Quando Cavour scriveva a Vittorio Emanuele, invitandolo ad “ammazzare” i meridionali e i siciliani

Quando Cavour scriveva a Vittorio Emanuele, invitandolo ad “ammazzare” i meridionali e i siciliani
7 ottobre 2020

Cavour – l’abbiamo scritto e lo ribadiamo – è stato uno dei peggiori nemici del Sud e della Sicilia. Non conosceva l’Italia: né il Sud, né il Nord. Era un malo-francese arrogante e detestava i meridionali pur non conoscendoli. E senza conoscerli li definiva “corrotti”. Dimenticando che i veri corrotti erano invece lui e il suo Piemonte. I primati mondiali del Sud Italia prima della ‘disgrazia’ del 1860 

La storia ci racconta che Camillo Benso, Conte di Cavour, era un uomo politico accorto e moderato. I più informati (o quasi…) ci raccontano che, se non fosse moto un anno dopo la sciagurata unità d’Italia (per la cronaca, Cavour passò a miglio vita nel Giugno del 1861), mai e poi mai i generali-criminali di casa Savoia avrebbero messo a ferro e fuoco il Sud Italia e la Sicilia.

Ebbene, questa è una grande falsità, perché Cavour, al contrario di quello che hanno cercato di raccontarci, non solo considerava il Sud una colonia conquistata, ma – se fosse vissuto – sarebbe stato perfettamente in linea on i generali-criminali di Casa Savoia, da Enrico Cialdini a scendere.

Poche righe di una lettera che Cavour spedisce a Vittorio Emanuele il 14 Dicembre del 1860 – lettera che leggiamo su Malaunità, di P.Aprile, L. Del Boca ed altri – Spaziocreativo edizioni, pag. 64, testo che abbiamo ritrovato su Regno delle Due Sicile.eu – ci danno la misura esatta di che cosa Cavour pensava del Sud, della Sicilia e degli abitanti del Sud e della Sicilia:

“Lo scopo è chiaro; non è suscettibile di discussione. Imporre l’unità alla parte più corrotta e più debole dell’Italia. Sui mezzi non vi è pure gran dubbiezza: la forza morale e se questa non basta la fisica…Ora che la fusione delle varie parti della Penisola è compiuta mi lascerei ammazzare dieci volte prima di consentire a che si sciogliesse. Ma anziché lasciare ammazzare me, proverei ad ammazzare gli altri. Non si perda tempo a far prigionieri”.

E, in effetti, il consiglio di Cavour venne messo in pratica: perché furono tantissimi i meridionali e i siciliani scannati dai piemontesi. E tanti furono anche i prigionieri: basti pensare al lager di Fenestrelle

Insomma, per Cavour, nel 1860, a ‘presunta’ unità d’Italia appena raggiunta, il Sud e la Sicilia erano già “parte più corrotta e più debole dell’Italia”.

Le cose stavano esattamente al contrario, perché se c’erano corrotti, ebbene, quelli erano i piemontesi di Cavour che, per impadronirsi del Regno delle Due Sicilie, non avevano esitato ad allearsi con i criminali dell’epoca della Sicilia, delle Calabrie e della Campania.

E se in Sicilia, durante la farsa dei Mille, i picciotti dell’onorata società non si scoprivano troppo (anche perché non avevano la forza d’animo di combattere: i mafiosi dell’epoca erano solo parassiti), in campania, senza la Camorra, Garibaldi e i garibaldini sarebbero stati presi a calci nel sedere e gettati in mare.

Il Piemonte di Cavour non era soltanto corrotto: era anche uno Stato squattrinato che pagò le spese dell’unificazione derubando il Sud (a cominciare dalle banche della Sicilia e del regno delle Due Sicilie.

Ma Cavour – che non era italiano ma di fatto francese e che non conosceva nulla dell’Italia, nemmeno dell’Italia del Nord (nella sua vita era stato una sola volta in Veneto e Venezia gli era sembrata una città strana e non la capiva) – prende un’altra cantonata quando definisce “debole” il Sud Italia: debole era il Piemonte, Regione nella quale, ai tempi di Cavour, c’erano per lo più vacche e distese di erba medica, mentre il Sud era una delle capitali della cultura europea.

