La crisi italiana/ Gli unici soldi Ue disponibili sono quelli del MES, ma Conte non ha i voti in Parlamento

La crisi italiana/ Gli unici soldi Ue disponibili sono quelli del MES, ma Conte non ha i voti in Parlamento
20 giugno 2020

Ieri altra riunione a vuoto. Solito gioco della Germania, che finge di aiutare l’Italia ma, sottobanco, è d’accordo con Olanda, Austria e Finlandia per affossare il nostro Paese. E mentre l’economia italiana affonda, Conte cerca in Parlamento i voti per far acciuffare i 37 miliardi del MES che servirebbero allo stesso capo del Governo per tirare a campare, non certo all’Italia, alla quale servono almeno 200 miliardi di euro

L’Unione europea continua a prendere l’Italia a pesci in faccia. Ieri lo spettacolo è stato deprimente. L’incontro telematico che ha sostituito il Consiglio dell’Unione europea avrebbe dovuto se non approvare, magari incardinare il Recovery Fund, o Fondo per la ricostruzione, ribattezzato pomposamente “Next Generation EU”, tanto per fare un po’ di “schiumazza”, come si usa dire in Sicilia per indicare chi fa tanto rumore per nulla.

Ieri, però, ancora una volta, è andata in scena la presa in giro: la Germania che fa finta di essere d’accordo con l’Italia sul Recovery Fund, metà a fondo perduto e metà prestiti, gli alleati della Germania, cioè Finlandia, Olanda, Austria – ovviamente d’accordo sottobanco con la stessa Germania – che dicono che di interventi dell’Europa a fondo perduto in favore dell’Italia non se ne deve parlare nemmeno, che vanno bene i prestiti, ma che gli stessi prestiti debbono comunque essere condizionati alle “riforme” (leggere licenziamenti di dipendenti pubblici e tagli alle pensioni) e via continuando.

Da metà Aprile ad oggi sono passati quasi due mesi. In questi due mesi abbiamo sentito di tutto: impegni solenni della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che dice, sì, bisogna aiutare l’Italia; i leader di Olanda, Austria e Finlandia che dicono: un attimo, che tipo di aiuti? niente regali all’Italia.

Dopo due mesi di queste chiacchiere l’unica cosa concreta che l’Unione europea è disposta a concedere all’Italia è il prestito targato MES, che significa strozzinaggio, modello Grecia.

Certo, ci sono quelli che dicono che non è così, che il MES è diventato ‘buono’, che i 37 miliardi di euro li possiamo prendere perché l’Europa non ci massacrerà a tipo Grecia…

Ovviamente, chi lo dice, o non conosce come stanno le cose, o fa finta di non conoscere le regole del MES. Che sono sempre le stesse e che, per essere cambiate vanno riscritte, rivedendo i trattati che hanno istituito il MES.

Il risultato è che, mentre il capo del Governo Conte chiacchiera, l’economia italiana sta andando a rotoli.

Tra l’altro, all’economia italiana, per riprendersi, non servono 37 miliardi di euro, ma almeno 200 miliardi di euro. Basti pensare che, solo per mettere in sicurezza le scuole che a Settembre dovrebbero, ci vogliono 10 miliardi di euro.

Dove trovare questi soldi? Il modo ci sarebbe, al di là dell’Europa dell’euro. Ma di questo l’attuale Governo italiano non vuol sentire parlare. I soldi debbono arrivare da un’Europa disposta a dare all’Italia una minima parte dei soldi – i citati 37 miliardi di euro del MES – non certo i 200 miliardi di euro che servono per provare a far ripartire l’Italia.

Il tutto in assenza – si badi – di una seconda ondata autunnale di Coronavirus che provocherebbe, per dirla in linguaggio tecnico-economico, un gran bordello…

Così siamo tutti fermi: l’economia è ferma, le imprese sono ferme, l’Italia è ferma. Si muove solo il Governo, che sembra avere un solo obiettivo: acchiappare i 37 miliardi di euro del MES e tirare a campare per altri sei o sette mesi.

Ma per prendere i 37 pochi, maledetti e subito miliardi del MES ci vuole il Parlamento che dice sì. E bisogna convincere i parlamentari grillini a ‘inghiottire’ anche il MES. Ma questa volta i conti non tornano.

Neanche con i voti di Forza Italia – che ormai è parte integrante della maggioranza che sostiene il Governo Conte bis – si trovano questi voti. Mentre scriviamo sono in corso le trattative per convincere i parlamentari grillini riottosi a votare sì al MES.

Perché i parlamentari grillini riottosi dovrebbero votare sì al MES non si capisce. Forse il ragionamento è il seguente: oramai vi siete sputtanati, nessuno vi voterà più, tanto vale che ci fate fare altri sei o sette mesi con questi 37 miliardi di euro…

I grillini, ragazzi: ma chi li ha inventati? Dovevano rivoltare l’Italia come un calzino e finì che l’Italia ha rivoltato loro.

Però molti di loro – che hanno già ‘inghiottito’ di tutto, tipo sì alla TAV, sì alla TAP, sì all’ex ILVA a Taranto, zitti sul grano Senatore Cappelli, zitti sulla CUN – il ‘boccone’ del MES è veramente indigesto: che cosa dovrebbero andare a dire alla gente, poi?

Dicono che Alessandro Di Battista sia contro il MES, ma non vuole lasciare il Movimento perché sogna di diventare il Cincinnato del Movimento 5 Stelle: torno io alla guida del Movimento e tutto si aggiusta; quindi resta del Movimento, tanto che Gianluigi Paragone se n’è andato per i fatti suoi a fondare un nuovo partito.

Aspetta e spera, Alessandro Di Battista. Così come Giuseppe Conte, che aspetta e spera pure lui. Aspettano e sperano anche dalle parti del PD, che senza voti comandano sempre l’Italia. Aspettano e sperano tutti, mentre l’Italia va a b…

Foto tratta da Il Messaggero

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