Stato di emergenza? Conte, PD, grillini e renziani riconoscono il proprio fallimento politico/ MATTINALE 496

Stato di emergenza? Conte, PD, grillini e renziani riconoscono il proprio fallimento politico/ MATTINALE 496
31 luglio 2020

La proroga dello stato di emergenza senza emergenza serve al Governo Conte, al PD, ai grillini e ai renziani per provare a bloccare eventuali proteste popolari. In questo articolo proviamo a raccontare il perché, a breve, esploderanno due ‘bordelli’: il primo sul MES e il secondo sul fallimento – che vi anticipiamo – del Recovery Fund

Sulla proroga dello stato di emergenza dobbiamo dare ragione al capo del Governo, Giuseppe Conte, e ai partiti che lo sostengono. Perché se è vero che, in questo momento, in Italia non c’è emergenza (ad esclusione della Sicilia, alle prese con un’invasione di migranti voluta dallo stesso Governo Conte e, con molta probabilità, dall’Unione europea per chissà quali accordi strani con la Tunisia), è anche vero che lo stesso Governo Conte, il PD, i grillini e i renziani riconoscono di essere politicamente inadeguati e che saranno essi stessi, a breve, la vera emergenza italiana.

Da parte dell’attuale Governo italiano c’è, nella dichiarazione dello stato di emergenza senza emergenza, l’onesto riconoscimento del proprio fallimento politico. Molti osservatori, non sbagliando, hanno detto a chiare lettere che il Governo Conte ha chiesto lo stato di emergenza per impedire agli italiani di scendere in piazza. Tutto vero.

Oggi l’Italia è un grande vulcano pronto a esplodere con questioni sociali destinate a incancrenirsi. Da qui la paura della piazza. Così il Governo Conte è corso ai ripari. Della serie, pigghiari prima comu li but…

Proviamo adesso ad elencare alcune delle emergenza sociali ed economiche provocate dalla pandemia, dal Governo Conte e dai predoni e massoni dell’Unione europea.

In primo luogo c’è la gestione della pandemia. Una gestione pessima, tra linee guida sbagliate, autopsie ritardate, decisioni rinviate e, alla fine, adottate in ritardo. Il tutto abbandonando imprese e famiglie.

Com’è stato fatto in Germania, le imprese e le famiglie andavano aiutate. Ma l’Italia, a differenza della Germania – che grazie al MES ha depredato la Grecia ed è piena di soldi – non ha in ‘cassa’ il becco di un quattrino. Così mentre la Germania – ad esempio – ha riempito di soldi le imprese, ha ridotto l’IVA e ha bloccato i pagamenti di tasse e imposte, l’Italia ha elemosinato aiuti e Cassa integrazione, erogandoli a singhiozzo, non ha ridotto l’IVA e non ha bloccato i pagamenti di tasse e imposte.

Del resto, tenendo l’Italia ‘impiccata’ all’euro lo scenario non può che essere questo.

Dopo di che, Conte e compagni, non sapendo che fare, hanno praticamente aperto tutto a tipo tergicristallo, ovvero questo sì e questo no, per pararsi il didi… in caso di ritorno della pandemia.

E’ servita a qualcosa la riapertura ora sì ora no? No, non è servita a nulla! Tant’è vero che, prima hanno provato a incassare tasse e imposte di Luglio (ancora dobbiamo vedere quanto hanno incassato) e, ora, vogliono spostare a Dicembre tutti i pagamenti, perché hanno capito che, in giro, come si dice in Sicilia, picciuli un ci ‘nné… (per i non siciliani, soldi in giro non ce n’è: e chi ha i soldi se li conserva, perché Conte, PD, grillini e renziani non hanno affatto la faccia di keynesiani, visto che sono al servizio permanente ed effettivo della Ue liberista).

Ma il vero ‘bordello’ – anzi i due ‘bordelli’ – a nostro modesto avviso, devono ancora arrivare: e sarà a quel punto che capiremo il perché hanno prorogato lo stato di emergenza.

Molti osservatori attenti hanno colto, in queste ore, un passaggio parlamentare apparentemente ininfluente. Si tratta di un voto, chiesto dal Governo Conte, sulla possibilità di utilizzare tutte le somme disponibili. Il Parlamento ha approvato tale risoluzione.

Nella risoluzione non c’è la parola MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità. Ma c’è chi dice che il Governo Conte potrebbe considerare questo voto bizzarro come un sì al MES! E qui bisogna capire se i grillini sono d’accordo con questa interpretazione.

Se fosse così, Alessandro Di Battista e i parlamentari grillini che, fino ad oggi, si sono opposti al MES, se dovessero calare la testa perderebbero la faccia. Per come Di Battista e compagni hanno sempre avversato il MES, questo non dovrebbe accadere e Conte e il PD, prima prendere i soldi del MES, dovrebbero chiedere un voto chiaro in Parlamento.

E qui torniamo alla proroga dello stato di emergenza: non dimentichiamo che i grillini sono quelli che tradiscono gli impegni con gli elettori sorridendo…

Un secondo ‘bordello’ dovrebbe scoppiare tra Settembre e Ottobre. Agli italiani Conte e compagni hanno raccontato che il Recovery Fund è stata una vittoria italiana, che arriveranno oltre 200 miliardi di euro e la bla bla. E hanno aggiunto che – per l’appunto entro Ottobre – il Governo italiano dovrà presentare un Piano dettagliato per spendere questi fondi.

Quello che Conte e compagni non dicono è che, insieme con il Piano, il Governo italiano dovrà presentare un Piano di riforme alla ‘greca’: e si dovrebbe trattare di tagli e di prelievi di soldi dalle tasche degli italiani. 

A questo punto vi anticipiamo che, in Parlamento, scoppierà un putiferio. E vi diciamo in anticipo che, se la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni terranno ferma la barra dell’opposizione, il Governo Conte non approverà una mazza: perché per tagliare le pensioni, per tagliare gli stipendi ai dipendenti pubblici (come hanno fatto in Grecia), per ridurre il numero degli stessi dipendenti pubblici (sempre come hanno fatto in Grecia) serve il voto unanime del Parlamento.

E’ in questo scenario che va visto il voto favorevole del Parlamento per mandare sotto processo Salvini; ed è sempre in questo scenario che vanno visti i tentativi di attaccare i vertici della Regione Lombardia.

A nostro avviso, sono tentativi disperati, da parte dell’attuale Governo Conte bis – in netta minoranza ormai nell’Italia reale (i grillini, se il Governo utilizzerà il MES, scenderanno sotto il 5%) – di andare avanti su una strada impervia e ormai senza vie d’uscita.

Foto tratta da Il Messaggero 

 

 

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