Il Corecom sulla tragica morte della bimba di Palermo che si è soffocata per una sfida su Tik Tok

Il Corecom sulla tragica morte della bimba di Palermo che si è soffocata per una sfida su Tik Tok
21 gennaio 2021
  • Riflettere sulla pericolosità dei social nelle mani di bambini e adolescenti
  • Preoccupante che l’uso di questa app si sia rafforzato nel contesto dell’emergenza sanitaria
  • “Adottare i provvedimenti più opportuni”
  • Marianna Caronia: “I bambini sono i più esposti”

Riflettere sulla pericolosità dei social nelle mani di bambini e adolescenti

“Il Corecom Sicilia è vicino alla famiglia della bimba palermitana di dieci anni che si è soffocata accettando una sfida su Tik Tok. Segnaleremo formalmente l’accaduto alla Autorità Garante per le comunicazioni chiedendo di adottare i provvedimenti più opportuni”. Lo dice Maria Astone, presidente del Corecom Sicilia (Comitato regionale per le comunicazioni), che aggiunge: “E’ folle provare a soffocarsi sino al limite estremo per una black out challenge, riprendendosi allo specchio e poi pubblicando il video sul social allo scopo di acquisire like. Un gesto tragico che dovrebbe determinare una presa di coscienza e una seria riflessione sulla pericolosità del social al quale si iscrivono bambini, pre-adolescenti e adolescenti. Le istituzioni tutte dovrebbero intervenire, a livello regionale e nazionale, ma soprattutto europeo, per impedire la circolazione di applicazioni tanto diffuse, che risultano particolarmente nocive per i minori e per la loro salute”.

Preoccupante che l’uso di questa app si sia rafforzato nel contesto dell’emergenza sanitaria

Con molta probabilità, quanto accaduto alla bambina di dieci anni è anche il frutto del momento che stiamo vivendo: con i Governi che, nel nome della pandemia, o pensano a chiudere le persone in casa, o non si occupano – nei fatti – dei minori: basti pensare alla riapertura delle scuole, lo scorso Settembre, senza aver preventivamente pensato a un potenziamento dei mezzi pubblici per far viaggiare in sicurezza gli studenti. “Ancor più preoccupante – aggiunge la professoressa Astone – è il fatto che l’uso di questa app si sia ulteriormente rafforzato nel contesto dell’emergenza sanitaria. Negli ultimi 12 mesi, come risulta dall’Osservatorio Agcom, la crescita di Tik Tok è stata nettamente la più elevata tra i social popolari”. Per queste ragioni la presidente Astone ritiene sia “necessario, per un verso, avviare azioni di prevenzione dei rischi connessi al suo utilizzo, indirizzati non solo a minori e adolescenti ma anche alle famiglie; dall’altro, ritiene opportuno che le autorità competenti adottino iniziative per impedire gli effetti pregiudizievoli di tale applicazione. La tutela dei minori non deve essere solo una affermazione di principio. E’ indispensabile verificare quali strumenti utilizzare per evitare che l’uso di Tik Tok possa alterare la capacità di scelta e determinazione dei minori”. Per la cronaca, “TikTok, noto anche come Douyin in Cina, è un social network cinese lanciato nel settembre 2016, inizialmente col nome musical.ly. Attraverso l’app, gli utenti possono creare brevi clip musicali di durata variabile (fino a 15 o fino a 60 secondi) ed eventualmente modificare la velocità di riproduzione, aggiungere filtri ed effetti particolari ai loro video” (Wikipedia).

“Adottare i provvedimenti più opportuni”

“Il Corecom Sicilia, che nel mese di Luglio – leggiamo sempre nel comunicato – ha istituito un Osservatorio Internet e soggetti vulnerabili, ha già dedicato un momento di approfondimento all’impatto del social network cinese sulla vita degli individui, anche in considerazione dell’attenzione dell’Unione europea in relazione al rispetto del Regolamento sulla protezione dei dati personali”. “Abbiamo già in cantiere una serie di iniziative per favorire l’alfabetizzazione digitale dei minori e dei cittadini siciliani – conclude la presidente Astone – e intendiamo anche farci parte attiva in questa incredibile vicenda segnalandola all’Autorità Garante per le comunicazioni e chiedendo di adottare i provvedimenti più opportuni”.

Marianna Caronia: “I bambini sono i più esposti”

Sulla vicenda interviene la parlamentare regionale, Marianna Caronia: “È una tragedia che ci ha giustamente scosso perché ci mette si fronte ad una evidenza che forse abbiamo voluto non vedere: la pandemia e il massiccio ricorso al digitale hanno aggravato una situazione già in bilico con centinaia di persone, adulti e bambini, ormai dipendenti dagli smartphone e soprattutto dai social network in tutte le loro sfaccettature e versioni. È ovvio che fra tutte le vittime, i bambini siano quelli più esposti. Come madre e come amministratrice pubblica mi sento direttamente tirata in causa nel ritenere che dobbiamo tutti prendere posizione e trovare strumenti legislativi e culturali per fermare questa deriva”.

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