La Sicilia è ancora dei Siciliani o di chi ‘armeggia’ con i migranti?

La Sicilia è ancora dei Siciliani o di chi ‘armeggia’ con i migranti?
4 luglio 2020

Barchini. Barconi. Motoscafi. Navi targate ONG (dalle parti di Pozzallo s’intravede l’ombra dell’Ocean Viking con 180 migranti). Denominatore comune: i migranti da rifilare sempre alla Sicilia. Il problema è che la pandemia di Coronavirus o COVID-19 non è passata. E da un’Africa dove il virus è in diffusione arrivano anche migranti positivi al virus. Piaccia o no al Governo nazionale di PD, grillini, renziani e Liberi Uguali, il continuo sbarco di migranti mette a rischio la sicurezza dei Siciliani  

La Sicilia è ancora dei Siciliani? Ce lo chiediamo osservando quello che sta succedendo a Siculiana, in provincia di Agrigento, e nel mare di Pozzallo, provincia di Ragusa. A Siculiana alcuni migranti sono scappati dall’improvvisato centro di accoglienza di ‘Villa Sikania’. Un poliziotto che ha provato a bloccarli è finiti dritti dritto in ospedale. davanti al mare di Pozzallo c’è una nave con 180 migranti – la Ocean Viking di Sos Mediterranee – che cerca un “porto sicuro”: e, chissà perché, noi abbiamo la sensazione che il “porto sicuro” l’ha già trovato.

Da quando è ricominciato il ‘commercio’ di esseri umani tra il Nord Africa e l’Europa, la meta è una: la Sicilia. L’Unione europea se ne sta fregando, mentre il Governo nazionale di PD, grillini, renziani e Liberi e Uguali ha deciso di dirottare tutti i migranti nella nostra Isola.

L’abbiamo più volte scritto e lo ribadiamo: la Sicilia è l’unica Regione italiana, fino ad ora, dove arrivano i migranti, compresi quelli positivi al Coronavirus. Per ora, di positivi al Coronavirus ufficiali, ce ne sono trenta su una nave di Porto Empedocle (che le statistiche siciliane ignorano) e otto a Noto (“guardati a vista”, dicono le autorità).

Poi c’è un bel punto interrogativo. Eh già, perché in Sicilia ci sono anche sbarchi ‘fantasma’: migranti che arrivano in spiaggia e si dileguano. Si conoscono, di solito, i migranti ‘fantasma’ della provincia di Agrigento: come i dieci migranti arrivati due giorni fa nella spiaggia di San Leone in una comoda e veloce imbarcazione a motore entrobordo: sono arrivati al tramonto, si sono cambiati gli abiti e sono spariti.

E’ lecito ipotizzare che qualcuno di loro possa essere affetto da Coronavirus? O qualcuno si offenderà? Pensate un po’: nell’era super-tecnologica non si riesce a intercettare un’imbarcazione a motore con dieci migranti. E’ credibile?

Ora ce ne sono 180, di migranti, a Pozzallo. Lo scenario è sempre lo stesso: sulla nave la situazione è sempre più “difficile”, c’è chi si getta in mare per disperazione ma viene ripescato e il Governo italiano che cerca un “porto sicuro”. Anche questa volta – Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Ministro degli Interni Luciana Lamorgese – il “porto sicuro” sarà un porto siciliano?

Ribadiamo: siamo solo all’inizio: 4 Luglio. In Sicilia l’estate dura fino a Ottobre e, qualche volta, si allunga fino a metà Novembre.

Non sappiamo se il “porto sicuro”, anche per questi 189 migranti, sarà un porto siciliano. Ma sappiamo che, in Sicilia, la situazione sta arrivando già al limite.

A Lampedusa – che è ormai il punto di appoggio di chi gestisce il traffico di migranti in versione barchini – la situazione peggiora di giorno in giorno.

Non crediamo che a Porto Empedocle siano molto felici del via vai di migranti e dei migranti colpiti dal Coronavirus che si trovano sulla nave ormeggiata da quelle parti. Anche perché abbiamo la sensazione che la nave con i migranti positivi al Coronavirus non lascerà Porto Empedocle.

Sappiamo che a Siculiana, nel citato improvvisato centro di accoglienza, i migranti pressano per scappare. Da quello che abbiamo capito gli abitanti di questo Comune non sono affatto felici dell’improvvisato centro di accoglienza e lo vorrebbero chiuso.

Non sappiamo quale sia la situazione a Noto, in provincia di Siracusa: ma abbiamo la sensazione che nemmeno da quelle parti i cittadini siano particolarmente felici degli otto migranti positivi al Coronavirus.

Non abbiamo notizia di Pozzallo, dove nei mesi scorso sono già arrivati i migranti. Ma abbiamo la sensazione che i cittadini di Pozzallo non dovrebbero essere particolarmente felici di ospitare altri migranti, specie se dovessero risultare positivi al Coronavirus.

Se non fosse in corso la pandemia di Coronavirus o COVID-19 in Sicilia sarebbero già spuntati come funghi i Centri di accoglienza privati. Ma c’è il virus è questa parte del grande affare a spese della collettività non può decollare.

Qualcuno lo dimentica, ma la pandemia è ancora in corso: in Spagna il virus ha ripreso a ‘galoppare’ e, nelle ultime ore, si contano 200 mila persone in quarantena; in Germania sono preoccupati dai focolai che spuntano qua e là; in Italia i casi riprendono nonostante le alte temperature estive (qualcuno si chiede che cosa succederà quando le temperature si abbasseranno: ma, a quanto pare, questa domanda se la possono porre solo i “virologi laureati”).

Che cosa potrebbe succedere non lo sappiamo. L’unica cosa che sappiamo è che, continuando di questo passo, a fine Agosto la Sicilia sarà piena di migranti. Cosa succederà a Settembre e ad Ottobre – continuando sempre di questo passo, tra barchini, barconi, motoscafi e navi ONG – non lo sappiamo.

Però una cosa l’abbiamo capita: forse i Siciliani dovrebbero cominciare a riprendersi la Sicilia. E dovrebbero farlo a partire dai Comuni, da Lampedusa a Porto Empedocle, da Siculiana a Pozzallo, da Noto ai prossimi Comuni dove non è improbabile che vengano sistemati altri migranti. 

Perché su venti Regioni italiane la Sicilia è l’unica Regione che deve accogliere i migranti? Qui non è un problema di razzismo: è un problema di salute pubblica e di sicurezza: più migrati arriveranno, più sarà a rischio l’incolumità dei Siciliani.

Che piaccia o no al Governo nazionale, il continuo arrivo di migranti in Sicilia in tempi di Coronavirus – con i contagi che in Africa aumentano, anche se lentamente – mette a rischio la sicurezza dei Siciliani. Il resto è demagogia buonista da quattro soldi.

 

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