Formazione in Sicilia/ Guzzo: dopo la puntata di Report è tempo di avere Giustizia

16 dicembre 2020

In poco più di sette minuti – tanto è durato il servizio che Report ha dedicato alla Formazione professionale siciliana – sono stati centrati alcuni elementi di questo settore che, secondo il responsabile del SIFUF CONFALI Formazione professionale della Sicilia, dovrebbero essere approfonditi nelle opportune sedi. Anche per assicurare la Giustizia a chi la attende da troppi anni

da Costantino Guzzo
responsabile del SIFUS CONFALI Formazione professionale Sicilia
riceviamo e pubblichiamo 

Non è il moralismo a buon mercato o l’acredine che ci ha spinti a cercare in Report la visibilità mediatica: i fatti, i misfatti e le loro dolorose conseguenze per i lavoratori che rappresentiamo sono la spinta del nostro agire. Non ci fa certo piacere dover chiamare in causa la più grossa organizzazione sindacale italiana con tutta la sua storia e idealità infamate da taluni dirigenti per ottenere giustizia e concludere le nostre pene.

Dal servizio andato in onda su Report si possono evincere almeno 3 grandi atti che hanno dello scandaloso nella gestione dello IAL CISL SICILIA e che chiamano in causa la stessa CISL.

In appena 7 minuti del pezzo andato in onda si è visto e sentito:

1. L’ex Amministratore delegato dello IAL CISL nazionale, Graziano Trere’, ammettere, tenendo le terga sulle spine della seggiola, di aver ceduto a politici siciliani lo IAL CISL SICILIA e, a detta dello stesso Trere’, si sarebbe innanzi ad una poco trasparente transazione atta alla discrezione nel tenere ben nascosti o poco evidenti i soci di tale transazione.

2. Inoltre si è visto e sentito l’ex Direttore delle Risorse Umane, Maria Teresa Ciminnisi, velatamente parlare di “Assunzioni” avvenute in tempi di campagna elettorale in favore e per la ricerca di consenso. Se ben inteso e se logica, grammatica e diritto ancora riescono a coincidere, si sarebbe innanzi alla fattispecie di “Voto di scambio”, reato mentre lo “Scambio di voto” resterebbe illecito morale per cui basterebbe il semplice confessore.

Dopo il momento ilare si passa al dramma familiare del dirigente sindacale “padre di famiglia”! Si è visto e sentito il Responsabile CISL SCUOLA FORMAZIONE regionale, Giovanni Migliore, ammettere candidamente di avere usufruito del “passaggio diretto ad altro ente” perché “padre di famiglia”: lo stesso rappresentante sindacale che non rivendicò per le migliaia di lavoratori licenziati l’applicazione delle norme di tutela e garanzia previste dalla legge regionale n. 25 del 1993 e ribadite nel Contratto nazionale collettivo di lavoro vigente e sottoscritto dalla organizzazione sindacale CISL ai massimi livelli.

A tal punto e viste così le cose, ci si chiede se non sia più procrastinabile l’intervento della Magistratura e il controllo di tutti gli organi di vigilanza ispettiva dal Ministero del lavoro alla Corte dei Conti agli Assessorati regionali interessati.

Qui non si è in presenza di “fumus”, ma si è innanzi ad una area che brucia le carni di migliaia di lavoratori, non fumo ma fatti.

Cosa è accaduto e sempre negato e taciuto nei rapporti fra il sindacato e la istituzione regionale?

È possibile, per onore di verità ed anche per superare le nebbie, appurare se i fatti presentati in quei 7 minuti da Report ravvisano reati perseguibili?

Si tratta di affermazioni importanti proprio per il ruolo dei tre soggetti: titolari di funzioni amministrative, direttive e di rappresentanza sindacale.

La nostra Organizzazione Sindacale ha attivato un percorso di analisi e seria riflessione con i propri legali e i propri esperti. Si vuol capire se ci sono gli elementi e le condizioni per presentare il conseguenziale esposto alle Procure di competenza.

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