Elezioni americane: ci sono problemi per Biden anche in Georgia e in Nevada

Elezioni americane: ci sono problemi per Biden anche in Georgia e in Nevada
27 novembre 2020

In Georgia l’ex Procuratrice federale, Sidney Powell, ha presentato un faldone di oltre 100 pagine che mette in discussione la gestione e il risultato delle elezioni. In Nevada un Giudice ha accettato che i legali di Trump presentino le prove di presunti brogli elettorali. La situazione si sta complicando 

Eccoci al nostro ormai consueto appuntamento con le elezioni americane. Ieri abbiamo raccontato del Giudice che ha bloccato i risultati elettorali in Pennysilvania. Oggi vi diamo notizie su altri due Stati: la Georgia e il Nevada. non prima di segnalare ai nostri lettori l’imbarazzo in cui ci troviamo.

Sembra, infatti, che esistano due realtà nell’informazione su queste elezioni. La stragrande maggioranza dei media danno come già eletto il democratico Joe Biden. Poi c’è una netta minoranza di media che dà invece spazio ai ricorsi legali dell’attuale Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Noi siamo un po’ messi in mezzo. Per nostra natura andiamo avanti con i dubbi. E siccome i personaggi che contestano sul piano legale l’elezione di Biden sono molto noti e molto bravi, non possiamo ignorarli. Rudy Giuliani, grandissimo investigatore (negli anni ’80 del secolo passato collaborava con Giovanni Falcone nella lotta alle mafie), che uno dei legali di Trump, non ci sembra uno sprovveduto. E non ci sembra sprovveduta nemmeno Sidney Powell, ex procuratrice federale degli Stati Uniti. Se due personaggi come loro formulano accusa di brogli elettorali non possono essere ignorati.

Nei giorni scorsi è sembrato che si fosse consumata una rottura tra Trump e da una parte e Sidney Powell dall’altra parte. Trump, infatti, ha fatto sapere che l’avvocato Sidney Powell non fa parte del suo gruppo di legali. A molti osservatori è sembrata una rottura fra Trump e la Powell. le cose, invece stanno in modo diverso.

Trump ha fatto sapere che la Powell non fa parte del suo gruppo di legali non per sminuire il ruolo dell’ex Procuratrice, ma per rafforzare il suo ruolo in questa vicenda. Sidney Powell – e lei stessa l’ha precisato – non è l’avvocato di Trump, ma l’avvocato ce difende le ragioni del popolo americano.

Detto questo, noi, prima di dare una notizia che leggiamo nei giornali americani, non avendo grande dimestichezza con l’informazione statunitense, a spettiamo che tali notizie vengano prima pubblicate da giornali italiani. In queste ore circolano due notizie che non vediamo su giornali italiani, ma che a nostro avviso sono interessanti. Riguardano, come già accennato, la Gorgia e il Nevada.

La prima la leggiamo su FOX NEWS LIVE. Questo il titolo:

Attorney Sidney Powell files lawsuit seeking Georgia election results be decertified, awarded to Trump&nbsp (L’avvocato Sidney Powell ha intentato una causa per la decertificazione dei risultati delle elezioni in Georgia, assegnata a Trump).

Leggiamo adesso l’articolo:

Attorney Sidney Powell filed a lawsuit in Georgia on Wednesday evening alleging “massive election fraud” that changed the state’s results in the 2020 election. The lawsuit, which names Georgia Gov. Brian Kemp and Secretary of State and Chair of the Georgia State Election Board Brad Raffensperger among the defendants, alleges multiple Constitutional violations, citing fact witnesses, expert witnesses and statistical impossibilities within the election results, and says tens of thousands of votes were impacted — enough to sway the state in favor of projected President-Elect Joe Biden (L’avvocato Sidney Powell ha intentato una causa in Georgia mercoledì sera per accusare “una massiccia frode elettorale” che ha cambiato i risultati dello Stato nelle elezioni del 2020.La causa, che nomina il governatore della Georgia Brian Kemp e il segretario di Stato e presidente del consiglio elettorale dello Stato della Georgia Brad Raffensperger tra gli imputati, accusa molteplici violazioni costituzionali, citando testimoni di fatti, esperti e impossibilità statistiche all’interno dei risultati elettorali, e afferma che le decine di migliaia di voti sono stati influenzati, abbastanza da influenzare lo stato a favore del presunto presidente eletto Joe Biden”).

E ancora:

“The scheme and artifice to defraud was for the purpose of illegally and fraudulently manipulating the vote count to make certain the election of Joe Biden as President of the United States,” the 104-page filing said.
The lawsuit argues there is no adequate remedy under the law and seeks to have the state’s results of both the 2020 presidential and congressional elections set aside. Biden beat President Trump by 12,670 votes, or 0.25%, according to results that were certified by the State of Georgia on Friday (“Lo schema e l’artificio per frodare avevano lo scopo di manipolare illegalmente e in modo fraudolento il conteggio dei voti per assicurarsi l’elezione di Joe Biden come presidente degli Stati Uniti”, ha detto il deposito di 104 pagine. La causa sostiene che non esiste un rimedio adeguato ai sensi della legge e cerca di mettere da parte i risultati dello stato delle elezioni presidenziali e del Congresso del 2020. Biden ha battuto il presidente Trump con 12.670 voti, pari allo 0,25%, secondo i risultati certificati venerdì dallo Stato della Georgia”).

“The lawsuit alleges election software and hardware produced by Dominion Voting Systems Corp., is where the “massive fraud begins,” stating the design and features of the system’s software do not allow for a simple audit of misallocation, redistribution and deletion of votes. There is “incontrovertible physical evidence” that security systems were breached and that voting machines were connected to the internet, a violation of state and federal laws, according to the filing”. (La causa sostiene che il software elettorale e l’hardware prodotti da Dominion Voting Systems Corp è il luogo in cui inizia la “massiccia frode”, affermando che il design e le caratteristiche del software del sistema non consentono un semplice controllo di errata allocazione, ridistribuzione e cancellazione dei voti. Ci sono “prove fisiche incontrovertibili” che i sistemi di sicurezza sono stati violati e che le macchine per il voto erano collegate a Internet, una violazione delle leggi statali e federali, secondo il deposito”.

E vi continuando, come potere leggere nell’articolo. In sintesi, l’avvocato Sidney Powell ha incardinato la causa depositando un faldone di oltre 100 pagine. Vedremo come finirà.

Sul Nevada abbiamo trovato il seguente articolo:

Huge court win lets Trump present ballot evidence, could overturn Nevada result (L’enorme vittoria in tribunale consente a Trump di presentare le prove del voto, potrebbe ribaltare il risultato del Nevada).

Sul Nevada, per la cronaca, ricordiamo di aver letto notizie anche su media italiani:

Trump: Nevada ‘pozzo di voti falsi’, continua la battaglia legale del tycoon 

QUI UN ARTICOLO DE IL PRIMATO NAZIONALE  

In Nevada hanno votato 10.000 non residenti. E Trump attacca: “Biden non ha vinto, tante prove di brogli”

Insomma non siamo stupiti di leggere che “Nella sua prima vittoria in tribunale, un giudice del Nevada ha accettato di lasciare che la campagna di Trump presenti le sue prove” su presunte frodi e illegalità.

Ribadiamo: non non abbiamo grande dimestichezza con la stampa americana. Però abbiamo la sensazione che negli Stati Uniti stiano accadendo molte cose che dalle nostre parti non vengono raccontate. E questo a prescindere da come finirà questa vicenda.

Foto tratta da Tendercapital

 

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