SERALE/ Che sta succedendo negli Stati Uniti? I Democratici temono le imminenti mosse di Trump?

SERALE/ Che sta succedendo negli Stati Uniti? I Democratici temono le imminenti mosse di Trump?
14 giugno 2020

Tutta questa sceneggiata internazionale antirazzista – con venature balorde, se non tragicomiche – potrebbe essere l’inizio di un finale di campagna elettorale rovente negli USA, dove Trump potrebbe tirare fuori alcuni scheletri dagli armadi per colpire i Democratici. I quali avrebbero capito quello che potrebbe succedere e cercano di anticipare gli eventi. Ma…  

di Economicus

Da qualche settimana il direttore de I Nuovi Vespri mi tormenta chiedendomi di illustrare il mio pensiero su quello che sta succedendo negli Stati Uniti d’America. Ammetto che la colpa è mia, perché un anno fa, trovandomi a Palermo, durante una piacevole colazione – non calcolando bene gli effetti, quasi dimenticando di avere a che fare con un giornalista – ho accennato a possibili novità, anche rilevanti, che sarebbero esplose nell’estate in quest’anno in occasione della campagna elettorale negli Stati Uniti.

Non l’avessi mai fatto! Da quando è esploso il caso di George Floyd il direttore non fa altro che inviarmi messaggi invitandomi a intervenire. La cosa non mi va più di tanto. Anche perché non ho tutti gli elementi, ma solo alcune considerazioni sull’andamento dell’economia, in Europa, qualche impressione e qualche indiscrezione.

Ma visto quello che sta succedendo in tutto il mondo – Coronavirus a parte, che con quello che racconterò c’entra poco o nulla – mi sembra arrivato il momento di scrivere qualcosa.

Cominciamo col dire che gli ultimi mesi di campagna elettorale, negli Stati Uniti d’America, saranno molto scoppiettanti. Il fatto che i Democratici abbiano iniziato le ostilità significa che stanno prendendo prima perché, da Trump, con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali, previste per Novembre, si aspettano cose tutt’altro che piacevoli.

Con molta probabilità, i disordini iniziati con il ‘caso’ Floyd non sono casuali; così come non è casuale la crociata mondiale contro il razzismo. L’abbattimento della statua di Cristoforo Colombo e l’attacco a Indro Montanelli per una storia di 90 anni fa – con la statua di Milano del grande giornalista sfregiata proprio in queste ore – fanno parte di una sceneggiata che avrebbe dovuto avvantaggiare i Democratici.

La vicenda, però, è stata gestita male, perché i disordini esplosi in modo scomposto in alcune città americane rischiano invece di favorire Trump. Si sta creando una situazione di caos che, alla fine, potrebbe avvantaggiare il presidente uscente, proprio come avvenne nel 1968 con l’elezione di Nixon.

Insomma, i Democratici si stanno muovendo male. Sono partiti avvantaggiati perché Trump – fidandosi di consiglieri sbagliati – ha gestito male la pandemia di COVID-19 (non dimentichiamo che, in un primo momento, Trump ha cercato di licenziare l’infettivologo Antony Fauci, che è riuscito a resistere: e bisognerebbe chiedersi il perché e, soprattutto, chi ha impedito all’attuale capo dell’amministrazione americana di sbarazzarsi di un personaggio che condiziona la sanità americana da quasi un quarantennio).

Ma, adesso, Trump è in fase di recupero senza avere peraltro sparato le ‘cartucce’ che ha in serbo. Ma quali sarebbero queste possibili ‘cartucce’?

Per ipotizzare qualche scenario – ribadisco che le mie sono impressioni e indiscrezioni – dobbiamo fare qualche passo indietro. Cominciando con il ricordare che Trump non si iscrive nel cosiddetto Deep State, ossia al ‘Governo dei Governi’ che governa il mondo oggi nel nome del liberismo economico, ma tra i cosiddetti populisti contrari agli interessi di certe multinazionali.

Che Trump non sia un liberista lo dimostra la vicenda dei dazi doganali che ha appioppato alla Germania e, in generale, all’Europa. Un provvedimento che mette in discussione uno dei capisaldi del sistema liberista: la libera circolazione delle merci.

