Fusaro: il vaiolo più grave del Coronavirus, mai curato con il controllo sociale repressivo

Fusaro: il vaiolo più grave del Coronavirus, mai curato con il controllo sociale repressivo
13 gennaio 2021
  • Il vaiolo: è stato presente mille e 800 anni senza lockdown
  • Per la prima volta si isolano i sani trattati come malati

di Diego Fusaro

Il vaiolo: è stato presente mille e 800 anni senza lockdown

Come ricorda Paolo Borgognone nel suo bel libro “Covid-19”, il virus del vaiolo afflisse l’umanità all’incirca per 1800 anni, dal 165 d.C. (l’anno della “peste antonina”, identificata generalmente con la prima pandemia di vaio-lo), fino al 1979, l’anno dello spegnimento del virus: ebbene, in questi più di 1800 anni di storia non abbiamo registrato un lockdown millenario, né il rocchetto dell’alternanza di “fasi 1” e “fasi 2”, né il congelamento autoritario delle relazioni sociali. Anzi, abbiamo registrato, tra l’altro, il Sacro Romano Impero e la scoperta delle Americhe, il Rinascimento e la Rivoluzione francese, la Riforma protestante e la Rivoluzione russa, la Rivoluzione scientifica e le missioni nello spazio.

Per la prima volta si isolano i sani trattati come malati

Il vaiolo, peraltro, era decisamente più letale rispetto al Coronavirus: si calcola che, nel XVIII secolo, raggiunse una letalità del 30 % (contro quella dello 0,6 % del Coronavirus) e portò alla morte, sempre in quel secolo, di circa 400.000 europei. La civiltà umana, non di meno, non smise di progredire e, appunto, non si condannò all’isolamento domiciliare forzato. Perché questo oggi non sia possibile è un mistero solo per quanti non vogliano ragionare in chiave socio-politica. Del resto, per quel che ne sappiamo, è il primo caso storico di epidemia in cui si isolino i sani e li si trattino a tutti gli effetti come malati (per inciso, i protagonisti del Boccaccio scelgono di isolarsi fuori città senza alcuna costrizione). In ciò sta la chiave di volta della nuova razionalità politica del Leviatano terapeutico. È ovviamente giusto che chi è contagioso sia messo nelle condizioni di non trasmettere il virus ad altri, ma ciò non autorizza a) a trattare l’intera popolazione come se fosse contagiosa e b) a istituire un meccanismo di controllo sociale totale e repressivo.

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