Gli interventi nel Sud: Giuseppe Conte e Giuseppe Provenzano vendono solo fumo

Gli interventi nel Sud: Giuseppe Conte e Giuseppe Provenzano vendono solo fumo
8 agosto 2020

Dagli anni del Governo Ciampi, al Sud lo Stato italiano ha riservato scippi (840 miliardi di euro scippati al Sud dal 2000 al 2017) e sgravi fiscali. Il capo del Governo, Conte, e il Ministro per il Sud, Provenzano, non hanno avuto nemmeno la fantasia di inventare qualcosa di almeno linguisticamente nuovo…

Stiamo cercando – finora invano – l’ammontare degli investimenti del Governo Conte bis nel Sud con il nuovo provvedimento varato dall’attuale esecutivo italiano. Abbiamo letto una dichiarazione del nostro presidente del Consiglio: dice che nel Sud sono previsti interventi di “portata storica”. Però noi, fino ad ora, non abbiamo letto di un solo euro di investimento da parte dello Stato: nulla di nulla!

Sapete in che cosa consistono gli “interventi di portata storica”? La solita ‘minestra’ che va in scena dai primi Governi del 2000 ad oggi: fiscalità di vantaggio, decontribuzione per i lavoratori, tagli contributi da versare.

Per intendersi: l’Eurispes ha accertato – numeri alla mano – che dal 2000 ad oggi il Centro Nord ha scippato al Sud 840 miliardi di euro.

Sapete perché lo scippo comincia nel 2000? Perché dopo il 1992, ovvero dopo la caduta della cosiddetta Prima Repubblica, per il Sud era rimasto non utilizzato un bel gruzzolo di soldi relativi alla legge nazionale n. 64 del 1986, la nota legge per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno. La metà di questi soldi andò alla Fiat per realizzare lo stabilimento automobilistico in Basilicata; una parte finì al Nord; e la parte residuale – ancora non era venuto fuori il PD, partito nordista per antonomasia, mentre la Lega era già stata accontentata – andò, bontà loro, al Sud.

Questo residuo di fondi della legge 64 venne impiegato nel Sud per i cosiddetti Patti territoriali avviati dal Governo Prodi nel 1996.

Finiti i soldi dei Patti territoriali – correva grosso modo l’anno 2000 – lo Stato, con la scusa che “tanto il Sud ha i fondi europei”, non solo non ha più investito nel Mezzogiorno, ma – come ha documentato l’Eurispes – dal 2000 al 2017 ha scippato al Sud 840 miliardi: da aggiornare con i soldi che sono stati scippati al Sud lo scorso anno e con i soldi che il Centro Nord sta scippando al Sud quest’anno.

Sì, anche quest’anno: perché nell’anno in corso 2020 per il Sud non c’è nulla!

La cosa incredibile è che il capo del Governo, il pugliese Giuseppe Conte, e il Ministro per il Sud, il siciliano Giuseppe Provenzano, non hanno avuto nemmeno la curiosità di andare ad approfondire che cosa hanno fatto per il Sud i Governi italiani dal Governo Ciampi in poi: avrebbero scoperto che tutti i Governi italiani, chi più, chi meno, al Sud hanno riservato la fiscalità di vantaggio, gli sgravi fiscali, le agevolazioni per le imprese del Sud che assumono e bla bla bla.

Di investimenti veri nel Sud non se ne parlava e non se ne continua a parlare.

Queste politiche degli sgravi fiscali hanno portato vantaggi al Sud? No: tant’è vero che oggi si interviene perché l’economia del Sud è stagnante: e si interviene con gli interventi che l’hanno resa stagnante…

Quelle del capo del Governo Conte e del Ministro Provenzano sono solo chiacchiere. Le imprese, nel Sud, devono fare da sole, fronteggiando una pressione fiscale che, anche con gli sgravi, rimane elevata; e devono vedersela con una burocrazia ottusa e inefficiente che non si accontenta di essere tale e…

Poi ci sono le varie mafie, collegate allo Stato (vedi i depistaggi e gli insabbiamenti di indagini e processi che, in alcuni casi, si sono conclusi con l’uccisione di magistrati e con altri depistaggi e altri insabbiamenti per non far venire fuori la verità sulle uccisioni degli stessi magistrati).

Ascoltando ancora nel 2020 le chiacchiere di certi dilettanti allo sbaraglio non si sa se piangere o sorridere…

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