Migranti. Rimpatri con gli aerei? Ennesimo errore del Governo Conte bis

4 agosto 2020

Si tratta di un rimedio dispendioso e inutile. In base agli accordi con la Tunisia – Paese da dove arriva il 40% circa di migranti – si potranno rimpatriare 80 migranti a settimana. Ma in una settimana ne possono arrivare molti di più di 80! Caos nella gestione dei migranti anche in Basilicata

Migranti: il Governo Conte bis ‘viaggia’ a vista, senza un programma preciso, dimostrando di essere in grande affanno. L’ultimo annuncio è il rimpatrio, con i voli charter, dei migranti che arrivano dalla Tunisia.E’ una soluzione alla PD-Movimento 5 Stelle tipo autostrade, tipo vecchi gestori che fanno finta di uscire e rimangono dove sono. In questo caso la sceneggiata riguarda i migranti: Conte e compagnia bella annunciano il rimpatrio di 80 migranti a settimana, dimenticando che, in sette giorni, di migranti, ne arrivavano molti di più di 80!

Sì, il Governo è in confusione. Il capo del Governo, Giuseppe Conte, dopo settimane di silenzio, dopo che si registrano fughe di migranti in tutta l’Italia, dopo che si registra la presenza di migranti positivi al Coronavirus finalmente parla. E che dice? Che non tollererà di qua, che non tollererà di là e bla bla bla.

Dopo di che la notizia delle notizie: gli aerei per i rimpatri. Soluzione costosa ed inutile. Sarebbe sufficiente la presenza in mare delle navi della Marina Militare per bloccare le navi-madri che accompagnano i barchini fin sotto le coste di Lampedusa e, spesso, anche fin sotto le coste della Sicilia. Con le strumentazioni tecnologiche oggi disponibili sarebbe un gioco da ragazzi bloccare navi-madri e barchini!

Invece no: la grande nave a Lampedusa – dove di migranti ne possono arrivare anche 700-800 a settimana – il trasporto in Sicilia, la distribuzione dei migranti nella nostra Isola e nel resto d’Italia, il progetto della tendopoli a Vizzini, in Sicilia e, adesso, l’ultima ‘genialata’, supponiamo concertata con i furbacchioni della Tunisia: 80 tunisini da rimpatriare ogni settimana.

Forse, con questa sceneggiata dei rimpatri, con la nave a Lampedusa e, soprattutto, con la realizzazione della tendopoli a Vizzini, nel Catanese, il Governo nazionale conta di concentrare il surplus di migranti in Sicilia, riducendo al minimo il trasferimento di migranti nelle altre Regioni italiane.

Come sempre, la sarà la Sicilia – l’ultima delle colonia italiane – a pagare il prezzo più alto del caos migranti voluto dall’attuale Governo nazionale, checché ne dica il presidente del Consiglio Conte.

Noi torniamo a ribadire che, in tempo di pandemia, far sbarcare migranti è una follia. Al massimo, entro limiti numerici precisi, si possono far sbarcare i migranti che fuggono da guerre e carestie, non certo i migranti economici, come sta avvenendo!

Invece di pensare ai voli charter, il Governo Conte bis – se vuole veramente bloccare il flusso di migranti – mandi in mare le navi della Marina Militare per bloccare navi-madri e barchini!

Chi governa (e guadagna una barca di soldi) questo commercio di persone è furbo. Se ci fate caso, sono completamente sparite le navi targate ONG. Se ci fossero ancora in giro, l’attuale Governo avrebbe dovuto fare quello che ha fatto l’ex Ministro Matteo Salvini. Magari in modo meno rumoroso. 

Chi governa il sistema, invece, ha optato per i barchini, con il Governo italiano che finge di non sapere che dalla Tunisia e dalla Libia con i barchini non si arriva a Lampedusa e in Sicilia: ci vogliono le navi che scortano i barchini, cioè le citate navi-madri: e sono proprio le navi madri che vanno bloccate!

Intanto nella pagina Facebook del senatore della Basilicata Saverio De Bonis si legge una precisa denuncia politica sulla gestione dei migranti in questa Regione:

“Nella settimana appena trascorsa mi sono preoccupato innanzitutto sulla questione degli immigrati in Basilicata. In particolare, nei centri di accoglienza di Potenza e Irsina (Matera), la scorsa settimana, sono arrivati circa 70 cittadini dal Bangladesh, sbarcati all’inizio del mese di Luglio 2020 a Lampedusa, dopo aver attraversato il Mediterraneo su un barcone partito dalla Libia. Purtroppo, tra questi, si sono sviluppati dei focolai di COVID-19, e 11 sono i bengalesi in isolamento (su un totale di 12 persone) nel solo centro di accoglienza di Irsina perché positivi al virus. Ho quindi interrogato i Ministri dell’Interno e della Salute per sapere: in che modo intendano affrontare i 36 casi di COVID-19 che si sono registrati la scorsa settimana nel territorio lucano, di cui 11 a Irsina, e come mai solo quelli assegnati al centro di Potenza siano stati trasferiti in altri luoghi, a differenza dei migranti di Irsina; in quale modo intendano intervenire per monitorare i flussi di persone arrivate nel nostro Paese senza adeguati controlli sanitari, vanificando con test sierologici evidentemente inefficaci tutti gli sforzi dei lucani di questi mesi, che hanno portato la Basilicata ad essere la prima Regione COVID free d’Italia; come mai non siano stati predisposti i tamponi prima del trasferimento di queste persone, tanto più trattandosi di un territorio con una popolazione prevalentemente anziana;
se non ritengano estremamente utile monitorare la situazione, effettuare tamponi in tutte le zone a rischio, presidiare il territorio e dare alle Regioni strumenti necessari per tutelare la salute delle comunità locali”.

Noi stamattina abbiamo provato a fare il punto della situazione sulla precaria e confusionari gestione dei migranti in alcune Regioni italiane. Ma non conoscevamo la situazione in Basilicata.

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