Il virus SarsCoV2 sta evolvendo per sfuggire al sistema immunitario umano

Il virus SarsCoV2 sta evolvendo per sfuggire al sistema immunitario umano
5 dicembre 2020

Il tema è affrontato in un articolo pubblicato da POPULAR SCIENCE, che riprende i dati di uno studio pubblicati sulla rivista Molecular Ecology  

Il virus Sars-Cov-2 si sta evolvendo per contrastare la risposta immunitaria dell’uomo. La notizia la leggiamo su POPULAR SCIENCE.

“Il virus SarsCoV2 sta evolvendo nel tentativo di sfuggire al sistema immunitario umano – si legge nell’articolo di POPULAR SCIENCE – anche se al momento non ci sono segnali che destino preoccupazione: è quanto emerge dall’analisi della variabilità di oltre 15.000 sequenze virali isolate in varie regioni del mondo durante i primi sei mesi della pandemia. I risultati sono pubblicati sulla rivista Molecular Ecology dai ricercatori del laboratorio di biologia computazionale dell’istituto scientifico Eugenio Medea di Bosisio Parini (Lecco) in collaborazione con l’immunologo Mario Clerici dell’Università degli Studi di Milano e Fondazione Don Gnocchi”.

“Usando diversi approcci computazionali – leggiamo sempre nell’articolo –  gli autori dello studio hanno predetto le regioni delle proteine di SarsCoV2 che vengono riconosciute dal sistema immunitario umano (chiamate ‘epitopi’): in particolare, hanno distinto tra epitopi riconosciuti da anticorpi ed epitopi identificati dai linfociti T. Esaminando i genomi virali raccolti nel mondo, i ricercatori hanno mostrato come le regioni riconosciute da anticorpi in alcune proteine di SarsCoV2 siano particolarmente variabili. Questo indica che, a pochi mesi dall’inizio della pandemia, l’effetto della risposta anticorpale è già osservabile nella popolazione di SarsCoV2 e che il virus sta evolvendo per contrastare tale risposta”.

“Al contrario – leggiamo sempre nell’articolo – le regioni delle proteine di SarsCoV2 riconosciute dai linfociti T non sono particolarmente variabili, anzi lo sono poco, proprio come accade per i coronavirus del comune raffreddore. Una possibile spiegazione è che il virus possa modulare la risposta immunitaria dell’ospite a suo vantaggio e la poca variabilità di queste regioni sia un meccanismo per indurre tolleranza da parte dei linfociti T”.

“Questi dati – conclude l’articolo – indicano che sarà fondamentale monitorare nel tempo la variabilità genomica di SarsCov2 per identificare prontamente la comparsa di nuove mutazioni che possano consentire al virus di eludere la risposta anticorpale, sia quella naturale che quella determinata da un eventuale vaccino”.

Insomma, i vaccini contro il virus potrebbero risultare inefficaci perché lo stesso virus muta. E allora? Una possibile risposta potrebbe essere rappresentata da vaccino genetico a dna, che hanno chiamato Covid-eVax. Il tema è quello della produzione di vaccini in grado di proteggerci anche dai mutanti. Un articolo del giornale WIRED illustra il lavoro della biotech italiana Takis, “che attende per questi giorni il via libera per iniziare la fase 1 della sperimentazione del vaccino Covid-eVax sugli esseri umani”.

“In sostanza – leggiamo sempre su WIRED – si iniettano dei frammenti sintetici di geni del coronavirus e si applica un piccolo impulso elettrico per farli penetrare nelle cellule (elettroporazione) per indurre una reazione immunitaria e dunque la produzione di anticorpi. Uno dei vantaggi del vaccino italiano è che a differenza di altri tipi può essere somministrato varie volte nella vita, nel caso in cui la risposta immunitaria protettiva cali dopo qualche tempo”.

QUI L’ARTICOLO DI POPULAR SCIENCE

QUI L’ARTICOLO DI WIRED

 

 

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