La variante del virus rilevata nel Regno Unito è presente in otto Paesi europei, Italia compresa/ MATTINALE 545

26 dicembre 2020

La domanda è: il vaccino in distribuzione funzionerà anche rispetto alla mutazione del virus già presente in Italia? Secondo il professore Andrea Crisanti – uno scienziato che si è distinto per onestà intellettuale e indipendenza di giudizio – dovrebbe funzionare. “Ovviamente – precisa Crisanti – bisognerà verificare che le persone vaccinate non si infettino di nuovo” 

Il nuovo ceppo di Sars Cov 2, rilevato e studiato nel Regno Unito, è presente in otto Paesi europei. Tra questi otto Paesi c’è l’Italia. Lo scrive Sputnik Italia. Se ne deduce che gli inglesi hanno avuto il grande merito di avere individuato un problema che nel resto d’Europa è stato ignorato. Perché?

Sembra importante capire se il problema sia stato ignorato perché i sistemi sanitari dell’Unione europea sono carenti, o se è stato ignorato per non creare problemi alla distribuzione del vaccino.

Ricordiamo quanto ha detto nei giorni scorsi il professore Andrea Crisanti, uno scienziato che durante la pandemia si è distinto per onestà intellettuale a indipendenza di giudizio:

“La variante inglese del Covid ha un indice R0 maggiore e questo non è una buona notizia. Sarebbe stata una pessima notizia se avesse avuto anche un’alta virulenza. La versione britannica è apparsa in Spagna quest’estate e da lì, probabilmente a causa dei flussi turistici, si è spostata in Gran Bretagna. Non è chiaro perché si sia diffusa in modo diverso. Ma c’è un fatto da considerare: l’Inghilterra è il Paese in cui si fanno più sequenziamenti al mondo e purtroppo più si cerca più si trova”.

Quindi nel Regno Unito hanno scoperto il nuovo ceppo perché sono più attenti rispetto ad altri Paesi europei e, molto probabilmente, perché gli interessi delle multinazionali farmaceutiche vengono dopo gli interessi della popolazione.

“La scorsa settimana – leggiamo su Sputnik Italia – i funzionari sanitari del Regno Unito hanno annunciato che nel Paese è stata identificata una nuova variante di coronavirus. NERVTAG (New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group), il comitato tecnico scientifico sulla pandemia britannico ha confermato che la nuova variante di coronavirus individuata nel Paese si sta diffondendo ad un ritmo più veloce e richiede maggiore cautela da parte della popolazione. Sebbene la nuova variante del virus, secondo stime preliminari, può essere il 70% più contagiosa del virus SARS-CoV-2 normale, al momento non ci sono informazioni che suggeriscono che sia più pericolosa in termini di decessi o ricoveri”.

Il vaccino funzionerà anche rispetto alla mutazione del virus già diffusa in Italia? Secondo Crisanti il vaccino dovrebbe funzionare, ma lo scienziato ha precisato:

Ovviamente bisognerà verificare che le persone vaccinate non si infettino di nuovo”.

Quindi la prova che il vaccino contro il Cov-19 funzioni anche rispetto alla mutazione del virus presente in otto Paesi europei, Italia compresa, la si avrà quando verrà accertato che le persone che si saranno vaccinate non si infettino di nuovo.

Foto tratta dal Corriere del Ticino

 

 

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