Trump ha colpito soprattutto la Germania, sia perché questo Paese è molto scorretto (non dimentichiamo che il Regno Unito ha rotto con la Ue sul MES, che è lo strumento che i tedeschi utilizzano per arricchirsi ai danni di altri Paesi europei: vedi la Grecia, come ha ricordato oggi, nel Mattinale, il direttore di questo blog d’informazione), sia perché, colpendo la Germania nell’export, gli USA mettono in crisi l’economia di questo Paese, fondata per il 50-60% proprio sulle esportazioni.

La mossa di Trump si è rivelata giusta, anche se è stato aiutato sia dalla dabbenaggine politica dei tedeschi, che di economia non hanno mai capito molto, sia dal Coronavirus.

La dabbenaggine politica dei tedeschi è legata al fatto che, per ingordigia e per la paura esistenziale dell’inflazione, la Germania ha impoverito i Paesi europei che acquistavano i suoi beni. Così il Paese che vive essenzialmente sull’export si ritrova oggi con i dazi doganali americani e con la crisi economica di alcuni Paesi europei che non possono più acquistare i beni tedeschi!

Il tutto aggravato dalla crisi economica provocata dal Coronavirus.

Se ancora non fosse chiaro, la Germania vuole che l’Italia prenda i fondi europei – con riferimento al MES e al Recovery fund – per due ragioni: in primo luogo perché l’Italia acquisisca la liquidità per tornare ad acquistare i beni tedeschi, in secondo luogo per cercare di aggredire i risparmi degli italiani.

Ci riuscirà? Secondo noi, no. Sia perché i tedeschi, oggi, contrariamente a quello che avvenne negli anni di Tangentoli, non hanno molti addentellati in Italia, sia perché tra un po’ – e questa è una mia impressione – dovrebbero aprirsi i ‘giochi’ elettorali negli Stati Uniti.

In realtà, i primi segnali Trump li ha lanciati, anche se non sono stati ben compresi. L’attuale presidente USA ha firmato un ordine esecutivo che autorizza sanzioni contro i funzionari della Corte penale internazionale dell’Aja per le inchieste sui crimini di guerra commessi in Afghanistan. L’amministrazione americana considera la Corte penale internazionale un organismo politico che fa politica. In parole semplici, le inchieste di questa magistratura sono viste come una minaccia alla sovranità americana.

Trump ha rotto con l’ONU sul clima e, di recente, ha attaccato frontalmente l’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS). E se sul clima le tesi sono diverse, se è vero che il tema è controverso, sull’OMs Trump ha ragione da vendere, perché è chiaro a tutti che questa Organizzazione è ormai troppo legata agli interessi della Cina e, di conseguenza, politicamente screditata.

Ora mettete insieme tutti questi elementi: i dazi doganali che colpiscono la Germania, l’attacco all’Aia, il no all’accordo sul clima, lo sputtanamento dell’OMS e la polemica, dai toni durissimi, con la Cina sul 5G cinese (leggere Huawey). In più c’è la Brexit, che non è affatto secondaria: ricordiamoci che il Regno Unito gioca sempre le partite in proprio, ma rimane comunque legato agli Stati Uniti.

Se ci riflettiamo, Trump, a pochi mesi da voto, ha già sparigliato le carte in mezzo mondo. Ed è probabile che si accinga a giocare altre carte interne, per colpire i Democratici che, in verità, sembrano molto nervosi e spaventati. In generale, in politica, chi ha paura ha qualcosa da nascondere.

Ripetiamo: il fatto che i Democratici abbiano attaccato per primi, provando a cavalcare la solita sceneggiata sul razzismo nel mondo da combattere (per inciso, tragicomica la polemica sul film Via col vento: se è razzista il film è evidente che non hanno letto il libro dal quale è stato tratto tale film…) non è un segnale di forza: è un segnale di debolezza.

Le voci che si ricorrono in America – ma, lo ripetiamo ancora una volta, sono solo voci – sono tante. Si parla di vicende interne, con rivelazioni che potrebbero coinvolgere personaggi attuali su storie del passato, anche non troppo recente.

In più, c’è anche la vicenda Russiagate, che Trump non ha certo dimenticato. E che potrebbe lambire l’Italia.

Già, l’Italia. Un’Italia che, dal Governo Gentiloni in poi, si è un po’ troppo avvicinata alla Cina.

Insomma sarà, quella americana, un finale di campagna elettorale molto rovente. Con inevitabili risvolti in Europa, anche di carattere economico, oltre che politico. Almeno questo è il mio pensiero.

Foto tratta da Tio.ch

 

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