Coronavirus: la Sicilia seconda Regione italiana per tasso di contagiosità dopo il Veneto

Coronavirus: la Sicilia seconda Regione italiana per tasso di contagiosità dopo il Veneto
2 agosto 2020

Per tutto il periodo ‘caldo’ dell’emergenza Coronavirus – Marzo e Aprile – la Sicilia è stata tra le Regioni italiane più virtuose (e più fortunate). Ora la situazione si va complicando, complice il rilassamento dei cittadini dovuto all’estate, ma anche a causa di continui sbarchi di migranti e, soprattutto, di migranti positivi al virus. Governo nazionale inadeguato

Quello che sta succedendo è incredibile. La Sicilia – che durante i giorni ‘caldi’ del Coronavirus o COVID-19 – era agli ultimi posti per tasso di contagiosità e per numero di persone infettate, balza addirittura al secondo posto, dopo il Veneto, per tasso di contagiosità e fa segnare un preoccupante aumento del numero di contagiati.

C’entrano i Siciliani? In parte sì, se è vero che un certo rilassamento c’è: anche nei luoghi chiusi non sempre si vedono tante mascherine; e non parliamo dei guanti, che ormai sono un ricordo. C’entra anche l’estate, con le spiagge affollate; e, magari, anche la movida. E c’entrano anche i turisti, che sono comunque soggetti che arrivano da altri luoghi e dei quali si sa poco o nulla.

Ma la sensazione è che molto del negativo che si registra in queste ore nella nostra Isola in materia di Coronavirus sia legato al caos, ormai totale, nella gestione dei migranti.

Migranti che sbarcano, migranti che arrivano, migranti che vengono rinchiusi in luoghi trovati qua e là in questo o quel Comune della nostra Isola, migranti che scappano: di tutto e di più.

Mettendo insieme tutti questi fattori otteniamo una ‘frittata’ molto, ma molto ‘indigesta’. I dati ufficiali del Ministero della Salute-Sanità e dell’Istituto Superiore di Sanità raccontano una realtà tutt’altro tranquilla per la nostra Isola, che ormai fa parte delle 8 Regioni italiane con un Rt (tasso di contagiosità) superiore ad 1.

Insomma, come già accennato, siamo finiti al secondo posto, dopo il Veneto: abbiamo superato la Lombardia e l’Emilia Romagna.

L’Rt del Veneto è 1.66, segue la Sicilia con 1.55, poi la Campania  con 1.44. Per la cronaca, Sicilia e Campania, la scorsa settimana, presentavano un valore inferiore a 1.

Anche il tasso di crescita dei singoli casi giornalieri in Sicilia non dice nulla di buono: è tra i peggiori dell’Italia. Qui non si tratta di fare allarmismo: si tratta di osservare quello che sta succedendo, facendo parlare i ‘numeri’. E i ‘numeri’ – per loro natura testardi – non raccontano novità positive: anzi!

“Un numero così alto di nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia in sette giorni – leggiamo sul Giornale di Sicilia on line – non si vedeva da Aprile: ben 119, tra Sabato 25 Luglio e ieri. Per fare capire quanto ci siano tutti i segnali di una ripresa dell’emergenza COVID-19 nell’Isola, tra il 18 e il 25 Luglio i nuovi contagi erano stati in tutto 39. Quindi, si sono quadruplicati in pochi giorni”.

Avete letto bene: contagi quadruplicati in pochi giorni.

“La cosa che parzialmente consola – prosegue l’articolo del Giornale di Sicilia – è che i numeri comunque sono ancora bassi e che la stragrande maggioranza (si parla del 75%) di tratta di migranti, la cui la positività viene riscontrata immediatamente e tenuta sotto controllo. Il problema, anzi i problemi, sono essenzialmente due: che spesso assistiamo a delle fughe, di questi migranti, e che se si continua a questo ritmo tra poco non ci saranno posti non solo negli Hotspot (Lampedusa è già pienissimo) ma anche in strutture pensate per la quarantena ad inizio emergenza. Per questo una nave adatta ad ospitare i migranti positivi, pensata dal Ministero dell’Interno e dalla Regione, potrebbe essere la soluzione migliore per tutti”.

“Anche i ricoveri sono saliti – leggiamo sempre nel Giornale di Sicilia – e non di poco: da 17 si è passati a 39, più che raddoppiati, con 3 persone in terapia intensiva, mentre 242 sono in isolamento domiciliare. E’ vero, come dicono gli esperti, la stragrande maggioranza di questi casi è asintomatica o con una sintomatologia lieve, ma anche qui, dicono i medici, nessuno si illuda, anche se i nuovi casi, per motivi oscuri alla scienza, sembrano (da sottolineare bene il condizionale) meno gravi”.

Noi torniamo a ribadire quanto scriviamo da tempo: accogliere i migranti in tempo di pandemia è sbagliatissimo. Se poi la gestione di questi migranti fa acqua da tutte le parti – e di questo dovrebbe dare spiegazioni il Ministero degli Interni – la situazione si aggrava.

Il fatto che la maggioranza dei contagiati siano migranti non ci deve fare rilassare: semmai ci deve fare preoccupare, perché davanti a noi abbiamo ancora tre mesi di caldo estivo e, con gli sbarchi di migranti che proseguono a ritmo continuo, anche se arriveranno le navi, le stesse navi non basteranno a fermare il caos.

La verità è che il Governo nazionale è in confusione: non ha una strategia e scarica sulla Sicilia la maggior parte dei problemi che ha creato, che non sa gestire e che, di conseguenza, non sa risolvere.

L’idea folle un un campo profughi da creare in Sicilia, alle porte di Catania, per ammassare migranti dà la misura quasi esatta dell’approssimazione con la quale il Governo nazionale affronta un problema complesso, che potrebbe aggravarsi, visto che siamo sempre in emergenza Coronavirus: stato di emergenza che, paradossalmente, è stato chiesto e ottenuto dallo stesso Governo che, in Sicilia, si comporta come se l’emergenza Coronavirus non esistesse.

QUI, PER ESTESO, L’ARTICOLO DEL GIORNALE DI SICILIA   

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