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La pandemia avanza, serve il blocco di tasse, imposte e bollette, altro che pagamento della TARI!/ MATTINALE 511

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E’ inutile che il Comune di Palermo chieda alla Regione i soldi per lo sconto della TARI ai commercianti. La Regione ha un ‘buco’ enorme nei conti 2020 provocato dal mancato arrivo dei fondi POC. Il Comune di Palermo blocchi il Tram e, con i risparmi, aiuti i commercianti. Dopo di che, che gli piaccia o no, il Governo Conte bis si prepari a dichiarare l’anno fiscale ‘bianco’: ovvero il blocco di tutte le tasse e di tutte le imposte. Altro che TARI!

Ieri abbiamo raccontato come, a Palermo, un Comune alla perenne ricerca di denaro per mantenere l’esercito di dipendenti pubblici e i 15 Km di Tram abbia presentato ai commercianti la TARI senza sconti. Tutto questo succede mentre, contemporaneamente, nonostante le chiusure (la Sicilia è zona arancione) la pandemia di COVID-19 continua a crescere: ieri nella nostra Isola sono stati registrati 1837 nuovi positivi, 44 morti e 447 guariti, 426 casi a Catania, 378 casi a Palermo (dati tratti da Blog Sicilia).

La nostra sensazione è che la politica italiana, nel suo complesso, non abbia ancora capito non soltanto che cosa sta succedendo, ma come si agisce quando infuria una pandemia.

La prima cosa da fare è il blocco della libera circolazione delle persone: e questo è stato fatto solo in parte e con grande ritardo.

La seconda cosa da fare è la dichiarazione di anno fiscale ‘bianco’. Che significa sospensione di tutte le tasse e di tutte le imposte. Ma il Governo nazionale, pur avendo indebitato l’Italia per quasi 200 miliardi di euro in un anno, fa finta di non capire.

Il Governo Conte ha promesso ristori di qua e ristori di là. Il problema è che, dopo la prima ondata di pandemia, è arrivata la seconda ondata: che è più pesante della prima già in Autunno, con un grandissimo punto interrogativo sull’Inverno ormai alle porte.

Mentre si parla di immaginifici vaccini presentati come “elisir di lunga vita” da chi li deve vendere e ci deve guadagnare, il virus avanza, nonostante le restrizioni. E non è ancora arrivata l’influenza stagionale, contro la quale si potrà fare ben poco, a parte la solita vaccinazione che in Italia non ha mai fatto grandi numeri.

La cosa più logica – lo ribadiamo – visto che l’attuale Governo italiano ha avuto a disposizione, da Aprile ad oggi, un quantitativo di soldi che nessun Governo del nostro Paese ha avuto a disposizione da quando esiste l’euro, dovrebbe essere il blocco di tasse e imposte e il blocco delle bollette.

Ma di questo non si parla. La Sicilia, in questo scenario, è messa malissimo, perché nella legge regionale di stabilità 2020 ha inserito, d’accordo con il Governo nazionale, soldi che non ci sono: si tratta dei fondi POC (Programma Operativo Complementare) che non sono stati riprogrammati e che non saranno disponibili.

Il fatto che la Regione abbia trasformato questi soldi che mancano in investimenti futuri non significa niente: è solo una trovata contabile per nascondere un ‘buco’ finanziario enorme! 

Morale: la Regione siciliana si ritrova con un ‘buco’ che si trascinerà nella manovra 2021: ‘buco’ che, ovviamente, verrà ‘trascinato’ nell’Aprile del prossimo anno, quando si approverà un’ennesima legge di stabilità regionale farlocca.

La verità è che il Governo regionale di Nello Musumeci, all’atto del proprio insediamento, avrebbe dovuto contestare a Roma gli scippi finanziari operati in danno di 5 milioni di siciliani dal Governo Renzi e dal Governo Gentiloni. Invece il Governo Musumeci, nel Gennaio del 2018, ha addirittura avallato lo scippo dell’IVA alla Sicilia!

I risultati questa scelta politica dissennata sono sotto gli occhi di chi ‘mastica’ un po’ di contabilità pubblica.

Nel frattempo andrà in scena la solita recita: ritardi in alcuni pagamenti, lamentele dei sindacati, le opposizioni (che sanno tutto ma fanno finta di non sapere) che sbraitano, i Comuni che chiedono i circa 300 milioni del 2020 che non vedranno mai, perché questi 300 milioni di euro rientravano nella riprogrammazione dei fondi POC.

Dovrebbe essere il Governo nazionale – che, ripetiamo, ha a disposizione una barca di soldi, frutto di folli indebitamenti – ad aiutare la Sicilia, visto che la riprogrammazione dei fondi POC è stata concordata con Roma. Ma Roma non aiuterà la Sicilia: a Roma, della Sicilia, dal 1860 ad oggi, non gliene mia fregato molto.

Così i Comuni siciliani – che già, nella stragrande maggioranza dei casi, forniscono ai cittadini servizi pessimi – invece di aiutare i cittadini messi alle corde dalla pandemia, cercano di scippargli quanto più possibile tra IMU, TARI e balzelli vari (il Comune di Palermo – e questo è veramente incredibile! – mantiene in vigore la ZTL in piena pandemia, quando i trasporti privati dovrebbero essere incoraggiati e non penalizzati!).

In queste ore il Comune di Palermo chiede alla Regione siciliana i soldi per ridurre la TARI ai commercianti, ben sapendo che i conti economici della Regione, con il citato ‘buco’ della Finanziaria 2020, sono, come si dice dalle nostre parti, muru cu ‘u muru cu ‘u spitali

Invece di perdere tempo a chiedere soldi alla Regione, il Comune di Palermo potrebbe bloccare i 15 km di Tram – già poco utilizzati e oggi utilizzati ancora di meno, visto che le scuole superiori e i licei sono chiusi – e, con i risparmi, ridurre la TARI ai commercianti.

Comunque vorremmo ‘tranquillizzare’ il Comune di Palermo, la Regione e il Governo nazionale che – parlano i fatti – non stanno mettendo nel conto uno scenario che, invece, andrebbe preso in considerazione: e cioè che i problemi provocati da questa pandemia potrebbero protrarsi per tutto l’Inverno. 

Chiedere il pagamento della TARI ai commercianti in questo momento e, in generale, chiedere il pagamento di tutte le altre tasse e di tutte le altre imposte ai cittadini è sbagliato. Il Governo nazionale, visto che a fine anno chiuderà i conti con un indebitamento record di 2 mila e 600 miliardi di euro, dichiari l’anno fiscale ‘bianco’ e lasci in pace chi, come tanti commercianti, ha già i propri guai.

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