Polemiche per la censura sulla rete, mentre Trump annuncia di voler entrare nel mondo dei social

Polemiche per la censura sulla rete, mentre Trump annuncia di voler entrare nel mondo dei social
13 gennaio 2021
  • Il boom di Telegram
  • I Democratici insistono per l’impeachment a Trump
  • Brogli elettorali: che faranno Rudolf Giuliani e Sidney Powell?
  • Molte le voci contrarie alle censure sui social

Il boom di Telegram

Tante cose stanno cambiando nel mondo in queste ore. Forse la più eclatante è l’abbandono di alcuni social tradizionali da parte di milioni di persone. Motivazioni: le censure. Così si cominciano a contare i passaggi su Telegram. Di questo parla il nostro amico Fonso Genchi che, su Facebook, racconta che Telegram “ha annunciato di aver superato i 500 milioni di utenti, grazie all’arrivo nelle ultime 72 ore di più di 25 milioni di nuovi utenti. 25 MILIONI! Finalmente si ha il primo dato numerico per capire quello che sta succedendo nel mondo. E credo che siamo soltanto all’inizio di questa fuga”. Questo post è di stanotte. Supponiamo che oggi ci saranno nuovi arrivi. Anche il social MeWe sta registrano tante adesioni. Mentre Twitter comincia ad accusare colpi. Insomma, la battaglia in favore di Biden sta costando ad alcuni social tradizionali perdita di utenti e conseguente perdita di soldi.

I Democratici insistono per l’impeachment a Trump

Le ultime notizie che arrivano dagli Stati Uniti d’America raccontano che il vice presidente Mike Pence, ha detto no all’uso del 25esimo emendamento, ovvero all’allontanamento coatto del Presidente Trump dalla Casa Bianca per motivi di salute o perché non ci sta più con la testa. Si sa che i Democratici proveranno a giocare la carta dell’impeachment per mandare comunque a casa Trump prima del 20 Gennaio, ma non si capisce se ci sono i tempi tecnici. In tanti si chiedono il perché di questo accanimento contro Trump da parte dei Democratici. La risposta è abbastanza semplice: perché Trump non ha mollato di un millimetro sulle accuse di brogli elettorali e perché ha già iniziato a lavorare per dare vita a un nuovo social e, in generale, per entrare con i propri mezzi nel mondo dell’informazione. L’ideale, per i Democratici, sarebbe un bell’arresto di Trump per quanto accaduto il 6 Gennaio. Ma lì bisognerà vedere come finirà il processo alle persone arrestate: bisognerebbe dimostrare che li ha inviate Trump o se si è trattato di infiltrati. L’unica cosa chiara è che l’occupazione del Campidoglio ha danneggiato Trump e i parlamentari che sostenevano le ragioni di Trump in Parlamento.

Brogli elettorali: che faranno Rudolf Giuliani e Sidney Powell?

In ogni caso, il fatto che Trump non abbia mollato sulle accuse di brogli elettorali e il suo prossimo ingresso nel mondo dei social e dell’informazione sono due notizie che hanno messo in allarme i Democratici. I quali hanno sì incassato la vittoria ‘postale’ di Biden, ma sanno che cosa faranno adesso due personaggi come Rudolf Giuliani e Sidney Powell. Continueranno ad indagare sui brogli elettorali? Il primo – Rudolf Giuliani – è l’avvocato di Trump, sindaco di New York negli anni ’90 ed è anche un grande investigatore. Negli anni ’80 del secolo passato era famoso proprio per le sue inchieste. La seconda è un avvocato che ha già più volte parlato di irregolarità nelle elezioni presidenziali americane. Entrambi sono due ex procuratori federali di grande esperienza.

Molte le voci contrarie alle censure sui social

I due scenari che abbiamo descritto sono tra loro intimamente legati. le censure sui social, infatti, sono cominciate durante la campagna elettorale per le elezioni americane. Dove i grandi nomi si sono schierati quasi tutti con il Partito Democratico americano, che oggi rappresenta gli interessi del grande capitale e del padronato degli Stati Uniti. Mentre il Partito Repubblicano – o meglio, la parte del Partito Repubblicano schierata con Trump – rappresenta l’anima popolare dell’America. I due fatti – le censure e la fuga di tanti utenti dai social tradizionali – si incrociano.  Con tanti osservatori – che non possono certo essere considerati vicini a Trump – che non hanno affatto preso bene le censure. La situazione è in evoluzione. Vedremo cosa succederà.

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