Scuola, la beffa per i docenti: stipendi bassi e se un figlio con meno di 14 anni risulta positivo…

6 ottobre 2020

Se il figlio con meno di 14 anni di un docente della scuola risulta positivo al virus e deve restare in casa per due settimane per seguirlo indovinate chi ne fa le spese? Il tutto mentre gli stipendi dei docenti della scuola italiana- come denuncia ANIEF – scontano il potere d’acquisto bloccato da quattro anni. Il raffronto tra gli stipendi dei docenti italiani e quelli dei docenti di altri paesi europei    

Lo sapevate che se un docente della scuola italiana ha un figlio con meno di 14 anni che risulta positivo al Coronavirus e deve rimanere a casa per 14 giorni per occuparsi di lui gli tagliano metà dello stipendio? A noi questa notizia sembra un’assurdità, ma è quello che abbiamo sentito ascoltando, nel pomeriggio di oggi, la trasmissione di Radio Cusano Campus che va in onda dalle 15,00 alle 16,00, trasmissione giornaliera dedicata, per l’appunto, alla scuola.

Noi non ci potevamo credere. Ma ospite della trasmissione c’era il direttore di un importante giornale della scuola che ha confermato la notizia.

Quindi, il Governo nazionale Conte bis ha deciso di riaprire le scuole in piena emergenza Coronavirus: cosa a nostro avviso sbagliatissima, soprattutto dopo che nei mesi estivi, in Italia, è successo di tutto:

cittadini italiani che sono andati in vacanza in altre Regioni italiane e all’estero;

turisti che sono arrivati in Italia e che continuano ad arrivare in Italia;

croceristi che ogni giorno sbarcano in alcune città italiana;

circa 20 mila migranti sbarcati in Italia (in realtà, sono sbarcati, per lo più, a Lampedusa e in Sicilia per poi essere distribuiti in tante città italiane);

più i migranti che sono sbarcati con i cosiddetti ‘sbarchi fantasma’: imbarcazioni con venti, trenta, quaranta, cinquanta migranti che sbarcano a umma umma nelle coste siciliane e fanno perdere le proprie tracce.

Dopo tutto questo il Governo italiano ha deciso, come già accennato, di riaprire le scuole: da qui una bella ‘rimescolata’ del virus. E anzi siamo fortunati, perché se è vero che i contagi crescono, tutto sommato – almeno fino ad ora – non è una grande crescita. Ma crescono.

Così arriviamo alla notizia che ci lascia di stucco: se il figlio con meno di 14 anni di un docente della scuola risulta positivo e il docente deve restare in casa per occuparsi di lui, zact!, gli dimezzano lo stipendio!

Questa notizia fa il paio con un’altra notizia che abbiamo letto – sempre oggi – in un comunicato dell’ANIEF, un battagliero sindacato della scuola:

“Stipendi docenti, potere d’acquisto fermo da 4 anni: il vero aumento solo prima della pensione”.

Quindi non solo i docenti della scuola italiana vanno avanti con il potere d’acquisto bloccato da quattro anni, non solo sono tornati a scuola in piena emergenza Coronavirus perché così ha deciso il Governo, ma se hanno problemi con un figlio di meno di 14 anni ci rimettono pure!

Quanto agli stipendi, ANIEF sostiene che “è arrivato il momento di adeguarli all’inflazione con una salario minimo di cittadinanza, di prevedere per il personale della scuola indennità minima di dieci euro giornaliere per rischio biologico in tempo di Covid-19, di stabilire risorse nella legge di bilancio per aumenti di ulteriori 50 euro rispetto ai cento euro già stanziati. In questo modo, conclude Pacifico, nel prossimo contratto potremmo dare aumenti di 450 euro mensili a ogni dipendente dei nostri istituti”.

L’ANIEF che i docenti della scuola italiana scontano un “gap di mille euro medi in meno al mese rispetto alla media UE. Si confermano significative le differenze tra i Paesi europei negli stipendi tabellari iniziali degli insegnanti: i compensi possono infatti variare, a seconda del Paese, da 5 a 80 mila euro lordi all’anno. Scorrendo il Rapporto Eurydice 2020, risultano infatti decisamente più alti gli stipendi iniziali degli insegnanti in Belgio, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia e Scozia. Stipendi ancora maggiori si registrano in Paesi con PIL pro-capite alto: Danimarca, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Le stime europee indicano che gli stipendi dei nostri prof possono aumentare di circa il 50% solo dopo 35 anni di servizio”.

Secondo il presidente nazionale dell’ANIEF, Marcello Pacifico “è avvilente che aumenti degli ultimi dodici anni rimangano fermi a meno di 80 euro lordi, al 3,48% accordati con l’ultimo rinnovo del 2018: quel piccolo aumento non è servito nemmeno a coprire gli 8 punti percentuali persi tra il 2007 e il 2015 per via del costo della vita”.

 

 

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