Palermo/ Che coincidenza: si chiude via Ruggero Settimo per appalti ferroviari e il sindaco finisce all’ultimo posto…

Palermo/ Che coincidenza: si chiude via Ruggero Settimo per appalti ferroviari e il sindaco finisce all’ultimo posto…
6 luglio 2020

Sì, nella speciale classifica dei 105 sindaci delle città italiane capoluoghi di provincia più graditi ai cittadini de ‘Il Sole 24 Ore’, il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando, divide l’ultimo posto con la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Ma tra i due c’è una differenza sostanziale…

Diceva lo scrittore Leonardo Sciascia:

“Io credo che le sole cose sicure in questo mondo siano le coincidenze”.

E, in effetti, se guardiamo a quello che sta succedendo in queste ore a Palermo, non sfugge la presenza di una coincidenza che sembra quasi il segno del destino. Pensate un po’: nel giorno in cui il capoluogo della Sicilia chiude al traffico via Ruggero Settimo per darla ‘in pasto’ agli eterni appalti ferroviari, Il Sole 24 Ore – giornale della Confindustria – ci racconta che il sindaco di Palermo è agli ultimi posti nella speciale classifica di gradimento dei 105 sindaci delle città italiane capoluoghi di provincia.

Leoluca Orlando si trova all’ultimo posto con la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Ma mentre quest’ultima – pur avendo fatto anche cose importanti – è stata massacrata da una campagna mediatica, soprattutto quando il PD attaccava il Movimento 5 Stelle (oggi invece queste due forze politiche sono alleate), il sindaco di Palermo non solo non è mai stato attaccato dall’informazione nazionale, ma è stato addirittura celebrato.

Eppure, nonostante l’assenza di informazione nazionale sullo sfascio di Palermo, Orlando è finito all’ultimo posto lo stesso.

Segno che i palermitani si sono stancati di una città amministrata malissimo.

C’è un legame tra lo sfascio dei costosi ed eterni appalti ferroviari di Palermo e il pessimo risultato del sindaco della città? A nostro modesto avviso, sì, anche se giocano anche altri fattori: il fallimento della raccolta differenziata dei rifiuti e l’immondizia non raccolta che rimane per giorni lungo le strade, le stesse strade tutte buche, le periferie abbandonate, migliaia di alberi tagliati, il trasporto pubblico delle persone che è un mezzo disastro, il blitz sul 5G con la presenza di oltre 50 antenne di una tecnologia inquietante, la pessima gestione del cimitero e via continuando.

Il degrado della città è sotto gli occhi di tutti. Noi lo raccontiamo quasi ogni giorno grazie alla passione dei cittadini dell’Associazione dei Comitati Civici di Palermo.

Ma in questa condizione di sfascio gli appalti ferroviari acquistano una valenza a sé. Come si fa a non pensare ai disagi creati dai lavori per la realizzazione del Passante ferroviario che, dopo anni, è ancora incompleto? E che dire dell’Anello ferroviario che, di fatto, ha tolto ai cittadini Piazza Castelnuovo (Piazza Politeama per i palermitani), incasinando anche via Emerico Amari e via Sicilia?

Avete provato a passare a piedi da Piazza Politeama dalle 11 di mattina alle 18 del pomeriggio in questi giorni di estate? Prima che la Piazza più importante della città venisse trasformata in un cantiere – che tale resterà chissà ancora per quanti anni! – c’erano gli alberi che, durante le giornate calde (che a Palermo sono tante, quasi sette-otto mesi all’anno), davano ai cittadini un po’ di refrigerio.

Ebbene, nel nome degli appalti ferroviari, hanno tagliato gli alberi di Piazza Politeama. Risultato: desertificazione della Piazza e caldo torrido!

E non è il solo luogo privato degli alberi. Avete provato a restare bloccati nel traffico, in moto, nei giorni d’estate, in via Leonardo Da Vinci, dove al posto degli alberi hanno realizzato il Tram? Se siete dentro un’automobile c’è sempre l’aria condizionata, ma se restate bloccati sulla moto – e se provenite da Borgo Nuovo, anche in moto, ci si ferma perché alla rotonda il traffico veicolare non manca mai – vi beccate il caldo torrido e l’inquinamento!

Tornando all’Anello ferroviario, dicono che i lavori termineranno prima di Natale. Sì, come i lavori dalle parti di via Emerico Amari, lato mare, dove, tra appalti ferroviari e collettore fognario, è stato creato un vero e proprio deserto.

La verità è una: a Palermo gli interessi che stanno dietro ad appalti eterni (che spesso sono solo fini a se stessi) hanno preso il sopravvento sugli interessi dei cittadini. Questi ultimi vengono considerati non persone con il diritto di vivere dignitosamente senza le strade scassate, senza le trincee, senza la polvere che arriva dappertutto, senza l’immondizia per le strade, con gli esercizi commerciali che chiudono e, in alcuni casi, anche con l’acqua che invade le fondamenta dei palazzi. Al contrario, i cittadini, a Palermo, sono in molti casi ‘fastidiosi’ incidenti di percorso che ostacolano l’eterno incedere degli stessi appalti mangiasoldi.

Certo, poi ci si lava la coscienza con le commemorazioni all’insegna della ‘legalità’ con le interviste sugli ‘esempi’ da seguire. Ipocrisia allo stato puro!

Solo che i cittadini di Palermo hanno finalmente capito non soltanto i disagi infiniti e ormai non più sopportabili di una città amministrata con i piedi, ma anche il gesuitismo di chi, in questi anni, si è fatto solo i cavoli propri! (la parola, in realtà, sarebbe un’altra: ma dovremmo esserci capiti…).

 

 

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