponiamo Beppe Grillo, Luigi Di Maio e via continuando – saranno una minoranza. Riassumendo, Draghi, in Parlamento, dovrebbe poter contare sul PD, su Forza Italia, sui renziani, su una parte del Movimento 5 Stelle e su eventuali ‘poltronisti’ del gruppo misto. Gli basteranno i voti per avere la maggioranza al Senato? Non lo sappiamo. Certo che se i ‘numeri’ saranno questi, beh, sarà un Governo molto debole. A meno che – lo ribadiamo – Lega e Fratelli d’Italia non decidano di ‘milazzeggiare’, appoggiando il Governo Draghi dall’esterno. E perché dovrebbero farlo? Per farsi logorare e perdere consensi? Che dire, allora? S’ha futtinu iddi!

Foto tratta da ilprimatonazionale.it

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