Coronavirus: il Sud Italia prima di cantare vittoria aspetti l’inverno/ MATTINALE 535

Coronavirus: il Sud Italia prima di cantare vittoria aspetti l’inverno/ MATTINALE 535
6 giugno 2020

In questo articolo non troverete verità rivelate: queste le lasciamo ai tanti Pangloss del Sud Italia – amministratori pubblici e commentatori – che in queste ore cantano vittoria auto-celebrandosi e gettando la croce addosso alla Lombardia. Qui troverete solo dubbi circa i ‘risultati’ differenti tra Nord e Sud Italia rispetto al Coronavirus o COVID-19

Di solito non seguiamo i bollettini sui contagiati. Per un motivo semplice: perché a nostro avviso avrebbero un senso se le analisi venissero effettuate con regole uguali per tutt’e venti le Regioni italiane. Sarebbe opportuno, infatti, effettuare i tamponi in modo uniforme. Ma abbiamo la sensazione che le cose stiano in modo un po’ diverso.

Facciamo l’esempio di queste ore. Ieri sono stati registrati 518 contagi così distribuiti: 5 nel Sud Italia, 21 nel Centro Italia e 402 in Lombardia. Da qui la richiesta di chiudere la Lombardia.

Noi poniamo una domanda: quanti tamponi sono stati effettuati in Lombardia sui 20 milioni di abitanti di questa Regione? E quanti tamponi sono stati effettuati in tutto il Sud Italia che, grosso modo, conta gli stessi abitanti della Lombardia, cioè circa 20 milioni di persone? E con che schema statistico sono stati effettuati questi tamponi, in entrambi i casi?

In base a quali criteri vengono scelte le popolazioni su cui eseguire i tamponi? Si tratta di popolazioni di sintomatici? Popolazioni scelte di campioni in base ad età, patologie associate, vicinanza a persone contagiate? O sono popolazioni scelte in modo casuale? Questo è fondamentale per capire che tipo di conterranei scesi dal Nord Italia – e in particolare dalla Lombardia – stanno camminando in giro per il Sud Italia, visto e considerato che non si riesce più a far capire alle persone che debbono indossare una mascherina!

Questo perché – soprattutto in Sicilia, altrove non sappiamo – quasi nessuno indossa più la mascherina e se qualcuno lo fa notare viene etichettato come “esagerato”.

La verità è che noi non conosciamo il ‘denominatore’, ovvero quanti tamponi vengono fatti ogni giorno e quanti ne vengono fatti per Regione.

L’altro problema che ci poniamo genericamente si sostanzia nella seguente domanda: se buona parte di questi tamponi effettuati nelle ultime ore è stata eseguita su popolazione di asintomatici, allora quanti positivi asintomatici camminano oggi in Italia e con quante di queste persone ognuno di noi viene a contatto?

Ricordiamo che il vero ‘salto’ del virus Sars Cov 2 rispetto al Sars Cov 1 è che, nel secondo caso, non potevano essere vettori di contagio gli asintomatici, mentre il vero problema del Sars Cov 2 è la possibilità di essere contagiati da asintomatici.  

A nostro avviso, insomma, ci sono troppe imprecisioni in queste affrettate letture, così come affrettati ci sembrano i rimedi. Che senso ha, oggi, chiudere la Lombardia se tra Marzo, Aprile e Maggio migliaia di meridionali che vivevano a Milano e, in generale, in Lombardia sono tornati a vivere nel Sud Italia e in Sicilia?

Chi oggi dice che bisogna chiudere la Lombardia dovrebbe cominciare a porsi una domanda: come mai la gran moltitudine di meridionali che lavorava e viveva in Lombardia, una volta tornata al Sud e in Sicilia, si presenta in gran forma?

Ci sono troppe incongruenze, in questa storia. Che in Lombardia ci possano essere condizioni particolari che rendono il virus più aggressivo (per esempio l’inquinamento), questo può essere possibile. Quello che a noi non sembra molto credibile è che, dalla Lombardia, siano tornati nel Sud e in Sicilia solo persone sane.

Siccome parliamo di migliaia e migliaia di persone che, dalla Lombardia, hanno raggiunto il Sud e la Sicilia in nave, in treno, in aereo e con le automobili – e si tratta di centinaia di migliaia di persone – in questa storia ci sono troppi elementi poco chiari.

Invitiamo, poi, gli amministratori delle Regioni del Sud a non cantare vittoria troppo presto. Perché di questo virus sappiamo poco o nulla. Con molta probabilità, le alte temperature del Sud non aiutano il virus a diffondersi. Ma non sappiamo cosa succederà quanto le temperature si abbasseranno, considerato il grande numero di persone che hanno lasciato il Nord e, soprattutto, la Lombardia per tornare a vivere nel Sud e in Sicilia.

 

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