Ecco quali erano i primati del Regno delle Due Sicilie (dati tratti da “Le industrie del Regno di Napoli” di Gennaro De Crescenzo.
I primati del Regno delle Due Sicilie):

1735. Prima Cattedra di Astronomia in Italia
1737. Costruzione S.Carlo di Napoli, il più antico teatro d’Opera al mondo ancora operante
1754. Prima Cattedra di Economia al mondo
1762. Accademia di Architettura, tra le prime in Europa
1763. Primo Cimitero Italiano per poveri (Cimitero delle 366 fosse)
1781. Primo Codice Marittimo del mondo
1782. Primo intervento in Italia di Profilassi Antitubercolare
1783. Primo Cimitero in Europa per tutte le classi sociali (Palermo)
1789. Prima assegnazione di “Case Popolari” in Italia (San Leucio a Caserta)
1789. Prima assistenza sanitaria gratuita (San Leucio)
1792. Primo Atlante Marittimo nel mondo (Atlante Due Sicilie)
1801. Primo Museo Mineralogico del mondo
1807. Primo Orto Botanico in Italia a Napoli
1812. Prima Scuola di Ballo in Italia, gestita dal San Carlo
1813. Primo Ospedale Psichiatrico in Italia (Real Morotrofio di Aversa)
1818. Prima nave a vapore nel mediterraneo “Ferdinando I”
1819. Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte
1832. Primo Ponte sospeso, in ferro, in Europa sul fiume Garigliano
1833. Prima Nave da crociera in Europa “Francesco I”
1835. Primo Istituto Italiano per sordomuti
1836. Prima Compagnia di Navigazione a vapore nel mediterraneo
1839. Prima Ferrovia Italiana, tratto Napoli-Portici
1839. Prima illuminazione a gas in una città città italiana, terza dopo Parigi e Londra
1840. Prima fabbrica metalmeccanica d’ Italia per numero di operai (Pietrarsa)
1841. Primo Centro Sismologico in Italia, sul Vesuvio
1841. Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia
1843. Prima Nave da guerra a vapore d’ Italia “Ercole”
1843. Primo Periodico Psichiatrico italiano, pubblicato al Reale Morotrofio di Aversa
1845. Primo Osservatorio meteorologico d’Italia
1845. Prima Locomotiva a vapore costruita in Italia a Pietrarsa
1852. Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia (Napoli)
1852. Primo Telegrafo Elettrico in Italia
1852. Primo esperimento di illuminazione elettrica in Italia, a Capodimonte
1853. Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l’America (il “Sicilia”)
1853. Prima applicazione dei pricìpi della Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi
1856. Expò di Parigi, terzo paese al mondo per sviluppo industriale
1856. Primo Premio Internazionale per la produzione di Pasta
1856. Primo Premio Internazionale per la lavorazione di coralli
1856. Primo sismografo elettrico al mondo, costruito da Luigi Palmieri
1860. Prima Flotta Mercantile e Militare d’Italia
1860. Prima Nave ad elica in Italia “Monarca”
1860. La più grande industria navale d’Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia)
1860. Primo tra gli stati italiani per numero di orfanotrofi, ospizi, collegi, conservatori e strutture di assistenza e formazione
1860. La più bassa mortalità infantile d’Italia
1860. La più alta percentuale di medici per numero di abitanti in Italia
1860. Primo piano regolatore in Italia, per la città di Napoli
1860. Prima città d’Italia per numero di Teatri (Napoli)
1860. Prima città d’Italia per numero di Tipografie (Napoli)
1860. Prima città d’Italia per di Pubblicazioni di Giornali e Riviste (Napoli)
1860. Primo Corpo dei Pompieri d’Italia
1860. Prima città d’Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli)
1860. Primo Stato Italiano per quantità di Lire-oro conservata nei banchi Nazionali (443 milioni, su un totale 668 milioni messi insieme da tutti gli stati italiani, compreso il Regno delle Due Sicilie)
1860. La più alta quotazione di rendita dei Titoli di Stato
1860. Il minore carico Tributario Erariale in Euro.

Così, tanto per specificare come stavano le cose rima che il Sud e la Sicilia diventassero la colonia della mala Italia – loro sì – di corrotti e corruttori.

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