Vaccini: servono per curare le persone o per guadagnare in Borsa?

Vaccini: servono per curare le persone o per guadagnare in Borsa?
23 novembre 2020

Ce lo chiediamo dopo aver letto le parole del professore Andrea Crisanti pubblicate dal quotidiano Il Tempo. lo scienziato, che ha già espresso perplessità sui vaccini, torna a ribadire alle aziende produttrici dei vaccini: “Avete preso un mucchio di soldi pubblici, avete il dovere di mettere a disposizione i dati della sperimentazione”   

Emergenza Coronavirus: i vaccini che ci vorrebbero propinare sono sicuri? Il professore Andrea Crisanti, docente di Microbiologia all’università di Padova, diventato famoso per aver risolto tanti problemi in Veneto e, soprattutto, per non aver mai sottovalutato il COVID-19 torna a manifestare i propri dubbi.

Leggiamo la sua dichiarazione in un articolo sul quotidiano Il Tempo:

“Il virologo Andrea Crisanti a valanga in una lettera al Corriere della sera. Il docente di Microbiologia dell’università di Padova è furioso con Pfizer e Moderna, le aziende che hanno annunciato l’imminente lancio del vaccino per il Covid: avete preso un mucchio di soldi pubblici, avete il dovere di mettere a disposizione i dati della sperimentazione, è il pensiero di Crisanti. Fin qui annunci spot buoni solo per i mercati finanziari dove avete venduto le vostre azioni. I sui colleghi che lo criticano? Bassetti aveva detto che il virus era sparito, dando il via libera a tutti e si è visto quanto ci ha azzeccato. Quelli del Cts? Bravi loro. Hanno spiegato a tutti come mettersi in sicurezza e hanno fatto finire invece tutti ammalati avendo sul groppone anche migliaia di nuovi morti. La storia inchioderà le loro gravi responsabilità, non le mie parole sul vaccino, scrive Crisanti”.

Ancora:

“In una recente intervista a Focus life – dice Crisanti – in risposta alla domanda se mi sarei vaccinato a gennaio ho affermato che non lo avrei fatto fino a che i dati di efficacia e sicurezza non fossero stati messi a disposizione sia della comunità scientifica sia delle autorità che ne regolano la distribuzione. Ho formulato un concetto di buon senso che non esprimeva alcun giudizio negativo sulla bontà del vaccino”.

Crisanti, sempre nella lettera al Corriere della Sera, punta il dito sulla “modalità con cui le aziende produttrici hanno comunicato i risultati raggiunti senza accompagnarli ad una adeguata informazione almeno per quanto riguarda la Fase 3”.

Le aziende produttrici, invece di condividere i dati con la comunità scientifica, aggiunge il docente universitario, “hanno fatto proclami non sostanziati da evidenze”.

E ancora:

“Se le aziende in questione sono in possesso di informazioni che giustificano annunci che possono apparire rivolti in particolare ai mercati finanziari, queste devono essere rese pubbliche anche in considerazione del fatto che la ricerca è stata largamente finanziata con quattrini dei contribuenti”.

Il riferimento è ai guadagni di manager di Pfizer e Moderna che hanno venduto le proprie azioni.

Una stoccata Crisanti la riserva anche ai “custodi della ortodossia scientifica” che “non ammettono esitazioni o tentennamenti, reclamano un atto di fede a coloro che non hanno accesso a informazioni privilegiate. ‘Il vaccino funzionerà’, tuonano indignati. Io sono il primo ad augurarmelo, mi permetto tuttavia di obiettare che il vaccino non è un oggetto sacro. Lasciamo la fede alla religione e il dubbio ed il confronto alla scienza che ne sono lo stimolo e la garanzia”.

Che dire? Che leggendo e ascoltando i video sulla rete abbiamo appurato che chi sta producendo certi vaccini non ha ancora comunicato quanto durerà l’immunità. Tutto questo è normale?

QUI L’ARTICOLO DE IL TEMPO 

 

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