A Napoli si sbarazzano del busto di Cialdini, mentre in Sicilia li ‘onoriamo’ ancora tutti: Garibaldi, Cavour, i Savoia…

A Napoli si sbarazzano del busto di Cialdini, mentre in Sicilia li ‘onoriamo’ ancora tutti: Garibaldi, Cavour, i Savoia…
15 giugno 2020

A Napoli – che, lo ricordiamo, è stata la capitale del glorioso Regno delle Due Sicilie – piano piano stanno cominciando a fare i conti con la falsa storia del Risorgimento. Dopo aver tolto al generale Cialdini la cittadinanza onoraria, tolgono anche la statua. E in Sicilia? Siamo ancora all’anno zero! Siamo ancora fermi a Musumeci che è andato a commemorare Crispi…  

Napoli comincia a fare i conti con la propria storia. Per la precisione, con la storia del Risorgimento scritta dai vincitori, spesso con falsità. Così presso la sede della Camera di Commercio della città partenopea hanno deciso di rimuovere il busto del generale Enrico Cialdini, uno dei personaggi più brutti della ‘conquista del Sud’, per dirla con lo scrittore Carlo Alianello.

Noi ci siamo più volte occupati di questo generale di casa Savoia che si è macchiato di atroci delitti. Lo abbiamo fatto quattro anni fa, quando abbiamo denunciato che ancora oggi, a Palermo, una via è dedicata a questo personaggio. E se n’è occupato, sempre per noi, Ignazio Coppola, raccontando la strage di Pontelandolfo e Casalduni.

Oggi torniamo sull’argomento per un fatto di cronaca: perché a Napoli, presso la camera di Commercio,come già accennato, hanno deciso di eliminare il busto di questo efferato militare di casa Savoia.

Proprio in questi giorni le statue – almeno alcune statue – sono un po’ a rischio. Un’ondata di anti-razzismo – in verità molto discutibile – ha provocato l’attacco alla statua di Cristoforo Colombo a Minneapolois, negli Stati Uniti, ed è stata deturpata con la vernice la statua di Indro Montanelli a Milano. Ebbene, l’eliminazione del busto del generale Cialdini non ha nulla a che vedere c on questi atti.

A Napoli l’eliminazione di questo busto è stata meditata. Ed è stata preceduta dalla revoca della cittadinanza concessa a Cialdini quando Napoli cadeva insieme con il Regno delle Due Sicilie per volere dell’Inghilterra, con la complicità della mafia siciliana e della camorra napoletana e, soprattutto, grazie al tradimento di tanti alti ufficiali borbonici.

La cittadinanza onoraria Cialdini – che era stato il protagoniste dell’assedio di Gaeta, ammazzando tantissimi civili – è stato un atto da Sindrome di Stoccolma. Una cittadinanza assurda, che è durata fino a tre anni fa, quando l’amministrazione comunale di Luigi De Magistris ha finalmente deciso di revocarla. Ora è arrivato il momento di eliminare il busto dalla sede della Camera di Commercio. Vogliamo sperare a a questo personaggio non sian o intitolare vie, strade e scuole.

L’augurio è che adesso, a Napoli, si cominciano ad eliminare le statue di Garibaldi, Vittorio Emanuele, Cavour, Crispi, Bixio e via continuando; cambiando anche i nomi alle via, ai teatri e alle scuole che, purtroppo, portano ancora i nomi di questi personaggi che non sono solo estranei alla storia del Sud Italia, ma sono stati solo dei volgari conquistatori che hanno solo arrecato danni ingentissimi all’economia e alla vita sociale del Mezzogiorno.

Ma se Napoli va avanti, la Sicilia – dove si è consumata la sceneggiata dell’impresa dei Mille – è ancora ferma al palo. Nella nostra Isola, ancora oggi, ci sono teatri, scuole, vie, ville comunali e perfino musei dedicati a questi signori invasori, che sono riusciti a prendere la Sicilia – anche in questo caso – con la regia degli inglesi e con la connivenza, tutt’altro che gratuita, di mafia e massoneria.

Girare per la Sicilia e leggere che ci sono vie dedicate a Garibaldi, a Vittorio Emanuele, a Crispi, a Cavour è un’offesa alla nostra memoria di siciliani. Così come assurde sono le scuole, i teatri, le ville e i musei dedicati a tutti i filibustieri del Risorgimento in Sicilia.

Non solo hanno fatto passare una volgare conquista per libertà, non solo hanno scritto una storia in buona parte falsa, ma hanno anche imposto i simboli della loro odiosa conquista, imponendo una sorta di alienazione culturale collettiva.

A Palermo – e questo è veramente incredibile! – ancora oggi c’è un museo che raccoglie i cimeli dei conquistatori piemontesi: con il denaro pubblico dei siciliani, ancora oggi, si propone, anzi si propina la storia dei vincitori sulla pelle dei siciliani. E qui siamo ben oltre l’alienazione…

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