La disavventura di Ignazio Coppola, zittito in un convegno su Garibaldi e accusato di essere “sicilianista e filo-borbonico”!

La disavventura di Ignazio Coppola, zittito in un convegno su Garibaldi e accusato di essere “sicilianista e filo-borbonico”!
31 agosto 2020

Nei giorni scorsi Ignazio Coppola – appassionato di storia della Sicilia e autore di vari scritti su Garibaldi e sul Risorgimento in Sicilia – è stato osteggiato in tutti i modi perché ha ‘osato’ mettere in discussione il ‘verbo’ risorgimentalista del professore Pasquale Hamel, l’uomo che pensa di detenere le verità storiche su Garibaldi e su quel grande equivoco che è stato il Risorgimento in Sicilia   

 

Lo scorso Giovedì 27 Agosto ho assistito sconcertato ad una iniziativa culturale promossa a Palermo dalla Associazione Piazzetta Bagnasco dal titolo “Fu tutta colpa di Garibaldi?” promossa da un certo Donato Didonna, personaggio sino a quel momento a me sconosciuto pur avendo parecchi rapporti con il mondo culturale della nostra città.

Mi ero ripromesso di partecipare all’evento, considerato l’importanza dell’argomento in discussione e della possibilità di dare un mio personale contributo al dibattito che ne sarebbe seguito. Ma a quel punto tanto è stato il mio disappunto quando mi sono accorto che l’evento in questione ed il tema in discussione erano affidati esclusivamente al “soliloquio” di un unico relatore, il Prof. Pasquale Hamel, tra l’altro mio caro amico, che snocciolava le sue personali verità su Garibaldi, le condizioni economiche del Regno delle Due Sicilie e le conseguenze dell’impresa dei mille per l’Unità d’Italia.

Di solito, iniziative di questo genere, da una organizzazione seria che le promuove per la loro valenza culturale, vengono affidate a più relatori per sentire le diverse verità e non la sola di chi si ritiene depositario della verità come difatti è avvenuto Giovedì scorso a Palermo, in Piazzetta Bagnasco.

Malgrado tutto, alla fine della relazione di parte del Prof. Hamel ho chiesto di intervenire per controbattere e smentire le “verita” del relatore con dati, fatti, avvenimenti e testimonianze certe e documentate. Mi è stato risposto dal Didonna – per quel poco che ho potuto riportare poiché poi mi è stato tolto il microfono per proseguire – che quelle erano mie opinioni personali.

A questo punto vorrei chiedere al responsabile dell’Associazione Culturale Piazzetta Bagnasco: perché le mie sono opinioni personali, ancorché abbondantemente documentate e provate, e quelle del Prof. Hamel verità assolute? Penso che ci sia qualche cosa che non quadra.

Cosa ancor più grave, quando a conclusione delle poche battute, a sostegno delle mie tesi che mi era stato consentito di illustrare prima che mi si togliesse il microfono, ho richiamato le testuali parole di Francesco Saverio Nitti riportate nella sua opera e senza tema di smentita la “Questione Meridionale Nord-Sud” ovvero: ”La verità è che l’Italia meridionale ha dato, dal 1860, assai più di ogni altra parte d’Italia in rapporto alla propria ricchezza” è successo di tutto!

Il Didonna ha negato addirittura che Nitti abbia fatto quelle affermazioni, mentre Hamel aggiungeva addirittura che sì, quelle parole Nitti le aveva pronunciate, ma poi se li era rimangiate!

Eppure Nitti – che oltre ad essere stato un grande uomo politico è stato anche un grande saggista ed è ancora oggi considerato un grande meridionalista – sostiene che, prima dell’Unità d’Italia, il Regno di Napoli era, tra gli Stati italiani, quello che si trovava nelle migliori condizioni economiche, con un ben organizzato e semplificato sistema finanziario e con la riscossione più economica dei tributi.

Ora, dico, i due si dovrebbero mettere d’accordo: l’unica soluzione per risolvere il dilemma e che vadano a leggere l’opera in questione di Francesco Saverio Nitti: per l’appunto, “La questione meridionale Nord-Sud”, una buona occasione per rinfrescarsi la memoria ed evitare così di…

Ed infine tra le altre cose il sig. Didonna, togliendomi il microfono (si può vedere dal filmato girato in occasione dell’incontro da lui promosso a Piazzetta Bagnasco), dopo avermi dato del sicilianista e del filo borbonico, mi chiedeva che cosa avessi fatto io per la mia terra.

Caro Didonna, si informi in giro: per me parla la mia storia fatta di lotte politiche e sindacali, da siciliano che ama la sua terra e non da sicilianista come l’intende lei. Piuttosto, lei dov’era mentre io ero impegnato nei tanti anni della mia vita spesi a sostenere la giustezza delle mie idee e delle mie convinzioni ? Di lei non ho mai avuto notizie al riguardo.

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