Coronavirus/ Perché gli atti del Comitato scientifico della Protezione civile debbono restare segreti? (VIDEO)

Coronavirus/ Perché gli atti del Comitato scientifico della Protezione civile debbono restare segreti? (VIDEO)
1 agosto 2020

Sono gli atti della Protezione civile in base ai quali il capo del Governo, Giuseppe Conte, ha emanato i DPCM, spesso criticati. Atti che dovrebbero essere di dominio pubblico sono diventati, quasi quasi, un mezzo segreto di Stato. Cosa nascondono questi documenti? A chi fanno paura?    

Milioni di italiani sono rimasti chiusi in casa a Marzo e ad Aprile causa emergenza Coronavirus. Poi c’è la storia del ritardi nell’adozione di alcuni provvedimenti. E la storia delle zone rosse non istituite. Ebbene, non ci crederete, ma ci sono aspetti, di questa vicenda che debbono rimanere segreti. Possibile? Gli atti messi in campo per fronteggiare il virus sono diventati segreti di Stato?

Di scena ci sono gli atti del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile in base ai quali sono stati adottati i DPCM (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) per fronteggiare l’emergenza Coronavirus in Italia.

DPCM – lo ricordiamo – che sono stati criticati da tanti giuristi.

La Fondazione Einaudi ha chiesto di potere accedere a questi atti. E si è rivolta al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio. Che ha dato ragione alla Fondazione Einaudi e ha stabilito che entro trenta giorni questi documenti si debbono materializzare. Ma…

Ma giorni scorsi la Protezione civile, tramite l’Avvocatura dello Stato, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR del Lazio. Insomma, i documenti debbono restare secretati per non meglio definiti danni all’ordine pubblico e alla sicurezza.

Viene da chiedersi: cosa hanno da nascondere il Governo nazionale e la Protezione civile? Nella memoria difensiva si fa riferimento “all’allarme sociale ingenerato dall’allora paventata chiusura delle scuole”. E anche alla previsione di limiti ai trasferimenti nel territorio nazionale. E, ancora, alle questioni relative all’istituzione di zone rosse in alcune Regioni del Nord Italia.

Da quello che si capisce, la pubblicazione di questi documenti è stata rinviata a dopo il 15 Ottobre, quando scadrà la proroga dello stato di emergenza (senza emergenza). A meno che non si inventino qualche altra scusa…

QUI IL VIDEO SU UNA VICENDA DIVENTATA OSCURA

Foto tratta da lentepubblica.it

 

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