Il Governo Conte bis gioca sporco sull’Iva danneggiando le imprese italiane e siciliane

26 giugno 2020

Con un probabile gioco della parti con l’Unione europea dell’euro, il Governo Conte bis ha chiesto la proroga del cosiddetto split payament, una trovata che serve solo a penalizzare le imprese. La denuncia dell’Ance Sicilia, che spiega che, con questa mossa, il Governo nazionale di grillini, PD, renziani e Libero e Uguali conta di scippare alle imprese della nostra Isola 250 milioni di euro   

C’è un settore della vita pubblica italiana che non sia stato danneggiato dal Governo Conte bis? Dopo il caos nella gestione dell’emergenza Coronavirus, dopo la clamorosa protesta del mondo della scuola di ieri adesso tocca alle imprese alle quali il Governo – peraltro in un momento economico difficilissimo – cerca di appioppare la proroga del cosiddetto  split payment, una delle invenzioni ‘europeiste’ più allucinanti che consente allo Stato italiano di trattenere per circa due anni soldi che spettano alle imprese.

Lo split payment, per la cronaca, implica che, in caso di cessioni di beni o di prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni, il committente debba versare l’Iva non più alle imprese, ma direttamente all’Erario. Si tratta di un meccanismo inventato ufficialmente per evitare l’evasione dell’Iva. Infatti, una volta incassata l’Iva che spetta alle imprese lo Stato la deve restituire alle stesse imprese.

A che serve, allora, questa partita di giro? Siccome lo Stato restituisce alle imprese l’Iva dopo circa due anni ci guadagna due anni di ‘cassa’. Il tutto penalizzando le imp0rese già in grave difficoltà.

Perché succede tutto questo? Perché Governo italiano continua a tenere ‘impiccato’ il nostro Paese all’Europa dell’euro. Di conseguenza, trovandosi sempre a corto di soldi non fa altro che penalizzare famiglie e imprese.

Su questa vergogna interviene con un comunicato l’Ance Sicilia, l’Associazione nazionale dei costruttori edili.

“Il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli – si legge nel comunicato dell’Ance Sicilia – ha dichiarato al Consiglio generale dell’Ance che prorogare lo split payment è ingiusto perché rappresenta un doppio svantaggio per le imprese e, quindi, è giusto abolirlo, specialmente a seguito dell’introduzione della fatturazione elettronica. E il capo politico del M5S, Vito Crimi, ha condiviso le preoccupazioni dell’Ance. Ma allora, perché il governo non torna subito indietro, prima che sia troppo tardi?”

A questo punto arriva una notizia:

“Scopriamo, infatti – si legge ancora nel comunicato dell’Ance Sicilia – che il partito anti-imprese che sta condizionando le scelte del governo del Paese sta cercando di assestare un colpo basso che potrebbe rivelarsi mortale per il sistema economico, soprattutto quello siciliano che è il più debole di tutti. Ben prima del ‘lockdown’ e, quindi, senza alcuna reale necessità o emergenza, il governo nazionale, di nascosto come fanno i ‘carbonari’, ha chiesto alla Commissione europea di autorizzare la proroga dello split payment, nonostante l’Agenzia delle Entrate abbia dimostrato con un Rapporto specifico che i risultati della fatturazione elettronica nella lotta all’evasione dell’Iva rendano ormai assolutamente inutile questo meccanismo che doveva essere a tempo, che doveva scadere lunedì prossimo e che si traduce, solo in Sicilia, in uno ‘scippo’ annuo alle imprese di circa 250 milioni di euro, che si aggiungono ai tardati pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese per circa 800 milioni”.

L’Ance Sicilia picchia duro sul Governo nazionale:

“Ciò che è peggio – leggiamo sempre nel comunicato – è che, nella richiesta fraudolenta inviata a Bruxelles, il governo abbia spudoratamente sostenuto che i rimborsi statali dell’Iva alle imprese avvengono entro 74 giorni quando in realtà la stessa Commissione europea ha certificato che la media in Italia è di 63 settimane di ritardo, cioè 440 giorni. In più, il governo nazionale, se da un lato trattiene l’Iva dovuta alle imprese, dall’altro lato rinvia a settembre il pagamento dell’Iva che solo i terzi devono alle stesse aziende. Ciò significa che ogni attività è costretta a indebitarsi per coprire questo ‘scippo di Stato’ e a pagare magari pure il consulente che deve obbligatoriamente certificare il credito Iva che poi eventualmente incasserà dopo più di un anno”.

Amara la conclusione dell’Ance Sicilia:

“Dunque, il partito anti-imprese che sta condizionando il governo nazionale ha trasformato l’Iva da partita di giro a nuova tassa che, in questo momento di gravissima mancanza di liquidità, porterà una buona parte delle imprese siciliane a chiudere battenti entro settembre. L’Ance Sicilia è al fianco dell’Ance nazionale che si batterà a Bruxelles per smascherare la manovra del governo nazionale, invita tutti i partiti che fanno parte della maggioranza ad essere coerenti con la loro dichiarata volontà di aiutare le imprese a ripartire, e chiede al governo regionale di inserire questo tema nel negoziato sui rapporti finanziari con lo Stato, immaginando forme di compensazione dei danni che questo ingiustificato prelievo sta provocando con un’unica certezza: non individua e punisce i pochi che non pagano l’Iva e colpisce le tante imprese che correttamente lo fanno da sempre”.

P.s.

Due considerazioni. 

Prima considerazione. L’Unione europea è perfettamente al corrente della scorrettezza del Governo nazionale italiano e gli sta facendo da spalla. 

Seconda considerazione. Il Movimento 5 Stelle può bloccare questa vergogna. Lo farà? 

Foto tratta da DATALOG

 

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