Coronavirus/ Proteste a Noto: gli operatori turistici lamentano la cancellazione delle prenotazioni

Coronavirus/ Proteste a Noto: gli operatori turistici lamentano la cancellazione delle prenotazioni
5 luglio 2020

A Noto è stato sistemato un gruppo di migranti positivi al COVID-19. E oltre al timore dei cittadini c’è anche il timore dei turisti, che non sembrano più molto propensi a passare le vacanze in questo luogo. Problemi anche a Marzamemi, a Pachino e a Porto Palo 

Mentre la Sicilia continua ad essere meta di sbarchi di migranti, a Noto – dove il Governo nazionale ha imposto il ricovero per un gruppo di migranti positivi al Coronavirus o COVID-19 – monta la protesta degli operatori del turismo che lamentano la cancellazione di prenotazioni.

La storia la raccontiamo ormai da settimane. Il Governo nazionale di PD, grillini, Italia Viva di Renzi e Liberi e Uguali tratta la Sicilia come l’ultima delle colonie. Ha deciso che tutti i migranti che arrivano in un modo o nell’altro in Sicilia (con imbarcazioni di fortuna a Lampedusa e con le immancabili navi targate ONG) debbono restare in Sicilia. E se alcuno di loro sono positivi al COVID-19 debbono restare lo stesso nella nostra Isola.

Così un gruppo di migranti positivi al COVID-19 è finito a Noto, in ‘teoria’ cittadina turistica della Sicilia. Tanta la paura tra gli abitanti di Noto. E la rabbia degli operatori turistici: infatti, chi ha prenotato per passare le vacanze a Noto ci ha ripensato. E secondo noi ha fatto anche bene: che senso ha passare le vacanze in un luogo dove vengono sistemati i migranti positivi al COVID-19.

E il Governo regionale di Nello Musumeci? Protesta, ma sono proteste sterili, che non sortiscono alcun effetto. Il Governatore dell’Isola dovrebbe aprire un caso politico: per esempio, uno scontro con Roma, provando ad applicare l’articolo 31 dello Statuto siciliano. Ma gli scontri istituzionali non piacciono al presidente Musumeci.

Chissà perché ma a noi certe scene ricordano un po’ allo Stato descritto da Fabrizio De Andrè nella celebre canzone Don Raffaè

“… si costerna, d’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità”.

Alla fine migranti – compresi quelli positivi al COVID-19 – finiscono in Sicilia. Ma a Noto quello che sta succedendo non piace agli operatori turistici. Leggiamo in un articolo di Tempostretto.it:

“Sulla vicenda interviene anche il Movimento Autonomi e Partite Iva della zona con una nota firmata da Alessandro Di Noto, Coordinatore Comune di Noto, Corradina Tiberio, Coordinatrice Comune di Pachino, Orazio Commentatore, Coordinatore Comune di Lentini, protagonisti della seguente nota:

‘La gestione da parte del Governo dell’ultimo sbarco di migranti è stata a dir poco superficiale e approssimativa. Questa è ulteriormente evidenziata dalla presenza di molti casi positivi al COVID-19. In ultimo, il trasferimento dei migranti nell’area del Comune di Noto, da tempo COVID free, ha generato notizie negative che hanno danneggiato tutto il territorio pronto al rilancio turistico. Noto è un Comune sicuro, sotto il profilo sanitario ed il Sindaco ha più volte ribadito che tutto si può gestire in tranquillità. I migranti risultati positivi sono ospitati in una zona lontana dal Comune ma il diffondersi di notizie chiaramente infondate ha provocato la disdetta di moltissime prenotazioni di turisti nella nostra zona. Questo allarmismo causerà gravissimi danni all’economia locale che aveva solo questa occasione per riprendersi. Non dimentichiamo che la Sicilia non è stata colpita dal COVID-19 come altre Regioni del Paese, eppure questi allarmismi fanno fuggire turisti non solo da Noto, ma anche da Marzamemi, Pachino, Portopalo ecc… ovvero da tutta quella Sicilia meridionale perla del Mediterraneo e luogo ambito per il turismo nazionale e internazionale’”.

Il presidente Musumeci ha fatto balenare l’ipotesi di chiudere i migranti positivi di Noto in una sorta di ‘zona rossa’: cosa, questa, che ha ulteriormente complicato la situazione.

Detto questo, bisogna capire come si deve comportare il Governo regionale. Va ricordato che ci sono in corso inchieste per mancate istituzioni di ‘zone rosse’. Noi speriamo che non succeda nulla, ma se dovesse succede qualcosa, qualcuno potrebbe anche rimproverare contestare l’assenza di iniziative, anche forti, a tutela della popolazione.

La verità è un’altra: in Sicilia non dovrebbero arrivare migranti positivi al Coronavirus, perché questo, piaccia o no all’attuale Governo nazionale, mette a rischio la popolazione siciliana. 

Foto tratta da Riserva Vendicari

QUI L’ARTICOLO DI TEMPOSTRETTO.IT

 

 

 

 

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