PALERMO-CITTA’ 35/ Qualcuno si è fatto i ‘bagni’ con i tourist point? Danno erariale?

PALERMO-CITTA’ 35/ Qualcuno si è fatto i ‘bagni’ con i tourist point? Danno erariale?
18 agosto 2020

Pesantissima la denuncia dell’Associazione dei Comitati Civici di Palermo sui cosiddetti tourist point. Da quattro anni si chiedono notizie di questi bizzarri manufatti dal sapore ‘alpino’ che nulla hanno a che vedere con l’architettura della città. Cattivo gusto, denaro pubblico a iosa. Chi pagherà? La lettera ai consiglieri comunali   

Ai Sig.ri Consiglieri del Comune di Palermo,

i tourist point in stile tirolese, in particolare quello collocato in città in via Cavour a ridosso del palazzo in stile neo rinascimentale della Banca d’Italia e quello di Mondello al centro della piazza di Valdesi, costituiscono dei veri e propri sfregi alle bellezze architettoniche e naturali della nostra città.

Già nel mese di novembre 2015 manifestammo il nostro profondo disappunto al Sindaco Leoluca Orlando, con una lettera firmata da circa 70 concittadini indignati per la baita in legno di via Cavour, assolutamente fuori posto in quel contesto architettonico.

Lo stesso si può dire per il tourist point in legno, che sembra uscito da un paesaggio alpino, collocato al centro di una pittoresca borgata marinara, accanto al porticciolo dei pescatori, che ai turisti, affascinati dall’eleganza dell’edificio in stile Liberty che si erge in mezzo al mare, sede del Charleston, appare anacronistico e assolutamente fuori posto.

Il Sindaco non rispose mai a quella lettera, come non ci rispose mai la Soprintendenza, alla quale scrivemmo nel mese di marzo 2016 per sapere se fossero state rilasciate le necessarie autorizzazioni per la collocazione di quel manufatto in un contesto di interesse storico e artistico, autorizzazioni che ogni cittadino comune è costretto a richiedere per molto meno in situazioni del genere.

Abbiamo chiesto anche se fosse stato valutato l’impatto visivo in quel contesto prestigioso di un tourist point in legno, costato peraltro alla comunità ben 56 mila euro.

Sempre nel mese di marzo 2016 abbiamo posto al Comune alcune domande per cercare di capire lo svolgimento della vicenda, per noi inspiegabile, e precisamente : il numero dei manufatti della specie acquistati dal Comune, il loro costo complessivo ed i luoghi di destinazione; gli estremi della presumibile gara d’appalto indetta per l’acquisto ed i dettagli della stessa (modalità svolgimento, nome del vincitore); nome del dirigente che ha approvato il progetto; il principio in base al quale fosse stata autorizzata la deroga all’art. 20 del Codice della Strada (norme in materia di occupazione suolo pubblico) che prevede l’ubicazione di tali manufatti sulla fascia di marciapiede adiacente al fabbricato e non staccato da esso.

Tutte le domande, poste anche a tutte le Commissioni consiliari il 20 giugno 2019, sono cadute in un silenzio che offende i cittadini contribuenti, silenzio che assume l’amaro sapore della beffa dopo la chiusura del tourist point di via Cavour, trasferito all’interno del Teatro Massimo.

Oggi il disappunto si è trasformato in indignazione, dopo avere constatato le condizioni in cui versa il manufatto collocato nella piazza di Mondello, che lo scorso anno fu inaugurato in pompa magna per la vendita dei biglietti Amat e bike sharing.

Il legno appare corroso dalla salsedine, alcuni listoni sono staccati, tutto dimostra trascuratezza , anzi abbandono. Inoltre è rigorosamente chiuso.

Chiediamo chi deve pagare il danno erariale causato per queste installazioni non solo sgradevoli dal punto di vista estetico, ma anche costose e, soprattutto, assolutamente inutili.

Restiamo in attesa di risposte, fino ad ora mai pervenute, dovute in base ai principi di legalità e trasparenza che devono caratterizzare i rapporti fra Pubblica amministrazione e cittadini.

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