In America sta per esplodere l’Obamagate. Le prime rivelazioni e i timori in Italia…/ SERALE

In America sta per esplodere l’Obamagate. Le prime rivelazioni e i timori in Italia…/ SERALE
25 settembre 2020

A Ottobre, con molta probabilità, negli Stati Uniti d’America esploderà l’Obamagate. Si tratta del tentativo – fallito – di far cadere l’amministrazione Trump. La vicenda, adesso, si sta ritorcendo contro chi avrebbe voluto far cadere l’attuale capo dell’amministrazione USA. Molta paura tra i Democratici americani. E timori anche per alcuni esponenti politici italiani… L’articolo di scenerieconomici.it

Noi non abbiamo mai nascosto di fare il tifo per Donald Trump, oggi una delle poche realtà politiche schierate contro la follia liberista che vorrebbe conquistare il mondo (i dazi doganali appioppati ad alcuni Paesi europei, Germania in testa, sono una delle cose più belle degli ultimi decenni: soprattutto alla Germania auguriamo cento di questi dazi: Iddio voglio che i beni che contano di esportare gli restino tutti ‘ncapu a panza!). Così come non abbiamo mai nascosto che, a nostro avviso, Trump vincerà le elezioni, sconfiggendo gli amebici e politicamente anemici Democratici americani, che ormai fanno sorridere almeno quanto i socialisti europei del PSE.

E poi Trump ha ancora una missione da completare: finire di polverizzare l’euro e la fallimentare Unione europea a ‘trazione’ tedesca, per ridare la democrazia e la libertà a 500 milioni di europei.

Non ci stupisce, quindi, l’articolo pubblicato da scenarieconomici.it sul cosiddetto Obamagate.  Leggiamo insieme questo articolo:

“Si sapeva che il Dipartimento della Giustizia guidato dal procuratore Barr avrebbe reso pubblici alcuni documenti relativi all’inchiesta Russiagate-Obamagate, cioè ai vari tentativi da parte dell FBI e dei servizi deviati per creare falsi scandali e far dimettere il presidente neoeletto Trump. Attualmente su questi tentativi di tradimento sta indagando il procuratore Durham, che, come sappiamo, è venuto pure in Italia ad ascoltare i vertici dei servizi segreti”.

“Ora Barr – leggiamo sempre nell’articolo di scenarieconomici – ha inviato alla commissione senatoriale presieduta da Leslie Graham una lettera in cui sono elencati e descritti una serie di documenti legati a queste indagini e soprattutto al famoso ‘Dossier Steele’ , un faldone di notizie false che però autorizzò l’FBI ad iniziare delle indagini che portarono poi nei guai il consigliere alla sicurezza nazionale Flynn ed altre persone legate all’entourage di Trump. Quello che si è venuto a sapere è riassunto qui sotto:

In primo luogo, la fonte principale per il dossier Steele era probabilmente un agente russo.
In secondo luogo, nel 2009 l’FBI sospettava che la fonte primaria fosse un agente russo e su questo individuo era stata condotta un’indagine di controspionaggio attiva. Quell’indagine dell’FBI ha rivelato che la fonte primaria primaria era sospettata di fornire informazioni all’ambasciata russa ed era in contatto con noti ufficiali dell’intelligence russa, e ha fatto offerte in denaro a persone collegate ai funzionari dell’amministrazione Obama per ottenere informazioni riservate. Tra l’altro questa fonte ha insistentemente cercato informazioni su una particolare nave militare degli Stati Uniti. Quindi una vera e propria spia.
In terzo luogo, le informazioni fornite mostrano che nel dicembre 2016 l’FBI era a conoscenza della precedente indagine di controspionaggio sull’origine e dei legami della fonte con i servizi di intelligence russi. Però l’agenzia federale si è ‘Dimenticata’ di avvertire la procura speciale per le indagini sullo spionaggio (FISA) dell’origine russa del dossier Steele, ma hanno continuato a utilizzarlo per cercare mandati contro Carter Page, allora consigliere per i rapporti esteri di Trump. Anzi gli investigatori hanno detto alla corte FISA che la fonte primaria era sincera e collaborativa. In particolare, le tre domande FISA depositate dopo dicembre 2016 non fanno menzione della precedente indagine di controspionaggio contro la sottorisposta primaria e le ultime due domande FISA hanno inoltre indotto in errore il tribunale sui risultati ottenuti dalle interviste della sottorete primaria a gennaio e marzo del 2017.
Quindi la FBI ha mentito ad una corte federale per poter proseguire delle indagini su Trump che erano direttamente guidate dalla Russia di Putin. Potremmo dire che Obama ha collaborato con fonti russe per far cadere Trump, il tutto con la collaborazione della FBI e soprattutto dell’ex vicedirettore McCabe. Un bello scandalo, e Mifsud non è ancora stato sentito!”.

Insomma, volevano fare cadere Trump, ma non ci sono riusciti. E ora i tentativi di eliminare politicamente l’attuale presidente degli Stati Uniti sono stati scoperti e si stanno ritorcendo contro chi li ha organizzati.

A nostro modesto avviso, tra qualche mese ci sarà da divertirsi. E qualcuno si divertirà anche in Italia se è vero che questo scandalo avrebbe coinvolto alcuni esponenti politici italiani.

Vedremo.

QUI L’ARTICOLO DI SCENARI ECONOMICI  

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