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Inquinamento di Milazzo e della Valle del Mela: che ha combinato il Ministero dell’Ambiente con l’AIA?/ SERALE

Una storia semplicemente incredibile che riguarda la raffineria di Milazzo e, per la precisione, i serbatoi di stoccaggio e l’inquinamento del suolo. I cittadini dei Comuni coinvolti in questa brutta storia (Milazzo, altri Comuni e, in generale, la Valle del Mela), tramite l’ADASC, per avere giustizia si sono dovuti rivolgere al TAR Sicilia. E il Ministero dell’Ambiente? E i grillini?  

Cosa stanno combinando al Ministero dell’Ambiente con la Raffineria di Milazzo? Il Ministro Sergio Costa ne sa qualcosa? Ce lo chiediamo dopo aver letto il comunicato dell’ADASC, l’Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini di Milazzo e della Valle del Mela.

“Il verificatore nominato dal TAR di Catania (per la precisione TAR Sicilia sezione di Catania ndr)  – si legge nel comunicato dell’ADASC conferma che i valori limite di emissione previsti nella AIA rilasciata alla Raffineria di Milazzo nel Maggio del 2018 sono, per alcuni inquinanti, meno restrittivi di quelli previsti dall’AIA previgente rilasciata nel Maggio del 2011. Inoltre per le emissioni di alcuni inquinanti da alcuni camini non sono stati prescritti limiti di emissioni”.

Per la cronaca, l’AIA è una sigla che sta per Autorizzazione Integrata Ambientale ed è rilasciata dal Ministero dell’Ambiente. In pratica, l’ADASC ci sta dicendo che i signori del Ministero dell’Ambiente, nel Maggio del 2018, hanno rilasciato un’AIA con prescrizioni meno restrittive rispetto all’Autorizzazione rilasciata, sempre dal Ministero dell’Ambiente, nel 2011. E – cosa veramente stranissima, se non incredibile – come leggiamo nel comunicato, “per le emissioni di alcuni inquinanti da alcuni camini non sono stati prescritti limiti di emissioni”!

Possibile che si possano inquinare i Comuni attorno alla raffineria di Milazzo, a cominciare dallo stesso Comune di Milazzo e della Valle del Mela?

“Nel luglio del 2018 – leggiamo sempre nel comunicato dell’ADASC – i Comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, Merì, con l’intervento ad adiuvandum dell’Associazione ADASC, hanno presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale di Catania avverso il decreto di AIA del 2018, sostenendo che l’autorizzazione rilasciata avrebbe prescritto limiti meno severi dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) previgente o, addirittura, non ne avrebbe prescritti affatto. Quanto sostenuto dai Comuni e dall’associazione ADASC è stato confermato dal verificatore del TAR”.

Ci chiediamo e chiediamo: c’era bisogno di fare intervenire i Giudici amministrativi? Il Ministero dell’Ambiente non poteva intervenire?

“Finalmente è stata fatta chiarezza – dichiara Peppe Maimone, presidente ADASC -. Nel 2018 abbiamo più volte scritto al Ministero dell’Ambiente per evidenziare che l’AIA rilasciata non era in linea con le disposizioni normative -. Ci siamo dovuti rivolgere al Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia per avere conferma che la nuova AIA è meno restrittiva, quindi illegittima. Attendiamo adesso la decisione finale del TAR”.

“Nel frattempo, appresa la decisione del verificatore – leggiamo sempre nel comunicato dell’ADASC – la Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente ha avviato il procedimento di riesame dell’AIA per l’integrazione dei valori limite di emissione di agenti inquinanti, precisamente quelli contestati dai Comuni e dall’associazione ADASC dinanzi al TAR. Riteniamo che l’avvio del procedimento del riesame sia una mossa dei burocrati del Ministero dell’Ambiente in vista dell’udienza che si terrà giorno 17 Dicembre perché hanno la reale preoccupazione che il TAR, vista la relazione, possa dichiarare l’illegittimità dell’Autorizzazione rilasciata alla Raffineria di Milazzo”.

“I cittadini della Valle del Mela – si ribadisce nel comunicato – non possono continuare a subire emissioni inquinanti autorizzate da una AIA illegittima e quindi auspichiamo, a tutela della salute pubblica, che vengano urgentemente ripristinati i limiti in base alla normativa vigente”.

“L’associazione ADASC – dice sempre Maimone – nei giorni scorsi ha scritto al Ministero dell’Ambiente sollecitandolo a concludere con urgenza il riesame dell’autorizzazione della raffineria Milazzo in riferimento ai serbatoi di stoccaggio ed all’inquinamento del suolo alla luce di quanto emerso nel corso della visita ispettiva e delle attività del CTR, a seguito della riscontrata perdita di prodotto idrocarburico verificatosi presso un serbatoio della Raffineria di Milazzo”.

Nel comunicato si legge che, “a seguito della perdita di prodotto idrocarburico il 7 Marzo 2018, nell’Aprile del 2018 Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambentale) ha effettuato un sopralluogo all’interno dell’industria e il Ministero, nel Gennaio del 2019, ha disposto un riesame dell’AIA ma dopo quasi due anni tutto è fermo nei cassetti del Ministero dell’Ambiente”.

Ministro Cosa, ne sa qualcosa?

I parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle  eletti in Sicilia ne sanno qualcosa? (il Ministro Costa, per la cronaca, è stato voluto dai grillini).

I parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle – preoccupati per il Piano per la gestione dei rifiuti – non sono preoccupati per l’inquinamento di Milazzo e della Valle del Mela?

 


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